HIROSHIMA-NAGASAKI

La lezione del passato

66 anni fa i bombardamenti atomici sulle due città giapponesi

La mattina del 6 agosto 1945 alle 8.16, l’Aeronautica militare statunitense lanciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, quasi esclusivamente civili. Sono passati da allora 66 anni ma quest’anno l’anniversario dei bombardamenti atomici in Giappone cade in un momento di "profondo dolore" per un Paese che è stato nuovamente e duramente colpito l’11 marzo scorso da un terribile terremoto e tzunami nella regione del nord est che ha provocato la morte di oltre 20 mila persone. Per l’occasione il presidente della Conferenza episcopale giapponese, l’arcivescovo Leo Jun Ikenaga, e il presidente del Consiglio mondiale delle Chiese Olav Fykse Tveit hanno scritto messaggi di commemorazione nei quali entrambi invitano a imparare la lezione del passato e a scrivere pagine nuove di pace nella storia.

Il messaggio dell’arcivescovo cattolico Leo Jun Ikenaga. "Le grandi vicende storiche del mondo raramente accadono nel periodo di vita di uno stesso uomo. Eppure in Giappone abbiamo affrontato un disastro senza precedenti quest’anno, e il giorno 11 marzo rimarrà sicuramente inscritto nella storia mondiale. Nel grande terremoto che ha colpito il Giappone orientale, più di 20.000 persone sono morte. Molti hanno perso i loro cari, ciò per cui avevano vissuto, il loro lavoro, e tutto quello che avevano accumulato. Ora la ricostruzione ha davanti a sé un processo difficile e lungo. In occasione delle Dieci Giornate della Pace che ogni anno in ricordo di Hiroshima e Nagasaki si celebrano dal 6 al 15 agosto, vorrei elevare una preghiera per le vittime di questa calamità, esprimere la mia più profonda solidarietà alle tantissime persone che sono state colpite e pregare affinché la ricostruzione si svolga il più presto possibile. Inoltre, non si è ancora del tutto risolto l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima. Prego per coloro che vivono ancora nell’ansia, perché possano tornare ad una vita sicura. Sembra impossibile per noi sapere il motivo per cui è successa questa tragedia. Tuttavia, la nostra fede ci guida e ci fa capire che una nuova speranza può sorgere anche dalle difficoltà e dall’agonia. La potenza del terremoto e dello tsunami era così enorme che tutte le precauzioni prese e pensate in modo perfetto, si sono rilevate inutili. Di fronte a questa realtà, chiniamo il capo e accettiamo umilmente l’impotenza del genere umano di fronte alla forza della natura. Ma allo stesso tempo, questa impotenza ci fa comprendere l’enorme potenza di Dio, che trascende lungamente la conoscenza umana. Dobbiamo pertanto rivedere il nostro passato e cercare uno stile di vita che ci aiuti a diventare umili davanti a tutte le creazioni di Dio".

Il messaggio del Consiglio mondiale delle Chiese. "Ogni agosto, con dolore, il nostro pensiero va a coloro che hanno sofferto per i bombardamenti atomici del 1945. Fino a quando esisteranno le armi nucleari, ogni anno ci porta nuove ragioni per costruire un mondo in cui una simile tragedia non debba mai più accadere. Nel dicembre scorso il mondo ha visto un piccolo passo in avanti quando gli Stati Uniti e la Russia hanno ratificato un nuovo trattato volto a ridurre leggermente i loro arsenali nucleari. Lo scorso anno, anche in seguito alla mobilitazione della società civile, comprese le chiese, una solida maggioranza dei governi per la prima volta ha sostenuto una specifica convenzione sulla messa al bando di tutte le armi nucleari. Eppure, proprio qui a Ginevra, vi è stato ancora una volta uno stallo in occasione della Conferenza sul disarmo, dove 65 governi si sono regolarmente riuniti. E i nove paesi che hanno armi nucleari – oltre a un alcuni che sono stati tentati ad unirsi a loro – continua a bloccare il progresso di tutti. Nonostante il debito e le crisi finanziarie, i nove Stati con armi nucleari stanno addirittura modernizzando i loro arsenali nucleari con un tasso che costerà 1.000 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. … Dopo il disastro di Fukushima facciamo nostre le parole del Patriarca Bartolomeo I: "Mai prima d’ora è stato possibile per un gruppo di esseri umani eliminare così tante persone contemporaneamente. E mai l’umanità è stata in grado di distruggere gran parte del pianeta. Siamo di fronte a circostanze radicalmente nuove, che richiedono un impegno altrettanto radicale per la pace. Come Chiese non possiamo accettare due minacce così terribili, come membri della famiglia umana, non possiamo permettere che due pericoli così grandi restino oggi senza risposta”.