CHIESE IN BREVE
Preghiera interreligiosa per vittime totalitarismiIn occasione del 70°anniversario dall’invasione nazista del territorio sovietico, su iniziativa della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), il segretariato del Consiglio ucraino delle Chiese e organizzazioni religiose (Auccru) ha proclamato il 22 giugno “Giornata di preghiera interconfessionale per le vittime di due regimi totalitari – nazismo e comunismo”. In quella data si è tenuta a Kyiv una preghiera interreligiosa per queste vittime, alla quale hanno partecipato diverse migliaia di persone. A darne notizia è il Servizio di informazione religiosa ucraino (Risu), secondo il quale accanto al monastero della Cupola dorata di San Michele il 22 giugno si sono riuniti in preghiera rappresentanti di: Chiesa ortodossa ucraina del patriarcato di Kyiv (Cou-Kp), Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca (Uoc-Mp), Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), Chiesa ortodossa ucraina autocefala (Uaoc), Chiesa cattolica romana, Congresso panucraino delle Comunità ebraiche, Autorità spirituale dei musulmani d’Ucraina, Chiesa armena apostolica, Unione panucraina dei cristiani evangelici battisti e Chiesa cristiana evangelica ucraina. Il primate dell’Ugcc e arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc, mons. Sviatoslav Shevchuk, che aveva invitato “il clero, i fedeli e tutte le persone di buona volontà, a 70 anni dall’invasione nazista del territorio sovietico” a partecipare, ha affermato: “Il 22 giugno è stato il giorno della collisione tra due regimi nemici dell’uomo”, il nazismo e lo stalinismo, che “hanno svelato il loro vero volto”. “Sono state versate lacrime – ha aggiunto -; è stato udito il pianto di chi ha perduto i propri cari. Questa data è stata segnata dal terribile spargimento di sangue di vittime innocenti, causato dall’una o dall’altra parte”, che “ha ricoperto la nostra terra”. Tuttavia oggi “è anche un giorno di preghiera, memoria e riconciliazione. Ricordiamo tutti coloro che sono stati uccisi o torturati a morte nelle prigioni staliniane, i ragazzi mobilitati in fretta e gettati quasi inermi in preda al nemico; ricordiamo tutte le vittime innocenti”. “La voce del sangue – ha proseguito l’arcivescovo Shevchuk – ci chiama affinché i fantasmi dei regimi nemici dell’uomo non si incarnino mai in forze e azioni oscure. E ci chiama a non permettere mai più separazioni o ostilità tra noi”. Oggi, ha concluso il primate “stiamo chiedendo a Dio forza e saggezza, e chiediamo a Lui di perdonare gli aggressori”. Secondo il patriarca Filarete (Uoc-Kp), “la guerra è stata conseguenza dell’invasione di ‘senza Dio’ che ha distrutto la fede, le chiese, e tutto ciò che era santo. Dio ha permesso la guerra per convertire a sé le persone. Il risultato della guerra non è stato solo la vittoria ma la conversione di molta gente al Signore”. “Preghiamo per i morti!” la sua esortazione conclusiva. Da Mefodiy metropolita dell’Uaoc, un monito contro il fanatismo politico che, ha detto, “finisce sempre nel sangue”. Un forte invito alla preghiera “per i morti e i sopravvissuti” è venuto anche da un membro del Supremo Consiglio della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, il protoprete Heorhiy Kovalenko. Il Risu sottolinea che oltre alle bandiere nazionali listate a lutto non sono stati utilizzati simboli di nessun partito politico. Il Catechismo della Chiesa greco-cattolica Si tiene oggi e domani a Lviv (24 e 25 giugno) una conferenza internazionale dedicata a un evento a lungo atteso nella vita della Chiesa greco-cattolica ucraina: la presentazione del Catechismo “Cristo è la nostra Pasqua”. La Commissione patriarcale per la catechesi e l’Istituto Catechetito-pedagogico dell’Università cattolica ucraina sono i principali organizzatori del progetto, con il sostegno attivo del Comune di Lviv. La preparazione è durata quasi dieci anni e il volume è composto di tre parti: il credo della Chiesa, la preghiera della Chiesa e la vita della Chiesa. Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, primate della Chiesa greco-cattolica ucraina, autore e curatore della terza parte, oggi presenterà personalmente il volume. La presentazione si svolge nel quadro delle commemorazioni del 10° anniversario della visita del Beato Giovanni Paolo II in Ucraina e della beatificazione di 27 martiri greco-cattolici. Il Catechismo, e in futuro il suo Compendio, saranno tradotti in cinque lingue: russo, inglese, portoghese, spagnolo e polacco. Le traduzioni verranno eseguite nei Paesi in cui le suddette lingue sono lingue madri, e la Commissione catechesi ne farà la revisione finale. I giovani ricordano Giovanni Paolo IIDomani (25 giugno) si terrà a Kiev il flash mob “Il Papa, l’Ucraina, e io”, dedicato ai giovani e al decennale della visita di Giovanni Paolo II nell’ex repubblica sovietica. Obiettivo dell’iniziativa, riferisce il Servizio informazione religiosa dell’Ucraina (Risu), “attirare l’attenzione sul 10°anniversario” della visita papale e “ricordare i valori spirituali” sostenuti dal Pontefice. I giovani chiederanno ai passanti: “Chi è il Papa per te?” e “Che cosa sai di lui?” e ad ognuno distribuiranno la caramella preferita del Papa, una Korivka, con all’interno una sua citazione, poi prepareranno un messaggio da inviare in Vaticano con le citazioni del Pontefice e la loro gratitudine verso di lui.