CHIESE IN BREVE
Portogallo: la Cep riduce le commissioniLa Chiesa portoghese ha deciso di ridurre la struttura della Conferenza episcopale (Cep), eliminando alcune delle attuali nove commissioni: educazione cristiana, pastorale sociale, laicato e famiglia, vocazioni e ministeri, cultura, beni culturali e comunicazioni sociali, liturgia, mobilità umana, missioni, dottrina della fede ed ecumenismo. Al termine del Consiglio permanente, tenutosi a Fatima, mons. Manuel Morujão ha dichiarato che “i vescovi desiderano che i dipartimenti episcopali divengano degli organi più efficaci ed agili: il loro numero sarà ridotto a sette, numero di perfezione biblica, e saranno nominati dei delegati settoriali”. Il portavoce della Cep ha aggiunto che “queste modifiche avranno luogo entro il mese di novembre, quando sarà convocata la prossima Assemblea plenaria dell’episcopato, nella quale saranno anche eletti i vescovi responsabili di ciascuna commissione”. Mons. Morujão ha inoltre confermato che “nell’ottobre prossimo sarà realizzato un sondaggio popolare per cercare di capire come le persone si pongono nei confronti della Chiesa e quali siano le loro aspettative”. Lo studio, di cui è responsabile l’Università Cattolica, sarà rivolto a tutta la popolazione indipendentemente dalla fede religiosa, e presenta un questionario abbastanza complesso: “Mi chiedo come chi passa per la strada possa avere la pazienza di rispondere a così tante domande, ma coloro che persevereranno fino alla fine presteranno un importante servizio, perché la Chiesa vuole scoprire come inserirsi al meglio al centro della società attuale” – ha spiegato il portavoce Cep. Al termine dell’Assemblea plenaria è stato inoltre comunicato che i vescovi potranno finalmente benedire la prima pietra di una nuova sede della Conferenza episcopale, che dovrebbe essere conclusa entro 18 mesi: il costo dell’edificio è di alcuni milioni e occuperà un terreno libero situato all’interno del Seminario dos Olivais, nel comune di Loures, nelle immediate vicinanze di Lisbona.Ungheria: legge diminuisce numero delle Chiese254 voti contro 43: a maggioranza assoluta il Parlamento ungherese ha approvato la settimana scorsa la nuova legge concernente la presenza delle Chiese nel Paese, che riduce il numero delle Chiese e delle comunità religiose riconosciute dallo Stato dalle attuali 350 a 14, al fine di bloccare l’espansione delle associazioni che, dopo la caduta del regime comunista, hanno beneficiato di un aiuto finanziario pubblico fingendosi comunità religiose. La legge, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2012, riconosce ufficialmente la Chiesa cattolica (cui aderisce il 54,5 % degli abitanti), altre Chiese e comunità di altre denominazioni cristiane, e le comunità ebraica, buddista e musulmana. Le comunità religiose che non risultano approvate dalla legge possono presentare una richiesta di registrazione, che per essere accettata richiede un parere favorevole di due terzi del Parlamento. La legge descrive anche alcune modalità di cooperazione fra lo Stato e le Chiese, garantisce il diritto di fornire un’istruzione religiosa nelle scuole statali e di svolgere attività religiose nelle università.Germania: centro per tutela bambini e giovaniDopo lo scandalo degli abusi, la Chiesa cattolica di Monaco ha istituito un “Centro per la tutela dei bambini e dei giovani”. Lo ha reso noto il 17 luglio a Monaco il card. Reinhard Marx. Il nuovo centro scientifico verrà gestito sotto la responsabilità dell’arcidiocesi di Monaco-Frisinga e della Pontificia università gregoriana di Roma. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, il nuovo istituto, diretto dallo psichiatra infantile di Ulm Hubwert Liebhardt, inizierà la propria attività al più tardi a inizio 2012. È previsto lo sviluppo di un programma di formazione a distanza (E-learning) in più lingue per formare collaboratori che operano all’interno della Chiesa per la prevenzione di abusi su minori. “Con questo progetto, la Chiesa assume le proprie responsabilità”, ha affermando il card. Marx, sottolineando che “accanto all’elaborazione degli abusi e la preoccupazione per le vittime occorre instaurare una nuova cultura del controllo” perché “la Chiesa deve diventare un luogo di assenza di violenza e di amore, addirittura un luogo protetto, particolarmente per i piccoli e i deboli”.