Trasporti: un piano per i Paesi viciniLa Commissione europea ha pubblicato un nuovo “piano d’azione” per migliorare i collegamenti e i trasporti con i Paesi vicini “al fine di rafforzare le relazioni con le regioni limitrofe all’est e al sud dell’Unione”. Il piano contiene più di 20 misure concrete, “nel breve e nel lungo termine, per rendere i collegamenti più agevoli, sicuri e affidabili”. Il vicepresidente dell’Esecutivo, Siim Kallas, dichiara: “La libertà di movimento è qualcosa che tutti tendiamo a dare per scontato in Europa, ma che non deve fermarsi alle nostre frontiere. Oggi, se vogliamo veramente una relazione con i nostri vicini, dobbiamo fornire l’infrastruttura essenziale per i flussi di beni e di persone attraverso le frontiere ed eliminare la burocrazia e le strozzature”. Lunga la lista dei Paesi potenzialmente interessati al piano: a est Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina; a sud Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Territori palestinesi, Siria, Tunisia; Stati candidati: Croazia, Macedonia, Turchia, Montenegro e Islanda; candidati potenziali: Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Kosovo. La cooperazione nel trasporto con le regioni confinanti finora ha avuto luogo mediante iniziative bilaterali e regionali. Gli elementi fondamentali della nuova strategia prevedono di: estendere il mercato interno dell’aviazione Ue alle regioni vicine; collegare la rete transeuropea dei trasporti con l’infrastruttura dei Paesi interessati; migliorare il movimento delle merci; rendere più efficiente il trasporto marittimo; contribuire al miglioramento della sicurezza stradale nei Paesi vicini. Tale piano sarà prossimamente presentato al Consiglio e al Parlamento europeo. Un momento importante del progetto sarà la conferenza ministeriale organizzata dalla presidenza polacca dell’Unione il 24 e 25 ottobre a Cracovia.Droghe in crescita: ora nuove regole”Il 5% dei giovani europei dichiara di aver fatto uso delle nuove droghe sintetiche”, che “provocano effetti simili a quelli di droghe pericolose come l’ecstasy o la cocaina e che sono vendute legalmente”. Lo attesta uno studio di Eurobarometro pubblicato l’11 luglio assieme a una relazione della Commissione che indica la necessità di “interventi più incisivi per contrastare” la diffusione sul mercato di tali stupefacenti. “Nel 2010 l’Ue – attesta l’Esecutivo – ha individuato una quantità record di sostanze psicoattive (41, contro 24 l’anno precedente). Queste droghe sono spesso vendute su internet o addirittura in appositi negozi”. La relazione valuta le norme vigenti nell’Unione per contrastare la diffusione delle droghe psicoattive per poi procedere a un eventuale rafforzamento delle stesse. “Mai prima d’ora stanno diventando così ampiamente disponibili in Europa nuove droghe sintetiche. Possono essere tossiche, dare dipendenza e avere effetti nocivi a lungo termine”, ha spiegato la vicepresidente della Commissione, Viviane Reding. “Dobbiamo attivarci a livello Ue e proteggere i nostri figli. L’attuale sistema di individuazione delle nuove droghe non è adeguato a fronteggiare l’aumento del numero di queste sostanze” in circolazione. La percentuale più alta di giovani che dichiarano di aver fatto uso di tali stupefacenti si registra in Irlanda (16%), seguita da Polonia (9%), Lettonia (9%), Regno Unito (8%) e Lussemburgo (7%). Il 57% degli intervistati “ritiene che potrebbe facilmente procurarsi la cannabis nel giro di 24 ore, mentre il 22% ritiene che potrebbe fare lo stesso per ecstasy o cocaina”. Dal sondaggio risulta d’altronde che in tutti e 27 gli Stati membri la grande maggioranza dei giovani tra i 15 e i 24 anni è a favore del divieto di tali sostanze.Mediatore: i due primi diritti”Il 72% dei cittadini dichiara di non sentirsi informato sulla Carta dei diritti fondamentali”: è uno dei risultati del sondaggio di Eurobarometro commissionato dal Mediatore europeo, Nikiforos Diamandouros, per “valutare in che misura i cittadini europei si sentono informati sulla Carta”, resa vincolante dal Trattato di Lisbona, “e quale importanza attribuiscono ai loro diritti”. La Carta e il Trattato, spiega Diamandouros, “hanno rafforzato il ruolo dei cittadini nei confronti dell’amministrazione Ue. Prevedono una loro maggiore partecipazione al processo decisionale” comunitario e “introducono il diritto alla buona amministrazione”. Sempre il sondaggio (svolto nei 27 Stati membri intervistando quasi 27mila persone) riferisce che “circa la metà dei rispondenti ritiene che il più importante diritto dei cittadini sia quello di circolare e risiedere liberamente all’interno dell’Ue. Il secondo diritto in termini di importanza, secondo le persone interpellate, è il diritto a una buona amministrazione, cui fa seguito quello a presentare denunce presso il Mediatore”. Il sondaggio di Eurobarometro riferisce poi che “il livello di soddisfazione per l’amministrazione dell’Ue è generalmente basso quando se ne valuta l’efficacia, l’orientamento al servizio e la trasparenza”.