MEETING DI RIMINI
Fatti che non "fanno" notizia ma "sono" notizia
È giocata tutta all’insegna della ricerca di certezze la quarta giornata del Meeting di Rimini (mercoledì 25 agosto) che, non a caso, è costruito attorno al tema: "E l’esistenza diventa una immensa certezza". Una ricerca non fatta di parole o ideali astratti, ma di esperienza concreta e quotidiana.
Una storia che non fa notizia. La certezza più grande della giornata, sta forse, nel sorriso della piccola Giulia, 8 anni, e nella sua vita. A raccontare la sua storia sono i genitori, Mariangela Fontanini e Riccardo Ribera D’Alcalà, che otto anni fa contro il parere dei medici, decisero che quella loro figlia dovesse nascere, nonostante le analisi avessero riscontrato gravi problemi neurologici. "Ero all’ottavo mese di gravidanza racconta Mariangela e ad un normale controllo i medici si accorsero che qualcosa non andava. Fu ordinata una risonanza magnetica al termine della quale il medico ci disse: ‘Vostra figlia ha un grandissimo handicap neurologico. Nella migliore delle ipotesi sarà un vegetale, nella peggiore morirà al momento del parto’. Il medico subito dopo ci consigliò un aborto terapeutico che era già stato fissato pochi giorni dopo". Una soluzione che non fu però presa in considerazione. "Quando uscimmo dallo studio del medico continua la madre – io e Riccardo ci guardammo e leggemmo la stessa decisione uno negli occhi dell’altra. Giulia sarebbe nata".
Un lungo percorso. Da quel momento iniziarono per la coppia giorni di sofferenza, vissuti chiedendo aiuto a Dio per sostenere le difficoltà. Un lungo percorso che oggi li ha portato a dire, usando le parole del filosofo Mounier: "Ciò che per gli altri appare una disgrazia diventa la visita di Qualcuno di molto grande". Oggi Giulia è una bambina di otto anni con problemi neurologici che gli impediscono di parlare ma non di comunicare, amare e sorridere. "Giulia è una bambina felice che sa voler bene e farsi voler bene. È lei ad insegnarci ogni giorno la gratitudine per le cose semplici", raccontano i suoi genitori mentre sullo schermo scorrono foto di vita quotidiana fatta di tante attività dallo sci alla musica – e amicizie. Una vitalità testimoniata anche da medico che segue Giulia, Bernard Dan, neuropsichiatra, presidente dell’Accademia europea di disabilità infantile. "Oggi intorno a lei c’è un team ha spiegato Dan che non professa alcuna religione e lei, con il suo sviluppo e le sue conquiste è la caposquadra. Noi, genitori, medici, volontari siamo i giocatori con i loro ruoli. La strada, però, la indica lei". In chiusura la parola è passata a Fabio Cavalleri, giornalista, che ha raccontato la storia di Giulia in un libro: "Questa storia ci dimostra come l’idea secondo cui una vita o è perfetta o non è niente, è una vera menzogna. Ma queste, purtroppo, non sono storie che fanno notizia".
I giovani e i loro talenti. Di certezze e di futuro, anche se in ambito economico, ha parlato, invece, il presidente della Fiat, John Elkann che ha risposto alle domande di un giovane studente, William Borcella. Rivolgendosi ai giovani Jonh Elkann li ha invitati a "far fruttare i propri talenti". "I giovani ha proseguito hanno la possibilità di guardare le cose per come sono, senza preconcetti, e questo è molto importante. Ai giovani che si stanno per inserire nel mondo del lavoro dico, però, che la cosa più importante è capire cosa si vuole fare della propria vita, raccontando a se stessi la verità. Imparare le lingue, viaggiare e studiare, sono tutte cose importanti, ma prima di tutto è importante lavorare su se stessi e suoi propri progetti". Guardando all’attuale situazione economica internazionale il presidente della Fiat ha ricordato come "circa dieci anni fa nessuno credeva che l’azienda potesse farcela. Lavorando con Sergio Marchionne ho invece capito che il futuro può essere diverso da quello che l’ambiente ci indica. Le tempeste passano l’importante è riuscire ad attraversarle".
Una certezza da sperimentare. Di quotidianità si è parlato anche alla presentazione della mostra Con gli occhi degli apostoli. Una presenza che travolge la vita, a cui è intervenuto il custode di Terra Santa, padre Gianbattista Pizzaballa. La mostra prende spunto dalla lettura esegetica dei Vangeli e dagli scavi archeologici realizzati a Cafarnao. La mostra multimediale ricostruisce il percorso che alcuni abitanti ebrei di Cafarnao fecero dal primo incontro con Gesù di Nazaret fino a diventarne discepoli e a dare la loro vita per lui. "Con questa mostra ha spiegato padre Pizzaballa vogliamo dire a tutti che Gesù non è un’idea o un messaggio, ma è storia. Questo mostra ce lo dimostra: noi possiamo vedere la soglia della casa di Pietro e i luoghi dove Gesù ha abitato. Possiamo toccare in un certo senso quella esperienza. Questo è un modo per ricordare a tutti che il cristianesimo è incarnazione". "La vera Terra Santa ha concluso Pizzaballa è il luogo dell’incontro con Dio e quel luogo oggi è la nostra vita di tutti i giorni. Cafarnao e la storia di questo villaggio ci riportano proprio a questo: ad una salvezza concreta che passa nella quotidianità di tutti noi".
a cura di Michele Luppi – inviato SIR al Meeting di Rimini