COMMISSIONE UE
Ancora troppi giovani in Europa non sanno né leggere né scrivere
"È assolutamente inaccettabile che in Europa ci siano ancora così tanti giovani privi delle competenze di base per leggere e scrivere. Ciò li espone al rischio di esclusione sociale, rende loro più difficile la ricerca di un posto di lavoro e riduce la qualità della loro vita": Androulla Vassiliou, commissario Ue responsabile per l’istruzione e la cultura, presenta uno studio sull’istruzione di base a livello comunitario. Allo stesso tempo illustra un’iniziativa dell’Esecutivo per stanziare maggiori fondi per la gioventù, le competenze, le borse di studio per la formazione all’estero.Formazione di base. Dalla ricerca, realizzata dalla rete Eurydice e resa nota l’11 luglio, emerge che in Europa un quindicenne su cinque ma anche numerosi adulti non è in grado di leggere adeguatamente. Lo studio copre 31 Paesi (gli Stati Ue più Turchia, Islanda, Liechtenstein e Norvegia) e indica che "mentre la maggior parte di tali nazioni ha fatto progressi nello sviluppo delle politiche per promuovere la capacità di lettura e scrittura, essi spesso non si concentrano sui gruppi maggiormente a rischio come i bambini di famiglie svantaggiate e i bambini migranti". I ministri dell’educazione dei 27, ha però ricordato Vassiliou, "hanno da tempo fissato un obiettivo per ridurre la quota di quanti non sanno leggere portandola dal 20% attuale a meno del 15% entro il 2020": eppure solo Belgio (comunità fiamminga), Danimarca, Estonia, Finlandia e Polonia hanno già raggiunto l’obiettivo. Proposte operative. Lo studio prende in esame quattro aspetti principali: gli approcci didattici, come risolvere le difficoltà di lettura, la formazione degli insegnanti, la promozione della lettura al di fuori dei percorsi scolastici. Se ne evince anche che "soltanto otto Paesi (Danimarca, Finlandia, Islanda, Irlanda, Malta, Norvegia, Svezia e Regno Unito) offrono nelle scuole specialisti di lettura per coadiuvare gli insegnanti e gli studenti". Sulla base dei dati esposti, Vassiliou aggiunge: "La capacità di leggere e scrivere è la base di qualsiasi apprendimento. Questo è il motivo per cui ho lanciato di recente una campagna di alfabetizzazione rivolta a tutte le classi d’età e in particolare alle persone provenienti da un contesto svantaggiato come ad esempio i bambini rom". Vassiliou ha istituito a inizio 2011 un apposito gruppo di studio il cui compito è di promuovere l’alfabetizzazione a tutte le età e si prefigge di individuare le iniziative politiche e i programmi che si sono dimostrati efficaci, così da farne patrimonio comune degli Stati europei. Il gruppo si è impegnato a formulare delle proposte operative entro la metà del 2012.Borse di studio. Sempre nell’ambito dell’istruzione, la Commissione europea intende raddoppiare il numero di giovani, insegnanti e ricercatori, che ricevono borse di studio finanziate dall’Ue per studiare e seguire una formazione all’estero. La proposta è stata illustrata sempre l’11 luglio. Attualmente sono circa 400mila all’anno le borse erogate dall’Ue mediante diversi programmi e si vorrebbe arrivare a quota 800mila. Per tale ragione, la Commissione ha proposto un aumento dei fondi nel quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020. Androulla Vassiliou insiste: "Migliorare l’istruzione e la formazione e aiutare le persone ad acquisire le giuste qualifiche è essenziale per rispondere alle esigenze future del mercato del lavoro e combattere la povertà". "Vogliamo incoraggiare un maggior numero di persone ad avvalersi dell’opportunità di studiare, lavorare o fare volontariato all’estero poiché questa esperienza è preziosa per sviluppare competenze e migliorare le prospettive di lavoro". Tali novità sono inoltre orientate alla Strategia Europa 2020 per competitività, occupazione e inclusione sociale.Programmi e fondi. L’Esecutivo propone in particolare un nuovo programma per l’istruzione, la formazione e la gioventù, battezzato "Creative Europe", che comprenderebbe i vecchi programmi Cultura, Media e Media Mundus, con una dotazione di 1,6 miliardi di euro. Lo stanziamento complessivo nel campo della formazione sarebbe invece di 15,2 milioni di euro (+73%) nell’arco di sette anni. "Oltre ad aumentare il numero di borse di studio e di formazione chiarisce la commissaria si vuole sostenere e modernizzare i sistemi di istruzione, intensificare la cooperazione transfrontaliera tra le istituzioni che si occupano di istruzione e portare avanti le riforme in questo ambito. Si tratta del maggior aumento inserito nella proposta di bilancio e ciò ribadisce la priorità conferita all’investimento nei saperi per il futuro dell’Europa". L’Ue sosterrà inoltre l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia e le Azioni Marie Curie, la formazione e le carriere dei ricercatori: tutto ciò rientrerà nella nuova strategia Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione, "destinata a ricevere, secondo la proposta di bilancio pluriennale, 80 miliardi di euro" in sette anni.