SINODO VALDESE
Il saluto del vescovo di Pinerolo, mons. Piergiorgio Debernardi
E’ entrato come sempre nel vivo dell’attualità italiana il Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi che si è aperto domenica 21 agosto, a Torre Pellice (To), capoluogo delle "Valli Valdesi" del Piemonte. A dare il via a questo significativo appuntamento del protestantesimo italiano è stato un culto al quale hanno partecipato anche i numerosi ospiti, rappresentanti di diverse chiese evangeliche ed organismi ecumenici dell’Europa, degli Usa e dell’Africa. Tra questi, il pastore Claude Baty, presidente della federazione protestante di Francia, e il pastore Setri Nyomi, presidente della Comunione mondiale delle chiese riformate. Era presente anche il vescovo di Pinerolo, mons. Piergiorgio Debernardi, membro della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Cei che ha portato al sinodo i saluti dei vescovi italiani.
Stanchezza e scoraggiamento. "Questo mio saluto ha detto il vescovo di Pinerolo, prendendo la parola al Sinodo valdese, mons. Piergiorgio Debernardi vuole portare anche l’incoraggiamento dei vescovi italiani a continuare con fiducia il cammino ecumenico, nonostante le difficoltà, non ultima l’apatia che incontra". Il vescovo ha infatti osservato: "A volte c’è la tentazione di dire: il lavoro che stiamo compiendo non produce nulla. Aumenta perciò la stanchezza, si assommano le delusioni, il dialogo più che sinfonia sembra ripetere la babele delle lingue. Serpeggia questo scoraggiamento. È’ inutile nasconderlo. Davanti ad una malattia occorre individuare una terapia", "alcuni rimedi indispensabili e urgenti". Il primo suggerimento del vescovo è stato un invito da parte di tutti a fare "silenzio". "Si parla troppo anche nelle nostre Chiese ha detto il vescovo -. La predicazione molte volte soffoca la Parola e le parole umane – roboanti – rischiano di travolgere la parola". II silenzio invece "favorisce la preghiera, elemento indispensabile a livello personale e comunitario, come l’aria per respirare". "Occorre domandarci se nelle nostre comunità è scomparsa questa dimensione". "Oggi il ‘fare’ oscura se non addirittura annulla l’essere". Ma "la Chiesa ha aggiunto – non è come un’aula del parlamento, né come un insieme di politici, di sindacalisti, di promotori nel sociale. Non dimentichiamo che il cammino ecumenico è iniziato da uomini e donne contemplative".
Più ascolto tra le Chiese. Ai valdesi, il vescovo ha parlato della piena comunione come una "possibile meta da raggiungere", come "un canto sinfonico, dove tutte le voci si armonizzano su una stessa chiave musicale". Ma per raggiungere questo obiettivo, ha aggiunto, "ci vuole più ascolto tra le diverse Confessioni cristiane. A volte ci si lamenta che si favorisce di più il dialogo verso una Confessione a discapito di un’altra (forse si rimprovera la Chiesa Cattolica di colloquiare di più con l’ortodossia e non con il protestantesimo). Solo la contemplazione ci aiuta a gustare i doni presenti nelle varie Confessioni. Non si cammina verso l’unità se non ci si ascolta, con impegno e fatica, tra le tre grandi Confessioni cristiane. L’ascolto a volte è anche amaro, ma certamente indispensabile se si vuole crescere".
Crisi economica. Il Sinodo è iniziato esprimendo una "vivissima preoccupazione" per la crisi economica e finanziaria che si è abbattuta sull’Italia e sul mondo occidentale. E’ quanto ha sottolineato la pastora Maria Bonafede, moderatrice della Tavola valdese (organo esecutivo dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi). "Una crisi di dimensioni sconosciute da tutti noi. Ma non è questa la fine del mondo, ma la fine di un mondo, di quel mondo che ha creduto in uno sviluppo illimitato, nelle grandi speculazioni ed in una globalizzazione priva di regole e di garanzie per le economie più fragili". Da qui un richiamo forte al governo: "Non si può pensare di far pagare i costi di questa recessione a chi soffre di più perché è un modesto pensionato, un disabile o un precario". Sobrietà e solidarietà sono le due parole chiave di questo inizio di lavori sinodali. Lo hanno confermato in una conferenza stampa il pastore Giuseppe Platone, presidente del Sinodo, e il pastore Daniele Bouchard, relatore della Commissione d’esame, l’organo di controllo del lavoro della Tavola valdese. "Da questo Sinodo mi aspetto una parola che affronti l’attuale crisi economica e morale in cui versa l’Italia partendo da quello che noi stessi possiamo fare – ha detto Giuseppe Platone -. Mettiamo alla prova la nostra coerenza: c’è bisogno di autenticità, di persone che fanno quel che predicano dai pulpiti e raccontano dai pulpiti quel che fanno". Daniele Bouchard ha invece sottolineato come le Chiese siano la fotografia di un Paese in continuo cambiamento grazie al continuo afflusso di fratelli e sorelle provenienti dagli altri continenti, soprattutto dall’Africa e dall’Asia. Secondo infatti alcune statistiche tra il 15 e il 20% dei nostri membri di chiesa sono nati all’estero.