CHIESE IN BREVE

Ucraina, Slovenia

Ucraina: primate Ugcc su 20° indipendenza”Vi saluto cordialmente tutti, quelli che sono in Ucraina e quelli che sono nella diaspora”, e “mi unisco a voi in una preghiera di ringraziamento al Signore Onnipotente per l’inestimabile dono della libertà per la patria e per il nostro Stato”. Così, secondo quanto riferito dal Risu (Servizio informazione religiosa ucraino), il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc), sua beatitudine Sviatoslav (Shevchuk), nel messaggio in occasione del ventennale dell’indipendenza dell’Ucraina dall’Unione sovietica, celebrato lo scorso 24 agosto. Secondo il gerarca, l’anniversario non è solo motivo di gioia e gratitudine, ma anche “un’eccellente opportunità per riflettere su che tipo di Stato vogliamo e di che tipo di Stato abbiamo bisogno”. Uno Stato, avverte, nel quale “gli aspetti sociali, economici, politici e della vita delle persone siano fondati sull’integrità, la giustizia e la responsabilità”. Di qui la sottolineatura che integrità e giustizia sono aspetti diversi dell’essenza sociale: “La giustizia sociale è basata sull’integrità personale e i cittadini onesti sono un valido supporto per istituzioni giuste”. Secondo sua beatitudine Sviatoslav, lo Stato ucraino “sarà tale solo quando obiettivo del suo governo sarà il servizio al bene di tutti i suoi cittadini”. “Uno Stato di questo genere rispetta la dignità della persona e assicura le condizioni necessarie per la crescita di ogni membro della società come personalità libera creata ad immagine di Dio. Si tratta di giustizia non repressiva né punitiva”, bensì di “giustizia che libera e salva”. Di qui la necessità di rispettare l’altro “indipendentemente dalla sua origine, convinzioni politiche o religiose”, e di non accettare “estremismo, violenza e mancanza di rispetto per la pace sociale”. “Questa giustizia – avverte il primate Ugcc – attribuisce alle autorità il compito di assicurare l’effettivo esercizio dei diritti dei cittadini e delle libertà garantite dalla Costituzione nazionale; in particolare, il diritto all’istruzione, alla pensione e al mantenimento sociale, e il diritto al lavoro e al servizio sanitario”. Ma allo Stato sua beatitudine Sviatoslav chiede inoltre di creare “condizioni eque per lo sviluppo dell’iniziativa privata e dell’attività economica sulla base della sussidiarietà”, e di garantire “pieno diritto di voto e di attività pubblica e politica”. Il gerarca si sofferma infine sulla questione della libertà religiosa: “Lo Stato dovrebbe garantire ai suoi cittadini l’esercizio dell’innegabile diritto alla libertà religiosa, nonché parità di trattamento fra tutte le chiese e le organizzazioni religiose la cui attività è consentita” nel Paese. Slovenia: tre popoli al santuario di Zaplaz”Il fondamento del nostro incontro è quello che nonostante tutte le differenze linguistiche e culturali, siamo uniti dal fatto di camminare sulla stessa strada, di avere la stessa verità e di sperare nella stessa pienezza di vita, che è Gesù Cristo”. Così mons. Anton Stres, arcivescovo di Lubiana, ha spiegato agli oltre 2.000 fedeli presenti il senso del “Pellegrinaggio dei tre popoli” (friulani, carinziani e sloveni), che si è svolto nei giorni scorsi al santuario mariano di Zaplaz, nella diocesi slovena di Novo Mesto. L’appuntamento è nato nel 1981 per volere dell’allora vescovo di Udine mons. Alfredo Battisti, con lo scopo di vedere “riuniti in preghiera pellegrini friulani, carinziani e sloveni accomunati da una profonda e antica devozione alla Vergine Maria”. I pellegrini hanno pregato e cantato nelle loro lingue, nel corso della Messa che è stata concelebrata da sette vescovi davanti al santuario. Ad accompagnare i 500 pellegrini friulani, mons. Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, che ha ricordato come in un momento di “profonda difficoltà per l’Europa, e non solo, si deve guardare avanti con fiducia e speranza. Anche questo pellegrinaggio ha il significato di creare germi di comunione. Da più parti si dice che oltre all’economia e alla moneta unica manchino dei temi comuni europei”. In questa logica, ha proseguito mons. Mazzocato “desideriamo consolidare la comunione tra le nostre Chiese che sono poste nel cuore del continente europeo e che riconoscono nella Chiesa madre di Aquileia le radici della propria tradizione cristiana”. Per l’arcivescovo di Udine, in una dimensione di Europa unita, un ruolo fondamentale è quello che spetta ai giovani. “Il futuro dell’Europa passa inevitabilmente per le nuove generazioni – ha sottolineato -, e per questo credo che sia importante educare i ragazzi e prepararli ad affrontare bene il loro futuro”. Lo slogan scelto quest’anno per il pellegrinaggio è stato “Su nuove strade verso nuovi giorni”. Il vescovo di Novo Mesto, mons. Andrej Glavan, ha ricordato che ad accompagnare i fedeli “sulle strade delle vostre vite” è il beato sloveno Alojzij Grodze, membro dell’Azione Cattolica. Accusato ingiustamente di essere una spia segreta dei militanti anticomunisti durante la seconda guerra mondiale fu sottoposto a tormenti e a torture disumane che egli sopportò con grande forza spirituale. Come martire cristiano finì la sua vita esemplare all’età di soli vent’anni. La sua tomba al cimitero di Šentrupert è diventata meta di pellegrinaggi.