MARCHE

Rispetto del suolo

Una proposta di legge della Giunta

Ridurre il consumo di suolo puntando sulla riqualificazione, modernizzare la rete infrastrutturale, recuperare le aree degradate, creare spazi pubblici di qualità, favorire il risparmio energetico e rilanciare l'”housing sociale”. Sono gli obiettivi principali della nuova proposta di legge della Giunta regionale delle Marche, presentata lo scorso 23 giugno, per la riqualificazione urbana sostenibile e l’assetto idrogeologico, attualmente all’esame della quarta commissione consiliare. La pdl introduce lo strumento dei Programmi operativi per la riqualificazione urbana, che riguardano le aree urbanizzate e vengono definiti e approvati direttamente dai comuni. Tra le novità l’introduzione dei sistemi di compensazione e soprattutto di “perequazione”, ovvero la redistribuzione dei diritti edificatori e degli oneri tra i proprietari delle aree urbane riqualificate, con l’obiettivo di garantire ai comuni la disponibilità di “suoli” per il verde e le attrezzature pubbliche. In ogni caso gli interventi urbanistici previsti devono essere sottoposti a verifica di “compatibilità idraulica”.“Rigenerazione urbana”. “Mi piacerebbe che si parlasse più di rigenerazione urbana che di riqualificazione – sostiene Luigino Quarchioni, presidente di Legambiente Marche -. Credo che il legislatore dovrebbe preoccuparsi di come vive la gente sul territorio, come occorre trasformarlo e interessarsi delle zone della nostra regione in cui il degrado non è solo urbanistico ma anche sociale”. Tiziana Maffei, architetto ed esperta di Legambiente, spiega che la Regione Marche ha già in questi anni legiferato con una particolare attenzione alla sostenibilità, già la legge regionale 16 del 2005 conteneva “programmi di riqualificazione”, che tra l’altro, a differenza della normativa proposta, riguardavano “tutte le zone, comprese quelle C (di espansione) e D (artigianali), che spesso sono aree con edilizia scadentissima, risalente agli anni Ottanta”; proprio grazie a quella legge “diversi comuni avevano fatto delle indagini conoscitive sul patrimonio edilizio di cui si parla anche nel nuovo testo”. Per l’esperta la proposta di legge contiene alcune lacune che si augurano siano normate dal regolamento previsto: per esempio “cita l’housing sociale, ma poi lo dimentica e non definisce in alcun modo i tetti che deve raggiungere tale tipo di edilizia; non si dice come s’intende modernizzare le infrastrutture, se con nuove strade o mobilità dolce e infrastrutture tecnologiche”. Per Maffei la regione dovrebbe avere “più coraggio” e “applicare la legge 14 del 2008, le norme per l’edilizia sostenibile, e il relativo protocollo Itaca, che in questa proposta sembra esser dimenticata pur riportando nel titolo il concetto di sostenibilità “.Propositi difficili. Nella proposta di legge ci sono indicazioni positive ma di “difficilissima attuazione”: è l’opinione di Stefano D’Amico, architetto e autore di uno dei saggi del volume “Le cattedrali. Macerata Tolentino Recanati Cingoli Treia”. “Contenere il consumo dei suoli recuperando le aree degradate – osserva – dovrebbe voler dire demolire, se non interi quartieri, almeno interi vecchi palazzi, deboli staticamente, antieconomici sotto il punto di vista energetico e in genere anche antiestetici, ma ciò si scontra con la frammentazione della proprietà privata tipica del nostro Paese”. E poi, “la demolizione di qualche vecchio capannone o campo sportivo all’interno della città per costruire, al loro posto, una palazzina, contribuirà comunque a congestionare il traffico. Certo l’area del capannone potrebbe essere acquistata dall’ente pubblico e utilizzata per ampliare l’offerta del verde o di qualche attrezzatura, ma con quali risorse economiche?”. Il meccanismo della perequazione urbanistica, poi, è secondo l’architetto “una buona novità per evitare le scandalose distorsioni del passato”, ma dato che non esiste una normativa di riferimento nazionale e regionale “ogni amministrazione procederà in maniera autonoma”, con il rischio di “squilibri e difformità”.Lo sguardo al futuro. Per don Paolo Gasperini, vicario generale della diocesi di Senigallia e uno dei referenti della rete interdiocesana Nuovi stili di vita, “nel testo ci sono tanto buoni propositi, ma poi molto è lasciato all’iniziativa dei comuni e al regolamento che deve venire”. Il sacerdote sottolinea come positivi “la spinta alla riqualificazione e l’obiettivo di creare più aree verdi”, anche se “la pdl mi sembra molto concentrata sullo strumento della perequazione”. “Forse questa legge, come altre, guarda troppo all’immediato – riflette don Gasperini – e manca una visione d’insieme e sul futuro, non si dice come progettare i nuovi quartieri e come incentivare la ristrutturazione: molte persone vorrebbero farla ma non hanno i fondi necessari; per non parlare dei centri storici, che vengono sempre più abbandonati per costruire altrove”. La rete prova a “riqualificare” la città partendo dal basso e nella diocesi, due anni fa, è partito il progetto “Con il mondo negli occhi”, diretto alle parrocchie, alcune delle quali si sono impegnate attivamente nella raccolta differenziata, nell’utilizzo dei materiali bio e riciclati e nell’istallazione di pannelli solari.a cura di Simona Mengascini(28 giugno 2011)