GMG 2011
La presenza dei disabili nel Parco del Retiro
"Dios ama ti", "Dio ti ama" detto nel linguaggio dei segni corrisponde ad alzare le mani al cielo, portarle al cuore per tenderle poi all’interlocutore. Gesti in sequenza insegnati con capacità ai volontari da don Alfonso Muruve Fernandez Piedra, direttore nazionale della pastorale del sordo della Conferenza episcopale spagnola (Ces) che nella Gmg in corso a Madrid coordina le attività della Tenda della disabilità situata al centro del parco del Retiro, vicina alla zona dei confessionali e della tenda dell’Adorazione, gestita dalle suore di Madre Teresa. In questo spazio don Fernandez Piedra intrattiene i giovani che numerosi arrivano incuriositi anche dal grande logo che campeggia all’ingresso e che mostra un giovane disabile seduto su un cuore invece che su una carrozzella. Nella tenda bianca ci sono anche le diverse associazioni che in Spagna si occupano di disabili, l’unica straniera presente è l’italiana Unitalsi. Lo incontriamo mentre dà ai volontari alcune indicazioni operative per il loro servizio.
Qual è il significato della tenda, com’è organizzata e cosa propone in questa Gmg?
"Vuole essere un segno di attenzione ai diversamente abili L’obiettivo è quello di presentare e fare conoscere come la Chiesa spagnola accoglie le persone sorde e sordomute. All’interno della Conferenza episcopale spagnola opera un ufficio apposito che è lo stesso che ha promosso questa tenda affinché le persone e i giovani che vogliono visitarla si possano rendere conto che i sordi e sordomuti partecipano alla vita della Chiesa e che questa risponde alla loro formazione, cura e sostegno anche nel campo della vita di fede. Molti dei volontari che vi prestano servizio sono essi stessi sordomuti ma sono formati anche per assistere ad altre disabilità".
La tenda, quindi, non si limita ad assistere solo i sordomuti?
"La tenda non risponde solo alle esigenze delle persone sorde ma si pone come ulteriore scopo quello di far conoscere il mondo della disabilità nella sua diversa composizione, disabilità fisica, mentale, sensoriale. Più si conosce più siamo in grado di dare risposte efficaci".
Come reagiscono i giovani quando si trovano davanti alla disabilità?
"I giovani reagiscono con stupore e sorpresa perché non conoscono il mondo della disabilità ed ammirano coloro che vi prestano servizio al punto di interessarsi per fare lo stesso. Speriamo che una volta tornati a casa, nel loro territorio, nella loro Chiesa, possano dare concretezza a questo desiderio collaborando con associazioni e persone disabili".
Cosa fate nella tenda e cosa avete organizzato per i giovani?
"Per questa Gmg abbiamo pensato di organizzare all’interno della tenda alcune iniziative, come una catechesi tenuta da un monaco sordo, la presentazione di un dvd sulla Bibbia spiegata con il linguaggio dei segni, la storia del servizio ai sordomuti della Chiesa di Spagna. Ci sono molte iniziative per i sordi, di ogni nazione, che sono iscritti alla Gmg e che sono alloggiati tutti insieme qui in città. Per loro lo stesso programma degli altri vissuto attraverso la loro lingua grazie anche agli interpreti.
Quanti sono i giovani disabili iscritti alla Gmg?
"I sordi sono circa 350. Ovviamente la tenda è aperta a tutti disabili e non. Molti gruppi che arrivano hanno tra loro anche disabili ed è difficile per questo fare una statistica precisa".
Che posto hanno le persone disabili nella Chiesa?
"Innanzitutto serve avere speranza affinché la Chiesa si apra sempre di più e accolga la vita anche quando mostra disabilità. Alla speranza occorre aggiungere l’organizzazione per stimolare i giovani verso il mondo della disabilità avvicinandoli ai loro coetanei diversamente abili".
a cura di Daniele Rocchi, inviato SIR a Madrid