chiese e abusi

Irlanda, Germania

Irlanda: il Paese di nuovo sotto chocLa Chiesa irlandese continua ad essere al centro dello scandalo pedofilia. La pubblicazione di un nuovo rapporto, il terzo dopo quelli del 2009, riferisce dei numerosi casi di copertura di abusi sessuali su minori nella diocesi di Cloyne, nella Contea di Cork, nel periodo dal 1996 al 2009. Il rapporto Cloyne, che è stato diffuso dal ministro della Giustizia Alan Shatter e dal ministro per l’Infanzia Frances Fitzgerald, ha suscitato forte scalpore sui media irlandesi e britannici. Al centro delle denunce il vescovo John Magee che già si era dimesso. Il nuovo rapporto è di oltre 400 pagine ed evidenzia come furono trattate le accuse contro 19 preti e le mancanze nel riferire le denunce dei loro abusi alla polizia. Immediate le reazioni di tutto l’episcopato irlandese. Il primo a prendere la parola è stato il card. Sean Brady, che in un comunicato stampa parla di un altro “giorno nero nella storia della risposta dei vertici della Chiesa al grido dei bambini abusati da uomini del clero”. “I risultati di questo rapporto confermano che gravi errori di giudizio sono stati commessi e che ci sono stati serie carenze di leadership – ha aggiunto -. Questo è deplorevole e inaccettabile”. Il primate d’Irlanda ha affermato, inoltre, che la Chiesa mette a disposizione un servizio professionale di appoggio e che di recente ha creato un servizio chiamato Towards Healing (Verso la guarigione) per assistere le vittime. In realtà, la Chiesa irlandese è fortemente impegnata nell’affrontare lo scandalo pedofilia. Si è da poco conclusa la prima fase della visita apostolica annunciata dal Santo Padre nella Lettera Pastorale ai Cattolici dell’Irlanda e per gli inizi del 2012 la Santa Sede renderà nota una sintesi complessiva con i risultati e le prospettive evidenziate dalla visita. I vescovi irlandesi hanno poi preso atto della Lettera circolare pubblicata il 16 maggio dalla Congregazione per la dottrina della fede sul trattamento dei casi di abuso sessuale. E nella Chiesa irlandese è stata istituita un’agenzia indipendente e di alta qualità – “National Board for Safeguarding Children in Catholic Church” – che “supporta le diocesi, le congregazioni religiose e le società missionarie nella loro opera di monitoraggio e trattamento delle denunce”. La pubblicazione del Rapporto sulla diocesi di Cloyne riapre dunque una ferita dolorosa. L’arcivescovo Dermot Clifford torna a chiedere di nuovo scusa alle vittime dell’abuso e alle loro famiglie “per la mancata coerenza di segnalare le accuse alle autorità civili e per gli errori e le omissioni che sono state fatte per un certo numero di anni nella diocesi”. Per mons. Noel Treanor, vescovo di Down e Connor, “questo Rapporto ci ricorda ancora una volta la necessità di rimanere vigili e autocritici per garantire che questi errori vergognosi del passato non si ripetano più. Il primo dovere della Chiesa è ora quello di ascoltare il grido dei sopravvissuti e aiutarli a sopportare il dolore causato dai peccati del clero”.Germania: progetti di “studio” sul fenomenoRintracciare la verità, capire come sia stato possibile ma soprattutto prevenire nel modo più efficace possibile. Questi gli obiettivi della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) che ha deciso di avviare due nuovi progetti di ricerca sugli abusi commessi all’interno delle istituzioni ecclesiastiche. La notizia è stata ufficialmente presentata il 13 luglio, in una conferenza stampa, da mons. Stephan Ackermann, responsabile della Dbk per l’elaborazione dei casi di abuso. Nei progetti sono coinvolti anche il criminologo Christian Pfeiffer e il direttore dell’Istituto di psichiatria forense dell’Università di Duisburg-Essen, Norbert Leygraf. Il primo progetto è diretto dal criminologo Pfeiffer e sarà condotto dall’Istituto di ricerca di criminologia di Niedersachsen. Gli obiettivi dello studio sono la raccolta di dati numerici, l’elaborazione dell’accaduto da parte delle vittime, l’analisi delle azioni dei colpevoli, l’analisi del comportamento adottato dalla Chiesa cattolica nei confronti di colpevoli e vittime, nonché la verifica del concetto di prevenzione esistente. Verranno analizzati i casi di abuso dal 1945 al 2010 in nove diocesi e dal 2000 al 2010 nelle altre 18 diocesi. Il secondo progetto, denominato “Aggressioni sessuali da parte di religiosi nella Chiesa cattolica tedesca – Analisi dei referti psichiatrici-psicologici”, è condotto dallo psichiatra Norbert Leygraf ed è finalizzato ad ottenere un quadro completo delle personalità dei colpevoli, raccogliendo i dati biografici, le condizioni e le modalità di abuso sessuale, così come le caratteristiche delle vittime. “Dai risultati verranno identificati i fattori predittivi dei momenti di rischio di abuso sessuale – hanno spiegato i responsabili dell’iniziativa -, deducendone le possibilità di prevenzione”. E mons. Stephan Ackermann ha confermato: “Ai vescovi non basta avvalorare ciò che si è appreso dalle denunce delle vittime. Vogliamo anche rintracciare la verità che potrebbe ancora essere nascosta negli atti dei decenni passati”. Si tratta “non solo di elaborare statistiche formali, ma di studiare anche le cause con l’aiuto di esperti indipendenti per capire meglio come sia stato possibile che ecclesiastici e collaboratori della Chiesa possano avere compiuto le mostruosità degli abusi sessuali”. “Faremo di tutto”, ha assicurato, “per prevenire nel modo più efficace possibile gli abusi sessuali” affinché i bambini, i giovani e i genitori vivano “la Chiesa come un luogo positivo e sicuro”.