UNIONE EUROPEA
Si riunisce a Bruxelles il Consiglio europeo
Ci sono dei passaggi-chiave nella storia dell’integrazione europea in cui gli stessi responsabili delle istituzioni comunitarie rivolgono lo sguardo ai cittadini e ai leader nazionali, facendo appello alle responsabilità condivise verso i popoli dell’Unione. Il Consiglio europeo del 23 e 24 giugno che si concentra su due temi principali, la governance economica e la gestione delle migrazioni sembra uno di quei momenti.
Alla vigilia del summit, il segretario di Stato ungherese Eniko Gyori, rivolgendosi alla plenaria dell’Europarlamento, ha affermato che “i cittadini guardano all’Ue chiedendo risultati concreti, senza badare alle distinzioni di ruoli” tra Consiglio, Commissione, Parlamento o governi nazionali, e invitando dunque i tre pilastri istituzionali della Comunità e gli Stati a muoversi all’unisono sui punti all’ordine del giorno.
Sulla medesima linea si è mosso José Manuel Barroso, presidente della Commissione, intervenendo, sempre il 22 giugno, dinanzi agli eurodeputati. “La situazione in Grecia è di emergenza” e “non ci sono alternative” al piano di sostegno finanziario predisposto dalla troika (Ue, Bce, Fmi). “Il salvataggio è essenziale per la Grecia e per l’Unione”, ha aggiunto Barroso. “Occorre ridurre il debito, tenere sotto controllo il deficit per poi poter passare alla crescita. Quest’ultima è l’obiettivo fondamentale”.
Il capo dell’Esecutivo ha riconosciuto che “il piano è sottoposto a una rigorosa condizionalità”, ma si è detto ottimista, visto il voto con il quale il Parlamento greco ha dato sostegno al piano di tagli e di riforme predisposto dal governo Papandreu. “Siamo coscienti dei costi che il popolo greco dovrà affrontare”, “ma in questa fase ci vuole un vero consenso nazionale”. E ha aggiunto: “In caso di fallimento, sarebbe difficile spiegare ai cittadini che non siamo stati in grado di giungere a un accordo” per fornire soluzioni efficaci.
Un ulteriore riferimento alle “decisioni condivise”, ai principi fondativi dell’integrazione e alle responsabilità comuni verso i cittadini dell’Unione, è giunto lo stesso giorno con una dichiarazione di Cecilia Malmstrom. La commissaria agli affari interni si è concentrata soprattutto sul tema delle migrazioni, che fanno parte delle sue competenze in seno al Collegio. “Ci servono più solidarietà e maggior responsabilità nelle nostre politiche di asilo e di migrazione”, ha affermato. La commissaria svedese ha ricordato che proprio la solidarietà, la tolleranza e il rispetto reciproco “tra i Paesi e tra le persone sono valori che sono stati sempre protetti” nell’Ue. “Ci siamo battuti per tali principi anche in varie regioni del mondo e dunque mi inquieta il fatto che essi siano messi in discussione” in Europa.
“Nel corso degli ultimi anni ha quindi denunciato Malmstrom abbiamo registrato in Europa un sostegno crescente verso i movimenti populisti e i partiti politici di estrema destra. Nel mio settore ho potuto constatare che la xenofobia è in aumento”. Da qui il pressante invito ai capi di Stato e di governo, affinché “diano prova di leadership in questo momento difficile”. “Noi dobbiamo dimostrare ha aggiunto la commissaria, dopo aver ricordato l’attuale situazione degli arrivi in Europa di profughi provenienti soprattutto dall’Africa che siamo seri quando affermiamo di essere pronti ad accompagnare” i popoli del Mediterraneo e del Medio Oriente “nel cammino della democrazia e del progresso economico”.