XXV CEN
La Croce Gmg nello "Spazio Giovani"
La Croce delle Giornate mondiale della gioventù, proveniente dalla XXVI Gmg di Madrid, è arrivata ad Ancona nel tardo pomeriggio di oggi 3 settembre, nel giorno dell’apertura del XXV Cen (Congresso eucaristico nazionale) sul tema: “Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”. Ad accoglierla, insieme alla statua della Madonna di Loreto (simbolo degli italiani alla Gmg), c’era una folla di ragazzi e ragazze arrivati da vari Paesi del mondo, ognuno con le proprie bandiere nazionali. È stato un rappresentante della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici a consegnarla ai coetanei dell’Agorà dei Giovani. Poi, dalla chiesa del SS Sacramento, è partito il corteo della processione per un breve tragitto cittadino, fino alla Mole Vanvitelliana, dove il cardinale Giovanni Battista Re, Legato Pontificio, ha inaugurato lo "Spazio Giovani", affidando la Croce ai rappresentanti delle Diocesi italiane, guidati da don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio Cei per la Pastorale giovanile (Cei).
Il cammino di Emmaus. Hanno camminato per le vie di Ancona indossando una maglietta con il nome di Cleopa. Si sono presentati così i ragazzi italiani ai quali è stata affidata la Croce della Gmg fino alla chiusura del XXV Cen (11 settembre). "Cleopa ha spiegato don Francesco Pierpaoli, responsabile della pastorale giovanile delle Marche e coordinatore del gruppo delle diocesi italiane al Cen è il nome di uno dei due discepoli di Emmaus e, simbolicamente, rappresenta la domanda dei giovani sull’eucaristia. Nonostante il Signore abbia definito Cleopa come ‘stolto e tardo di cuore’, questo giovane lo ha continuato ad ascoltare e, davanti all’eucaristia, gli si sono aperti gli occhi. Il cammino dei due viandanti, che vanno da Gerusalemme a Emmaus e da qui ritornano a casa, mostra tutta la difficoltà, e insieme la gioia, che anche oggi i giovani hanno, guardando all’Eucaristia, sacramento centrale ma che a volte, purtroppo, viene vissuto nelle nostre comunità parrocchiali con una certa abitudinarietà e spesso con poca gioia. Il Congresso ha concluso don Pierpaoli – risponde a quest’esigenza di cammino che la Chiesa fa, accompagnando i giovani verso l’eucaristia. È da qui che i ragazzi tornano alla vita (Gerusalemme) cambiati".
Lo Spazio Giovani. "Invito tutti i congressisti a venire a visitare la Croce della GMG". Lo ha detto don Nicolò Anselmi in margine all’inaugurazione dello Spazio Giovani. "La presenza di questo simbolo al Congresso ha aggiunto – richiama l’dea di un cammino che i ragazzi di tutto il mondo stanno facendo e che si inserisce nell’unico grande percorso della Chiesa. I giovani infatti non hanno dei loro percorsi particolari ma sono dentro la comunità cristiana. Per questo la Croce delle Gmg non è solo dei ragazzi ma parla a tutti". Lo ‘Spazio Giovani’ con la sua cappella dell’adorazione è il cuore del Congresso eucaristico e si propone come luogo di dialogo generazionale in piena sintonia con il decennio sull’educazione tracciato dagli orientamenti della Chiesa italiana. "L’idea di affiancare croce ed eucaristia ha proseguito don Anselmi riassume la vita cristiana in tutti i suoi aspetti. La croce fa parte dell’esperienza umana della vita illuminata dall’eucaristia. Parafrasando il titolo del Congresso eucaristico potremmo dire ha concluso che anche la croce è per la vita quotidiana".
La veglia di preghiera. Gli appuntamenti dell’accoglienza della Croce si sono conclusi con un momento di preghiera presieduta da mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei. Alla veglia, alla quale erano presenti almeno 2.000 persone, ha preso la parola anche il cardinale Re che ha incitato i giovani presenti a "riscoprire il dono dell’eucaristia". Poi è intervenuto anche mons. Miguel Delgado Galindo, sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per i Laici che ha detto ai giovani: "guardando questa semplice Croce di legno, pensate che ogni volta che partecipate alla Messa, state assistendo al rinnovamento sacramentale del sacrificio di Cristo sulla Croce". La veglia di preghiera si è conclusa con una lectio di P. Ermes Ronchi sul brano di Giovanni (6, 66-69) che ha salutato i presenti con le parole del Cantico dei Cantici: "Il mio amato è per me e io sono per lui. Dio è per me, e io sono per lui. Queste parole cari ragazzi ha detto – mi fanno dolce e fortissima compagnia: Dio è per me. E nulla, mai ci potrà separare. Nulla, mai." Poi la serata, curata dalla pastorale giovanile delle Marche è proseguita con la proiezione delle immagini del pellegrinaggio verso Madrid e con la testimonianza di due giovani egiziani.
a cura di Roberto Mazzoli – inviato SIR ad Ancona