DOMENICA LIBERA DAL LAVORO
Conferenza a Bruxelles dell’Alleanza europea
La Domenica libera dal lavoro e orari di lavoro dignitosi per i cittadini di tutta Europa. A chiederlo è un cartello di sindacati e di organizzazioni della società civile e comunità religiose riuniti nella “European sunday alliance” (Esa), di cui fanno parte anche la Comece (Commissione episcopati Comunità europea) e la Kek (Conferenza delle Chiese europee). Si è svolta il 20 giugno a Bruxelles una conferenza di esperti durante la quale è stata ufficialmente presentata la dichiarazione fondativa per la “creazione di una alleanza europea per la protezione della domenica. Insieme per orari di lavoro dignitosi”. Nell’ambito della revisione della direttiva sull’orario di lavoro, l’Alleanza si propone di evidenziare il “valore aggiunto” del tempo libero, non solo come “aspetto culturale” ma anche come “importante fattore di costruzione dell’Europa sociale”. Per Luca Jahier, presidente del Gruppo III (Società civile) dell’European Economic and Social Committee, “l’Europa ha bisogno di un modello di vita sociale fondato non solo sulla produzione e sul consumo ma anche sul tempo libero condiviso per i rapporti e gli impegni nel sociale”.La dichiarazione fondativa. “Noi firmatari, crediamo che tutti i cittadini dell’Unione europea abbiano diritto a beneficiare di orari di lavoro dignitosi che, in linea di principio, escludano il lavoro in orari in tarda serata, notturni, durante le festività comandate e di Domenica”. Si apre con questa affermazione la dichiarazione fondativa dell’Alleanza europea Esa. Ciò che preoccupa associazioni e sindacati è che le persone che lavorano in genere di domenica e in orari irregolari, lo facciano “per necessità finanziarie più che per scelta” e che queste condizioni “sono la fonte principale del crescente fenomeno dei lavoratori poveri in Europa”. Nella dichiarazione, l’Alleanza esorta “le Istituzioni europee a proteggere la Domenica, in linea di principio, come giorno comune di riposo settimanale nell’Ue” e “a garantire in modo più efficace che le normative Ue e le regole del mercato interno assicurino un ruolo centrale alla salute e alla sicurezza, all’equilibrio tra lavoro e vita privata e alla coesione sociale”. L’opinione dei vescovi europei. Anche i vescovi dell’Ue aderiscono all’Alleanza per la protezione della Domenica e si uniscono alla rete di associazioni e sindacati nel chiedere che nella nuova direttiva della Commissione europea si recuperi il riferimento al carattere particolare della domenica come tempo di riposo. È padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale della Comece, a spiegare a SIR Europa i motivi della partecipazione della Commissione degli episcopati della Comunità europea alla conferenza di esperti che si è svolta a Bruxelles. “È un’iniziativa – spiega padre Mazurkiewicz – che parte dalla società civile ed è condivisa da sindacati, associazioni, cooperative di imprenditori. La protezione della domenica è un tema importante sia per i lavoratori che per gli imprenditori perché c’è una pressione molte forte da parte di grandi imprese e supermercati affinché si possa lavorare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7”. “La domenica come giorno di riposo – prosegue il segretario della Comece – era introdotta in antichità per ragioni religiose ma oggi fa parte del patrimonio europeo ed è importante non solo per i cristiani, ma per tutti. In questo senso noi non facciamo riferimento alla religione ma rivendichiamo ragioni che riguardano la sicurezza sul lavoro, la coesione sociale, la vita familiare, i rapporti nella società”. Per una direttiva in difesa del lavoratore. Durante la Conferenza di Bruxelles, prosegue padre Mazurkiewicz, “sono state presentate anche ricerche scientifiche che attestano come l’aumento dell’orario di lavoro anche fino a sera tardi e il lavoro di domenica sono tra le cause di incremento degli incidenti sul lavoro”. “Come rappresentanti dei vescovi in Europa – sottolinea il segretario della Comece -, anche noi vogliamo sottolineare questo carattere particolare della domenica come tempo di riposo e aiutare associazioni e sindacati che hanno preso questa iniziativa”. Per l’Unione europea il tema del tempo di lavoro non è nuovo: in una direttiva del passato si faceva riferimento alla domenica ma è stata cancellata dalla Corte europea di giustizia perché, a suo parere, mancava la giustificazione. “Adesso – dice padre Mazurkiewicz – la Commissione europea sta lavorando al progetto di una nuova direttiva. Noi vogliamo che in questa nuova direttiva si recuperi il riferimento al carattere particolare della domenica come tempo libero dal lavoro”. “La competenza dell’Unione – ammette il rappresentante della Comece – è molto limitata nel senso che l’Ue non può obbligare gli Stati”. Per questo nella dichiarazione fondativa presentata, associazioni e sindacati chiedono ai governi degli Stati membro ad “assumersi le proprie responsabilità per migliorare, attuare e applicare le leggi e le pratiche esistenti e rispettare gli accordi collettivi”.