MOLISE
Un piano su tre linee: formazione, imprenditorialità, nuove professioni
È stato presentato nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Michele Iorio, e dall’assessore al lavoro e alle politiche sociali, Angela Fusco Perrella, il piano integrato “Giovani Molise” 2011-2013. Il documento è uno strumento programmatico dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalla Regione Molise per agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Scopo del progetto è promuovere l’occupazione giovanile aumentando la competitività del sistema produttivo regionale e attivando una rete di servizi tesi all’elaborazione di progetti dedicati all’inserimento lavorativo dei giovani diplomati e laureati, disoccupati e inoccupati, residenti in regione. Il piano integrato “Giovani Molise” prevede tre aree d’azione: una prima dedicata alla formazione, all’apprendistato, all’orientamento nelle scuole; una seconda rivolta alla creazione d’impresa; l’ultima che mira alla nascita di nuove figure professionali e nuovi lavori. L’ammontare del finanziamento triennale è di circa nove milioni di euro, di cui cinque trasferiti alla Regione per il programma “Obiettivo Giovani”. A essere coinvolti nel progetto sono l’Università del Molise, la Fondazione “Giovanni Paolo II”, le province di Campobasso e Isernia, Italia Lavoro, l’Agenzia regionale Molise lavoro e l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci).Una scelta profetica. Secondo mons. Giancarlo Bregantini, referente della Commissione per i problemi sociali e del lavoro della Conferenza episcopale abruzzese-molisana, per “progettare il futuro” è necessario “prendere decisioni che lo condizionino; per questo motivo appoggio scelte e proposte così coraggiose verso i giovani, per accompagnarli con percorsi reali di sviluppo e interventi territoriali che coinvolgono la fattiva partecipazione dal basso”. Coinvolgimento e partecipazione si pongono in prima fila in questo progetto: basti pensare che a fruirne saranno circa 1800 giovani in tre anni. Fare rete. Idea principale del progetto è sviluppare una “rete”, composta dagli enti coinvolti nella sua realizzazione, per gestire i progetti e le risorse economiche, al fine di costruire un modello d’integrazione tra attori, fonti di finanziamento e aziende. I primi bandi dovrebbero essere pronti già nelle prossime settimane; saranno pubblicati dalla Regione e consultabili all’indirizzo www.regione.molise.it, dove si troveranno tutte le informazioni necessarie. Primo step sarà istituire un connubio tra servizi pubblici e privati in grado di migliorare lo scambio tra domanda e offerta di lavoro; si passerà poi a coinvolgere e responsabilizzare gli operatori che offrono questi servizi, qualificando l’offerta formativa per renderla più utile al sistema imprenditoriale del territorio. Tra le priorità individuate ci sono la promozione e lo sviluppo del contratto di apprendistato, come principale strumento di accesso al mercato del lavoro per i giovani. “Al di là delle parole e delle iniziative – afferma Leo Leone, presidente della Fondazione Molise Comunità -, non credo possa essere questo il punto di snodo di una cultura promozionale verso il mondo giovanile. In Molise ci sono gli indici nazionali più alti di fughe dei giovani e soprattutto questa progettualità arriva troppo tardi per questo mandato amministrativo”.Attuare e non proporre. Don Ulisse Marinucci, direttore della Caritas di Termoli-Larino, si dice compiaciuto di questo progetto che “potrebbe mostrare attenzione al territorio e alle sue difficoltà. Coesistono però diversi motivi che portano a essere scettici: è necessario che nascano progetti attuativi di una certa rilevanza, altrimenti questo progetto finisce con l’essere una semplice idea come accaduto con ‘Obiettivo giovani’, per il quale furono stanziati cinque milioni di euro che oggi troviamo reinvestiti qua perché quell’idea ambiziosa è rimasta, appunto, solo un’idea. E poi ‘Giovani Molise’ sarà attuato in tre anni: ma perché un progetto del genere, con un piano di così lunga attuazione, nasce a tre mesi dal termine della scadenza naturale del mandato amministrativo?”. Per Rossella Riccelli, referente degli animatori di comunità di Abruzzo e Molise del Progetto Policoro, “è opportuno provvedere alla formazione delle persone; fornire loro poi l’incentivo alla crescita, grazie al sostegno economico per creare azienda, sarebbe auspicabile soprattutto per assicurarsi giovani professionisti che operino sul territorio e non costretti a emigrare e far cassa oltre regione. Purtroppo dal documento non sembra chiaro questo passaggio e il rischio è rimanere in un semplice indottrinamento al lavoro che non risulterebbe redditizio”.a cura di Giovanni Perilli(15 luglio 2011)