UMBRIA
Contributi all’attività sportiva
È ormai in vista del traguardo il regolamento della Regione Umbria per la concessione di contributi e benefici finanziari per l’attività e l’impiantistica sportiva, dopo aver ottenuto lo scorso 6 giugno il parere positivo della Terza Commissione consiliare. Il regolamento, che torna alla Giunta dopo alcune osservazioni di natura tecnica mosse dall’Ufficio legislativo di Palazzo Cesaroni, attua la legge regionale 23 settembre 2009, n. 19, che disciplina la promozione e lo sviluppo delle attività sportive, motorie e ricreative. Il regolamento, previsto dall’art. 26 della stessa legge, “disciplina l’assegnazione a società sportive che fanno attività promozionali o messa a norma e in sicurezza degli impianti, sulla base di requisiti prefissati e di una puntuale rendicontazione degli interventi”. Fra i criteri, il regolamento terrà conto della certificazione antidoping delle manifestazioni sportive e delle attività di tipo ecologico o all’aria aperta. I beneficiari. Beneficiari dei finanziamenti sono gli enti pubblici e di promozione sportiva, le federazioni sportive, le associazioni e le società sportive dilettantistiche, i circoli aziendali, le associazioni sportive sociali e i soggetti che valorizzano lo sport umbro, nell’ambito dell’integrazione tra le politiche sportive, turistiche, culturali ed economiche. Requisito è l’organizzazione sul territorio regionale, senza scopo di lucro, di eventi sportivi a livello nazionale o internazionale, o progetti innovativi di promozione sportiva. Particolare attenzione è rivolta alle attività dei disabili, per le quali verranno prese prioritariamente in considerazione quelle promosse da associazioni affiliate al Comitato italiano paralimpico. Anche se la legge regionale 19/2009 cita gli oratori solo a proposito della loro collaborazione con l’Osservatorio delle attività sportive in Umbria (art. 13.2) – cui è demandato il compito di monitorare la situazione e aggiornare il quadro completo di domanda e offerta nel settore -, essi possono considerarsi a pieno titolo fra i destinatari dei fondi per la realizzazione, la manutenzione, la messa a norma, l’ammodernamento e la ri-destinazione d’uso degli impianti sportivi. Possono, infatti, accedere ai benefici finanziari previsti dalla legge del 2009 sia gli enti locali proprietari d’impianti, sia soggetti privati proprietari e/o gestori d’impianti (art. 25), quali, in molti casi, sono gli oratori parrocchiali. Occasione per gli oratori. “È un’occasione doppiamente importante per gli oratori”, commenta mons. Luigi Filippucci, che con il Coordinamento regionale degli oratori ha seguito l’iter d’approvazione della legge, prima, e del regolamento attuativo poi. “Dopo l’inserimento degli oratori tra i soggetti adatti per monitorare la realtà sportiva in collaborazione con l’Osservatorio – spiega -, la Regione riconosce ancora una volta la grande valenza educativa degli oratori come strumento di crescita umana e spirituale, anche attraverso l’aggregazione e l’attività sportiva. Inoltre, si diffonde sempre più l’idea – giusta – che gli oratori non sono entità a sé stanti, ma vivono e operano nel territorio insieme con le altre realtà associative presenti”. Per mons. Filippucci, “è anzi importante che gli oratori, visti finora – talora con sospetto da parte di alcuni amministratori – come diretta emanazione della parrocchia, entrino anche nella dimensione dell’associazionismo, dotandosi di un’organizzazione adeguata e garantendosi l’accesso ai finanziamenti previsti per il Terzo settore. Per funzionare bene, un oratorio ha bisogno di una quantità di risorse che supera le capacità della parrocchia e, poiché la funzione degli oratori è a beneficio della collettività, è importante che il settore pubblico garantisca loro un finanziamento adeguato”. Oltre cento. Gli oratori in Umbria sono infatti oltre cento, riuniti da circa un anno in un apposito Coordinamento regionale guidato da don Riccardo Pascolini, responsabile della pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve: nella loro attività, mettono a disposizione impianti sportivi che si sono caratterizzati negli anni come fondamentali centri d’aggregazione per i giovani, spesso costituendo l’unico spazio presente nel territorio dove praticare sport in un ambiente naturalmente favorevole per la crescita come uomini, cristiani e membri di una collettività. Quando il regolamento sarà diventato esecutivo, il Servizio sport e attività ricreative della Giunta regionale provvederà ad approvare la modulistica utile a inoltrare le richieste di contributo, diffondendola tra gli operatori del settore a mezzo stampa e web.a cura di Fabio Massimo Mattoni(08 luglio 2011)