OTTO PER MILLE

Per credenti e non credenti

La carità non fa mai distinzioni

"La carità non fa mai distinzioni tra credenti e non credenti". Lo ha detto mons. Giampietro Fasani, economo della Cei, intervenendo oggi al III Campus nazionale "CommuniDare", in corso a Ciampino (Roma)fino a domani, promosso dal Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica per i seminaristi del quinto e sesto anno di corso delle diocesi italiane. Parlando degli interventi caritativi di rilievo nazionale, una delle destinazioni dei fondi dell’otto per mille, mons. Fasani – in una tavola rotonda moderata dal vaticanista di Radio Rai, Raffaele Luise – ha precisato che a beneficiarne non sono solo i cattolici, ma tutta la popolazione: "In tutte le diocesi, in tutte le strutture caritative – ha detto – non fa mai distinzione tra credenti e non credenti". Tra gli interventi caritativi di rilievo nazionale relativi al 2010, mons. Fasani ha citato quelli a favore delle comunità di recupero per tossicodipendenti aderenti alla Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche) e i 3 milioni di euro destinati ai monasteri di clausura femminili. "Abbiamo chiesto alla Caritas – ha reso noto mons. Fasani – di fare un coordinamento nazionale per i vari interventi. Nel corso del 2010, è stata data una grande attenzione agli ex carcerati. Poiché i contributi statali e regionali sono quasi spariti, serve aiuto anche per la minima sopravvivenza". Durante i lavori, è previsto anche una serata di incontro dei seminaristi con mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei.

Un segnale importante. "In Italia, in questo momento, sono aperti 670 cantieri per il restauro di beni culturali ecclesiastici". A renderlo noto è stato mons. Stefano Russo, direttore dell’Ufficio Cei per i beni culturali ecclesiastici, secondo il quale "in un tempo di crisi e di mancanza di lavoro come questo, è un segnale importante". "Quali suggerimenti darebbe ad un giovane parroco per migliorare la gestione dei beni culturali ecclesiastici sul territorio?", è stato chiesto a mons. Russo dal moderatore della tavola rotonda. "Non bisogna pensare che per amministrare i beni culturali ecclesiastici bisogna essere degli esperti", ha risposto il direttore dell’Ufficio Cei, invitando i giovani parroci a a "non avere paura". "Non bisogna essere esperti – ha suggerito mons. Russo – bisogna essere specializzati in quello che più ci appartiene, cioè la comunione ecclesiale. Il sacerdote non è il padrone dei beni culturali, può gestire quei beni solo in quest’ottica". Senza contare che la conservazione e il restauro dei beni culturali "può essere anche un momento essenziale per tenere viva la comunità". Tra i restauri realizzati grazie ai fondi dell’otto per mille, figura anche la cattedrale di Ciriaco, dove a breve si riuniranno i circa 300 mila partecipanti attesi al XXV Congresso eucaristico nazionale di Ancona.

Dialogo interreligioso e "catechisti dell’arte". Nel 2011 all’edilizia di culto sono stati assegnati 190 milioni di euro, di cui 125 per la nuova edilizia di culto. A parlarne è stato il responsabile del competente Servizio nazionale della Cei, mons. Giuseppe Russo. "I progetti, che vengono destinati in via prioritaria a strutture di servizio religioso di natura parrocchiale o interparrocchiale – ha ricordato – nascono in sede diocesana dalla convergenza di tre soggetti: la diocesi, la comunità parrocchiale beneficiaria e i progettisti. Quindi vengono sottoposti all’esame del Comitato Cei per la nuova edilizia, che procede alle proprie osservazioni e propone il finanziamento". Sono finora 10.620 i progetti approvati e finanziati dalla Cei attraverso l’apposito Comitato per gli interventi a favore del Terzo Mondo. "Anche per noi – ha testimoniato mons. Giovanni Battista Gandolfo, responsabile dell’omonimo Servizio Cei – vale la logica della carità che non fa distinzioni di sorta, neanche nell’ambito del dialogo interreligioso. Ne sono una testimonianza i numerosissimi interventi di sostegno, realizzate in molte parti del mondo, nei Paesi a maggioranza musulmana, dove i cristiani sono una esigua minoranza". Tra le proposte avanzate dai seminaristi che hanno partecipato all’incontro di Sassone, anche quella di istituire la figura del "catechista dell’arte", per "sensibilizzare le nostre comunità ecclesiali a valorizzare la bellezza e la significatività del patrimonio dei beni cultuali ecclesiastici, che costituisce il 75% dell’intero patrimonio culturale italiano".