MILITARE UCCISO
La morte del caporal maggiore Tuccillo in Afghanistan
“Una morte che ci riguarda tutti, come ci riguardano tutti le missioni internazionali di pace. La nostra presenza in Afghanistan è scritta nel cuore e nel sangue di coloro che scelgono di stare accanto agli uomini prendendone in carico i loro pesi donando a chi è nel bisogno ciò che ha a sua volta ricevuto”. Con queste parole l’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, mons. Vincenzo Pelvi, commenta al SIR la morte del caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, morto oggi in Afghanistan in seguito all’esplosione di un ordigno. Nell’esplosione è rimasto ferito un suo commilitone, il parà Aniello Cerqua. La vittima abitava con la moglie olandese a Revine Lago (Treviso) ed era originario di Pomigliano d’Arco (Napoli). Apparteneva al battaglione logistico della brigata Ariete, con sede nella caserma Baldassarre di Maniago (Pordenone).
Tuccillo è la trentanovesima vittima italiana della missione in Afghanistan e la sua morte ha subito riaperto il dibattito politico sull’opportunità o meno di restare nel Paese asiatico. Al di là delle decisioni politiche, spiega mons. Pelvi, “rimanere in Afghanistan è sempre più possibile in virtù della solidarietà e della donazione, della consegna della vita che può sfociare anche nel martirio. I nostri sono giovani di fede e nelle missioni di pace soffrono l’ostilità ma offrono ospitalità rendendo pubblico, concretamente, l’insegnamento del Vangelo. I popoli sembrano essere lontani ma ciò che li avvicina è il sangue versato per la pace e la riconciliazione da cui germina la speranza. In questa prospettiva di fede – la conclusione dell’arcivescovo – Gaetano non è lontano. Il suo sangue, il suo sacrificio, come quello dei tanti altri nostri militari caduti, non andranno perduti ma rappresentano una radice di luce nuova”. La notizia della morte del militare italiano ha provocato cordoglio e dolore nelle istituzioni, messaggi sono stati inviati dal Presidente Napoletano, dal ministro della Difesa Ignazio La Russa mentre da Alessio Belgrado, sindaco di Maniago, arriva la proposta di intitolare una scuola in Afghanistan alla memoria del caporal maggiore Tuccillo: “La nostra città è sconvolta nel giro di un mese i nostri ragazzi sono rimasti vittime di brutali attentati proprio mentre portavano supporto alla popolazione, nello spirito della missione di pace”. Cordoglio è stato espresso anche dal sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali mons. Domenico Pompili, che in una dichiarazione al SIR ha affermato: “È una notizia dolorosa che rivela tutta la drammaticità e la difficoltà che si vivono in quella tormentata regione dove le democrazie pagano un alto tributo di vite. Preghiamo e siamo vicini alla famiglia del nostro caporal maggiore scelto”.