CHIESE IN BREVE

Austria, Repubblica Ceca, Ucraina

Austria: il congresso europeo sulle vocazioni”La vocazione è il cuore stesso della nuova evangelizzazione (IVT 12a). Allora Gesù gli disse: ‘Che cosa vuoi che io faccia per te?’. (Mc 10,51)”. Questo il titolo del congresso europeo che si terrà ad Horn, in Austria, dal 30 giugno al 3 luglio, promosso dall’Evs (European Vocations Service). All’evento parteciperanno tutti i responsabili nazionali dei Centri vocazioni europei. L’iniziativa, nel corso della quale verranno presentate diverse esperienze e riflessioni sulle vocazioni in Europa, si aprirà con l’intervento di mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, sul tema “La vocazione è il cuore stesso della nuova evangelizzazione”. Fra gli altri, interverranno Paul M. Zulehner che affronterà il tema delle “sfide di oggi per annunciare il Vangelo” e mons. Jean-Louis Bruguès, vescovo emerito di Angers e segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, che spiegherà “come coniugare l’etica della vocazione e l’etica di auto-costruzione”. Info: www.vocations.eu.Repubblica Ceca: conciliazione sui beni immobiliNei giorni scorsi si è svolto nella Repubblica Ceca un incontro congiunto della Commissione governativa in vista di un accordo nelle relazioni fra lo Stato e le Chiese e associazioni religiose, nel corso del quale è stata discussa una conciliazione sui beni immobili. La nuova offerta si basa sulla Legge sulla riparazione delle ingiustizie in materia di beni immobili nei confronti delle Chiese e delle associazioni religiose, approvata dal governo nel 2008, la quale fissava il valore dei beni immobili che erano di proprietà delle Chiese e delle associazioni religiose in 134 miliardi di corone. La Commissione suggerisce due rettifiche principali all’offerta del 2008. In primo luogo aumentare la porzione dei terreni e delle aree boschive da restituire dal 39 % al 56 % (75 miliardi di corone). La seconda rettifica concerne l’indennità finanziaria, che verrebbe ridotta a 59 miliardi di corone, proponendo inoltre l’applicazione del tasso d’inflazione invece di un tasso d’interesse annuale fisso. Il Governo è consapevole della necessità di risolvere questo problema; una delle ragioni è la sentenza del 1° luglio 2010 della Corte Costituzionale, che ha decretato l’incostituzionalità dell’attuale inesistenza di una normativa nell’area della conciliazione delle proprietà storiche delle Chiese e delle associazioni religiose. La nuova offerta mira a risolvere il problema tanto a livello legislativo quanto a livello economico, riduce al minimo l’impatto sul bilancio dello Stato ed è considerata abbastanza soddisfacente da parte delle Chiese e delle associazioni religiose. Lo sforzo di trovare una soluzione è considerato in senso positivo da entrambe le parti.Ucraina: catechismo della Chiesa greco cattolicaLa Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) è pronta a divenire partner del dialogo cattolico-ortodosso e a organizzare un incontro tra il Papa e il patriarca Kirill. Lo ha detto il 24 giugno a Lviv il primate dell’Ugcc e arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyc, mons. Sviatoslav Shevchuk, durante la conferenza stampa di presentazione del Catechismo “Cristo è la nostra Pasqua”. A darne notizia è il Servizio di informazione religiosa ucraino (Risu), il quale informa che il Catechismo è frutto di un lavoro decennale coordinato dalla Commissione patriarcale per la catechesi ed è composto di tre parti: “Fede nella Chiesa”, “Preghiera della Chiesa” e “Vita della Chiesa”. Secondo l’arcivescovo Sviatoslav, il Catechismo “è una testimonianza della maturità intellettuale della Chiesa” ed è al tempo stesso “vecchio” e “nuovo”. “Vecchio, perché la fede è eterna, e nuovo perché ne presentiamo il contenuto in modo tale che i nostri fedeli possano comprendere pienamente questa tradizione” facendo sì che il Catechismo “possa parlare agli uomini di oggi”. “Fino a poco tempo fa – ha osservato il primate Ugcc – si riteneva che fare teologia in ucraino fosse qualcosa di ‘inculturato’; eravamo soliti tradurre opere teologiche”. Soffermandosi quindi sulla missione della Chiesa, mons. Shevchuk ha dichiarato alla stampa: “Siamo una Chiesa nazionale, e siamo quindi pronti ad essere non solo un ponte di comprensione tra le Chiese cattolica e ortodossa e ad organizzare un incontro tra il Papa e il patriarca Kirill, ma anche a diventare partner a pieno titolo nel dialogo tra ortodossi e cattolici”.