GRECIA
Ue, Fmi e Bce sostengono il piano di austerità
Nei prossimi giorni l’Ue, il Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Bce torneranno a tendere la mano alla Grecia, dopo che il Parlamento di Atene ha scelto la strada della responsabilità, sostenendo il nuovo piano di austerità predisposto dal governo socialista del premier Papandreou. L’Ecofin del 3 luglio sancirà il via libera alla tranche di prestiti da 12 miliardi, mentre già si prepara un nuovo e più ampio piano di aiuti a medio termine, attorno ai 100/120 miliardi. L’Eurogruppo dell’11 luglio si concentrerà su questo punto.
I vertici comunitari hanno sottolineato la scelta politica greca: “Con l’approvazione da parte del Parlamento della versione aggiornata del programma economico”, affermano in una nota congiunta del 30 giugno il presidente del Consiglio Ue Van Rompuy e quello della Commissione Barroso, “il Paese ha compiuto un importante passo avanti sulla strada del risanamento dei conti e delle riforme strutturali necessarie per sostenere la crescita”. Ed è stato compiuto “un vitale passo indietro rispetto allo scenario molto grave di un default”. Se Van Rompuy e Barroso parlano di voto di “responsabilità nazionale”, il presidente dell’Europarlamento Buzek sostiene invece che “ora è responsabilità dell’Unione europea mostrare piena solidarietà con il popolo greco”, che certo sarà il più colpito dai tagli stabiliti per limitare debito e disavanzo pubblici.
Del resto al popolo greco hanno fatto appello anche i 27 capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles nel summit del 23-24 giugno. Nel documento conclusivo si legge: “Il Consiglio europeo riconosce i notevoli progressi compiuti nell’ultimo anno, in particolare in materia di risanamento del bilancio” e “accoglie con favore il forte impegno costante del governo greco ad attuare il programma di aggiustamento”. Quindi si ribadisce la linea dell’aiuto ad Atene non solo per dare assistenza al Paese a rischio di bancarotta, ma per migliorare al contempo la stabilità dell’intero sistema di Eurolandia. Senza trascurare i grandi interessi privati in gioco, a partire dalla banche creditrici.
Dunque, si legge nel testo, “i capi di Stato o di governo invitano i ministri delle finanze a portare a termine i lavori su tutti gli elementi in sospeso per poter prendere le decisioni necessarie entro l’inizio di luglio”. Gli stessi leader Ue fanno riferimento ai lavoratori e alle famiglie greche, che in queste ore guardano con attenzione e speranza all’Ue per il salvataggio finanziario, ma non mancano di fare i conti con la stangata che li attende sul piano degli stipendi, dei consumi, dell’imposizione fiscale e della previdenza. “I capi di Stato o di governo Ue sono consapevoli affermano le Conclusioni del summit degli sforzi che le misure di aggiustamento comportano per i cittadini greci e sono convinti che questi sacrifici siano indispensabili per la ripresa economica e che contribuiranno alla stabilità e al benessere futuri del Paese”
. Scelte politico-finanziarie da una parte e lacrime e sangue dall’altra si devono incontrare. Per salvare la Grecia. Per salvare la moneta unica europea. Un altro tornante decisivo per l’integrazione comunitaria.