CITTADINI UE
La prima mobilitazione europea di democrazia diretta
La prima mobilitazione europea di democrazia diretta, resa possibile e regolata dal Trattato di Lisbona, potrebbe riguardare la difesa della vita. A partire dall’aprile 2012 un milione di cittadini potrà richiedere, mediante una raccolta di firme, che la Commissione avanzi una proposta di legge comunitaria in un ambito di competenza Ue. Si tratta di un nuovo istituto che intende avvicinare i cittadini all’Unione, dando loro maggior peso nell’azione delle istituzioni di Bruxelles e Strasburgo. Mobilitazione dei cittadini. Il presidente della commissione affari costituzionali dell’Europarlamento, Carlo Casini, che in Italia è anche presidente del Movimento per la vita, ha recentemente affermato: "La prima iniziativa dei cittadini sarà all’insegna del diritto alla vita. Nei prossimi mesi milioni di cittadini chiederanno infatti che venga inserito nella Carta europea dei diritti fondamentali il riconoscimento del concepimento, naturale o in provetta, come inizio del diritto alla vita". "Questa iniziativa ha chiarito l’eurodeputato – è resa possibile dal Trattato di Lisbona che prevede che almeno un milione di cittadini europei possa chiedere alla Commissione un atto giuridico". L’Esecutivo deve obbligatoriamente dare una risposta ai proponenti e "i proponenti devono poter spiegare adeguatamente alle istituzioni le proprie ragioni". Casini entra nel merito della proposta: "Le difficoltà economiche e politiche in cui l’Unione si dibatte non devono far dimenticare, come disse Giovanni Paolo II, che la prima sfida è quella della vita". Il ruolo della società civile. L’accordo per concretizzare, mediante uno strumento attuativo, l’iniziativa dei cittadini, risale al dicembre 2010, mentre la firma di tale "regolamento" è del febbraio di quest’anno. Le iniziative possono essere avviate a partire dal 1° aprile 2012. Il regolamento, spiega l’Esecutivo (www.ec.europa.eu), "consente a 1 milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell’Ue di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici in settori di sua competenza. Gli organizzatori di una iniziativa, dopo aver costituito un comitato composto da almeno 7 cittadini comunitari residenti in almeno 7 diversi Stati membri, hanno un anno per raccogliere le dichiarazioni di sostegno necessarie. Il numero delle dichiarazioni di sostegno deve essere certificato dalle autorità competenti degli Stati membri. La Commissione ha quindi a disposizione tre mesi per esaminare l’iniziativa e decidere" come procedere. Il presidente del Parlamento Ue, Jerzy Buzek, ha affermato in proposito: "HD L’Iniziativa europea dei cittadini diventa legge Grazie all’iniziativa dei cittadini, la società civile potrà avviare confronti veramente europei sul modo in cui l’Unione può migliorare la loro vita quotidiana. È sufficiente un milione di firme, lo 0,2 per cento dei nostri cittadini, per sollecitare la Commissione ad agire su materie che li riguardano direttamente. L’iniziativa dà voce ai cittadini: è lo strumento giuridico per creare un ulteriore legame diretto tra i cittadini e le istituzioni Ue, colmando il divario che li separa".Le modalità operative. Il sito internet dell’Unione (www.europa.eu), per facilitare i cittadini in questo campo, ha pubblicato un testo in cui, rivolgendosi direttamente a un europeo-tipo, spiega: "Per proporre un’iniziativa di cittadinanza devi formare un comitato di minimo 7 persone provenienti da almeno 7 diversi Paesi Ue. Devi registrare l’iniziativa presso la Commissione europea in una delle lingue ufficiali dell’Unione. La Commissione designerà un punto di contatto che fornirà informazioni e assistenza sulla tua proposta". Quando si registra l’iniziativa si deve comunicare il titolo della proposta, descriverne il soggetto e gli obiettivi, fornire i contatti di sette membri del comitato e indicare tutte le fonti di finanziamento e di supporto. L’iniziativa dovrà ovviamente rientrare nella sfera di competenza della Commissione, non dovrà essere "oltraggiosa, frivola o vessatoria" e tanto meno "in contrasto con i valori dell’Unione europea sanciti dal Trattato". In tali casi l’iniziativa sarà respinta. Tutte le iniziative accolte saranno pubblicate nell’apposito registro online predisposto dalla Commissione, la quale contatterà il comitato promotore per i passi successivi. La raccolta di firme può essere effettuata sia in formato cartaceo che online. La Commissione "metterà a disposizione gratuitamente un programma per i sistemi di raccolta online". È oltremodo necessario ottenere un numero minimo di firme in ogni Stato membro, e tale cifra è in ragione della popolazione. Dopo aver raggiunto il numero di firme richiesto, la Commissione "ti inviterà a illustrare i dettagli della tua iniziativa. Avrai anche l’opportunità di presentare l’iniziativa in una audizione pubblica al Parlamento europeo". La Commissione "ti informerà entro tre mesi in merito alle sue conclusioni, sul piano giuridico e politico e alle azioni che intende avviare; in caso non intenda procedere, ti fornirà le motivazioni della sua scelta".