PALERMO

Capitale della cultura

La canditura è proposta dalla Commissione Ue

Si concluderanno domani 20 luglio, con la visita dei siti d’interesse culturale e archeologico cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale, i lavori della delegazione della Commissione cultura e istruzione del Parlamento europeo in visita a Palermo. Motivo della trasferta dei dodici europarlamentari, fra cui gli italiani Silvia Costa e Marco Scurria, la realizzazione di progetti legati all’educazione, alla legalità e alla protezione del patrimonio culturale locale. Lunedì la delegazione, guidata da Lothar Bisky, ha incontrato l’associazione “Acudipa”, che si occupa della cura delle dipendenze patologiche, il Senato accademico dell’Università di Palermo, il rettore Roberto La Galla, l’Ordine dei giornalisti e i sindaci di Niscemi e Corleone. Una cerimonia di commemorazione è stata celebrata oggi in occasione del 19° anniversario dell’omicidio del giudice Paolo Borsellino, cui sono seguiti gli incontri con il Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il direttore dell’Agenzia nazionale per i giovani, Paolo Di Caro, e il presidente di “Addiopizzo”, Ugo Forello. Momento clou della giornata, la tavola rotonda al Palazzo dei Normanni, dove i delegati hanno discusso di turismo, cultura, istruzione e legalità con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, che ha proposto Palermo come Capitale europea della Cultura per il 2019.

Palermo, pilastro culturale d’Europa. “Difenderemo la candidatura di Palermo a Capitale europea della Cultura perché questo capoluogo è un pilastro della nostra storia, e possiede un patrimonio talmente ricco che non può non essere considerato anche parte della cultura europea”, ha affermato Lothar Bisky intervenendo alla conferenza stampa che si è tenuta nella Sala gialla del Palazzo dei Normanni. “Palermo – ha commentato l’europarlamentare Marco Scurria – rappresenta il crocevia di più civiltà e più storie, quindi una fonte di ricchezza per costruire al meglio il futuro di questa città e dell’Europa tutta”. Secondo l’europarlamentare agrigentino Salvatore Iacolino, che si è detto contento dell’accorciamento delle distanze tra Europa e Sicilia, l’Isola “rappresenta un’importante sintesi di culture millenarie”, e merita perciò che l’Europa la affianchi nella lotta alla mafia, che va sconfitta “ripartendo dalla cultura, visto che la criminalità organizzata si nutre invece della subcultura”.

Più cultura per vincere la mafia. La delegazione ha commemorato la scomparsa di Paolo Borsellino nella biblioteca comunale di Palermo, dove il giudice tenne il suo ultimo discorso prima di venire massacrato assieme alla sua scorta. Ricordando la strage di Via D’Amelio, Bisky ha detto che “quella di Borsellino è stata una lotta coraggiosa contro l’ingiustizia e la criminalità organizzata, fenomeno che non riguarda solo la Sicilia o l’Italia, ma tutti noi europei, perché la mafia è presente anche negli altri Paesi, perciò – ha spiegato l’europarlamentare tedesco – colloqui come quelli di questi giorni sono importanti e meritano di essere organizzati ancora”. Di “necessario impegno, da parte di politica e istituzioni, a trasmettere concretamente i valori della legalità ai giovani siciliani” ha parlato il presidente Ars, Francesco Cascio, mentre l’europarlamentare Marco Scurria ha sottolineato il ruolo della cultura nella lotta alla criminalità organizzata: “Nel corso degli anni che ci separano dall’omicidio di Borsellino – ha osservato – la situazione è comunque molto cambiata, e questo ci incoraggia alla speranza, anche perché la mafia non può essere sconfitta solo dalle forze dell’ordine, ma è necessaria un’offensiva culturale”.