L’Ue in breve

Lotta contro abuso e sfruttamento sessuale minoriDopo l’approvazione nella Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo, la proposta di Direttiva sulla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pedopornografia passa per competenza alla plenaria dell’Euroassemblea. Il sito del Parlamento (www.europarl.europa.eu) riepiloga i principali contenuti del provvedimento, inteso a dotare gli Stati membri di uno strumento legislativo efficace per combattere ogni tipo di abuso contro i minori, che dovrebbe ottenere il via libera dell’emiciclo di Strasburgo dopo l’estate per poi essere adottato dal Consiglio dei ministri Ue. Il Parlamento Ue segnala, per sottolineare la gravità del problema, che “secondo alcuni studi, tra il 10% e il 20% dei minori europei potrebbe essere vittima di abusi sessuali durante l’infanzia”. La Direttiva sostituirà l’attuale legislazione europea del 2004; i Paesi dell’Unione avranno poi due anni per recepire le nuove regole. “Secondo il nuovo accordo, tutte le pagine web contenenti materiali pedopornografici devono essere rimosse – spiega il Parlamento Ue -. L’eliminazione deve avvenire alla fonte e gli Stati membri sono tenuti a cooperare con i Paesi terzi se le pagine incriminate sono ospitate al di fuori dell’Ue”. Pene minime obbligatorie, “che gli Stati hanno facoltà di aumentare, sono state stabilite anche per la produzione e il possesso di pornografia infantile”. La normativa approvata dalla commissione del Parlamento europeo introduce fra l’altro nuovi reati, come “turista sessuale” (persona che viaggia all’estero per abusare dei minori) o “grooming” (termine inglese che indica l’adescamento on-line di bambini e adolescenti). Chi si è macchiato di reati sessuali dovrà accettare condizioni più severe anche dopo aver scontato la pena: potrebbe, ad esempio, subire limitazioni nel praticare attività professionali che prevedono il contatto con i minori. Le nuove norme fisseranno sanzioni penali uniformi e più severe soprattutto per i casi in cui si commette il crimine approfittando di una posizione di fiducia, autorità o influenza sul minore.Cittadinanza e gemellaggi, incontro a Rybnik (Polonia)Mettere a confronto le diverse “visioni dell’Europa” e dell’impatto dell’integrazione politica sui cittadini; promuovere gemellaggi e altre forme di partenariato tra gli enti regionali e locali dell’Ue; sostenere il programma “L’Europa dei cittadini” finanziato dall’Ue. Sono alcuni degli obiettivi del “Congresso della cittadinanza e dei gemellaggi” che si svolgerà dal 29 settembre al 1° ottobre a Rybnik, Polonia, promosso da Commissione Ue, presidenza polacca di turno dell’Unione e Ccre (Conseil des Communes et Régions d’Europe). Informazioni sull’incontro continentale sono presenti sul sito www.rybnik2011.eu, mediante il quale si trovano programma e modalità di iscrizione. All’evento sono attese alcune centinaia di politici, amministratori locali, rappresentanti della società civile e organizzazione di cittadini. Tra le domande che saranno rivolte agli esperti, chiamati nella cittadina polacca in qualità di relatori, figurano: come favorire lo sviluppo di una “democrazia di prossimità”? che significa oggi essere europei? come promuovere a livello locale una società che sia inclusiva? Quali forme di gemellaggio possono contribuire a rispondere alle esigenze dei cittadini e degli enti locali?”Conto bancario per l’inclusione finanziaria e sociale”Trenta milioni di consumatori europei con oltre 18 anni d’età non dispongono di un conto bancario; tra questi, 6-7 milioni di persone sono sprovviste di un conto corrente “perché ne è stata loro negata l’apertura”, per le ragioni più diverse, dagli istituti di credito. “Queste persone non possono quindi beneficiare appieno del mercato unico”. Michel Barnier, commissario Ue per il mercato interno e i servizi, ha presentato il 18 luglio una “raccomandazione” dell’Esecutivo indirizzata agli Stati membri, “sull’accesso a un conto di pagamento di base che promuoverà l’inclusione finanziaria e sociale per i consumatori di tutta Europa”. L’accesso a un conto bancario – ha ricordato Barnier – “è ormai indispensabile per partecipare pienamente alla vita economica e sociale di una società moderna, in cui l’uso di denaro contante è in rapida diminuzione. Oggigiorno non avere accesso a un conto bancario di base rende difficile e più costosa la vita quotidiana. Tutto si trasforma in una corsa ad ostacoli: pagare le bollette di un’utenza domestica, percepire uno stipendio o altre prestazioni, acquistare beni e servizi”. Da qui la preoccupazione affinché si garantisca che i conti in oggetto “siano resi accessibili ai consumatori a fronte di una spesa ragionevole, indipendentemente dal Paese di residenza o dalla situazione finanziaria” personale o familiare. “Tra un anno la situazione sarà riesaminata al fine di proporre eventuali misure ritenute necessarie, compresi provvedimenti di carattere legislativo”.