Europarlamento (1): fondi invariati per agricoltura Il Parlamento europeo intende sostenere finanziariamente l’agricoltura e l’allevamento dell’Ue anche nei prossimi anni, ma pone in rilievo il problema delle frodi al bilancio comunitario derivanti proprio da tale sostegno. “Per evitare un uso improprio del denaro pubblico – è la linea esplicitata in una risoluzione approvata dall’emiciclo nella plenaria di giugno a Bruxelles -, i pagamenti diretti dovrebbero essere riservati agli agricoltori attivi”, ossia “a coloro che effettivamente utilizzano la terra per la produzione”. L’Assemblea dei 27, esprimendo la propria posizione sul prossimo bilancio pluriennale (prospettive finanziarie 2014-2010) intende mantenere invariati fino al 2020 gli stanziamenti per il settore agricolo, “per far sì che agli agricoltori siano garantiti gli incentivi per fornire scorte di prodotti alimentari sicuri, per la protezione dell’ambiente, per creare nuovi posti di lavoro e per assicurare la competitività del settore agricolo comunitario”. Il messaggio è inviato alla Commissione, che deve presentare il progetto di pacchetto legislativo entro l’autunno; poi Parlamento e Consiglio decideranno insieme. “Il voto invia un segnale chiaro e forte al commissario” all’agricoltura, Dacian Ciolos, ha affermato il relatore Albert Dess, “e spero che la Commissione terrà presente il contenuto della relazione e lo incorporerà nella proposta legislativa finale”. L’emiciclo insiste su alcuni punti specifici: sostenere un’agricoltura “verde” e rispettosa dell’ambiente, favorire l’utilizzo di tecniche moderne ed ecocompatibili, assicurare i consumatori sulla qualità dei prodotti sulla tavola, distribuire meglio i fondi comunitari alle agricolture dei singoli Paesi aderenti, garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di prodotti lattiero-caseari dopo che, nel 2014, sarà venuto meno il sistema delle quote latte.Europarlamento (2): garantire sviluppo regionaleConsentire alle regioni più povere “di colmare il loro ritardo” e a tutte le regioni, comprese quelle frontaliere, di “implementare il loro potenziale economico e innovativo nel quadro della strategia Europa 2020” per la competitività e l’occupazione. Sono i due principali obiettivi perseguito dal Parlamento Ue che, nell’ultima sessione plenaria, ha votato una serie di documenti in cui si chiede che l’Ue metta a disposizione della politica di coesione 2014-2020 “un bilancio almeno equivalente a quello del periodo in corso” (2007-2013). L’attuale architettura dei Fondi strutturali è stata sostenuta dall’emiciclo in quattro risoluzioni non legislative, seguite a un dibattito in cui gli eurodeputati hanno assunto una posizione “in favore di una politica di coesione efficace, solidale e ambiziosa”, che, come ha affermato uno dei relatori, il tedesco Markus Pieper, “è stata testata e ha fornito impulsi alla crescita e all’occupazione”. La relazione di sintesi, intitolata “Strategia per la politica di coesione dopo il 2013”, sarà infine votata alla prossima plenaria del 4-7 luglio a Strasburgo. Nello stesso dibattito in aula, alla presenza del commissario Johannes Hahn, responsabile per lo sviluppo regionale, i parlamentari hanno ribadito l’opposizione a “qualsiasi proposta di nazionalizzazione o settorializzazione della politica di coesione, soprattutto tramite i nuovi fondi tematici”, dedicati a clima, energia, infrastrutture e trasporti. CdR: impegno contro le disparità territoriali”Le regioni e i comuni d’Europa si aspettano che l’Ue sostenga i loro sforzi per rilanciare la crescita a livello regionale e locale, e continui a lottare contro le disparità fra le diverse aree geografiche”. È la posizione che emerge dal Comitato delle Regioni, organo consultivo comunitario, che si è dato appuntamento per il 29 e 30 giugno a Bruxelles per un Forum sul tema “Competitività industriale: soluzioni regionali a sfide globali” e per la sessione plenaria. In particolare il 30 giugno, presidenti di regione e sindaci si pronunciano sui recenti piani di bilancio dell’Ue e discutono delle priorità in materia di spesa con Jutta Haug, vicepresidente della commissione bilanci del Parlamento europeo. Altri punti all’ordine del giorno della plenaria sono un dibattito sul futuro dei trasporti col vicepresidente della Commissione Ue, Siim Kallas, e “proposte provenienti dalla società per migliorare i risultati dell’Unione in materia di ambiente”. Una nota del CdR, stesa alla vigilia della plenaria, afferma: “La Commissione ha annunciato il lancio di alcuni progetti per rafforzare la rete comunitaria dei trasporti e renderla più sostenibile”. Antonio Costa, sindaco di Lisbona, ha dunque preparato il parere del CdR sull’argomento, che “appoggia l’obiettivo generale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 60% entro il 2050: obiettivo che potrebbe essere conseguito tramite misure come lo sviluppo di piani per una mobilità urbana sostenibile, la tassazione dei camion in base alla loro incidenza sull’ambiente e una migliore integrazione dei diversi sistemi di trasporto”.