UE-AMBIENTE
Cooperazione interregionale contro le catastrofi naturali
Ogni anno le catastrofi naturali causano in tutto il mondo circa 85mila morti e, più in generale, colpiscono 230 milioni di persone. Oltre a ciò, i disastri naturali costano ogni anno all’Europa 15 miliardi di euro. Dal 1998 le sole inondazioni hanno ucciso nel nostro continente 700 persone, causato lo sfollamento di circa mezzo milione e un danno economico di almeno 25 miliardi di euro. Parte dai dati della Commissione europea Thymios N.Sokos, segretario generale dell’Amministrazione decentrata di Macedonia e Tracia (Grecia settentrionale), per sottolineare la necessità della “pianificazione d’emergenza” e della “cooperazione interregionale” per “contenere le perdite umane e le conseguenze economiche e ambientali di queste catastrofi”. Sul dossier tematico dell’estate 2011 dell’Assemblea delle regioni europee (www.aer.eu), dedicato ai disastri naturali, viene presentato il “Flinkman project”, modello di gestione delle alluvioni, la catastrofe naturale più comune in Europa e con la quale il continente si trova sempre più spesso a dover fare i conti.Cooperazione, coordinamento, comunicazione. Sono i principi guida del progetto Flinkman, volto a migliorare la gestione del rischio alluvioni “attraverso lo sviluppo di un quadro che riunisca tutti gli attori coinvolti”, si legge nel dossier che fa riferimento anche alla strategia Ue per la prevenzione dei disastri. Cofinanziato dalla Commissione europea nel quadro degli strumenti finanziari per la protezione civile e coordinato dall’Amministrazione decentrata di Macedonia e Tracia, il progetto segna la conclusione del lavoro triennale (2007 – 2009) del network per la pianificazione d’emergenza dell’Assemblea delle regioni europee, piattaforma che riunisce 270 regioni di 34 Paesi. Il progetto, spiega ancora il dossier, “promuove le migliori pratiche in tutta l’Ue tramite lo sviluppo di strumenti di sostegno e incoraggia la gestione interregionale e transnazionale delle crisi in Europa”. L’iniziativa coinvolge anche la provincia di Noord-Brabant (Olanda) e il Land Hessen (Germania); ne sono partner, oltre all’Aer, il Centro per l’ambiente dei Balcani e la società di consulenza greca Sigma.Proteggere il territorio e i cittadini. “Nei piani di prevenzione e gestione è importante coinvolgere gli attori ad ogni livello”, ribadisce Ourania Georgoutsakou, coordinatrice del Comitato politiche sociali e salute pubblica dell’Aer. “La pianificazione di emergenza non può essere sempre di diretta competenza regionale, ma alla fine del giorno ogni amministratore regionale ha il compito di proteggere il territorio e i suoi cittadini”. Nel XXI secolo non è più accettabile “che qualcuno possa ancora morire a causa di disastri naturali che dovrebbero essere previsti e prevenuti”. “Per prevenire e gestire le catastrofi – conclude – è essenziale che ogni regione conosca bene il proprio contesto: le sue specificità geografiche, i rischi e le risorse a disposizione. La Protezione civile svolge un ruolo fondamentale, ma le regioni hanno il decisivo compito di ridurre al minimo i rischi e garantire la preparazione a fronteggiare qualsiasi disastro naturale”. Le esperienze di Olanda e Germania. Marja Segers, consigliere per le politiche di prevenzione delle alluvioni della provincia di Noord-Brabant, osserva: “I Paesi Bassi hanno una lunga storia nella protezione dalle inondazioni. Abbiamo costruito dighe per sottrarre il terreno al mare, ed anche lungo i principali corsi d’acqua per proteggere noi stessi”. Tuttavia “abbiamo subito gravi inondazioni e siamo giunti alla conclusione che fosse necessario un nuovo approccio” perché limitarsi ad alzare gli argini “non è una soluzione sostenibile”. Ora, sottolinea, “diamo più spazio ai fiumi e contemporaneamente miglioriamo la qualità dell’area del bacino idrografico”. Matthias Löw, esperto di idrologia e protezione dalle inondazioni del ministero dell’Ambiente dell’Assia, ritiene fondamentale lo “sviluppo di una strategia per comunicare i rischi alluvione” e richiama l’ultima grande inondazione del Reno, “alla fine del 1800, quando le dighe si ruppero e il fiume allagò un’area abitata da 240 mila persone. Oggi buona parte della strategia per affrontare le catastrofi naturali consiste nella realizzazione su base regolare di esercitazioni di controllo delle catastrofi stesse”.La strategia Ue. “Il nostro obiettivo – spiega George Zalidis, del Centro per l’ambiente dei Balcani – è fornire ai decisori del sud-est Europa dati affidabili e strumenti per la pianificazione e attuazione delle attività di gestione ambientale. Lavoriamo anche sulla prevenzione delle inondazioni e sulla mitigazione del rischio”. La direttiva Ue per la valutazione e la gestione dei rischi alluvioni (2007) prevede una strategia in tre fasi che richiede agli Stati membri di elaborare piani di gestione del rischio per i bacini idrografici e le zone costiere ad alto rischio inondazione. I Paesi Ue dovranno produrre una preliminare valutazione del rischio inondazione entro il 2011, mappe delle aree ad alto rischio entro il 2013 e piani di gestione entro il 2015.