XXV CEN
Oggi pomeriggio ad Ancona la festa dei ragazzi
"Per essere felici bisogna che voi ‘nutellate’, spalmate l’amore di Gesù Cristo nel mondo". Con queste parole di mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona-Osimo, si è concluso l’incontro dei ragazzi, che con i suoi colori ha dominato il pomeriggio della seconda giornata del XXV Congresso eucaristico nazionale, in corso ad Ancona fino all’11 settembre. Nella giornata che si è aperta con la Messa celerata dal card. Re nell’area della Fincantieri e si concluderà questa sera, sullo stesso palco dove è atteso domenica prossima Benedetto XVI, con l’atteso concerto-spettacolo del maestro Giovanni Allevi, accompagnato dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, 3.000 bambini provenienti in gran parte dai gruppi Acr e Scout delle diocesi della metropolia di Ancona hanno fatto festa in tre piazze della città, in pieno centro: piazza Roma, piazza Cavour e piazza Pertini. Palloncini variopinti, grandi nastri ad "infiocchettare" i perimetri delle piazze, giochi, musica, balli, testimonianze hanno scaldato l’atmosfera di una città che, a sua volta, sta incominciando a "scaldare i motori" in attesa di accogliere il Santo Padre. Dalle vetrine dei negozi del centro, i volantini con la scritta "Santo Padre" annunciano l’evento. E la popolazione comincia a mostrare segni di curiosità: forse è proprio l’entusiasmo dei bambini, tutti tra gli otto e i dodici anni (accompagnati ovviamente dai loro animatori e genitori, e circondati dagli occhi solerti dei volontari) a diffondere il contagio…
La festa sei tu. Tradizione, lavoro e festa, affettività, cittadinanza, fragilità e accoglienza: i cinque ambiti di Verona, che scandiscono anche le giornate del Cen, sono stati i temi e gli spunti per gli stand allestiti nelle piazze dove si sono cimentati i ragazzi. "La festa sei tu", lo slogan e il filo conduttore dell’evento. In questa giornata un po’ speciale, hanno imparato ad esempio, tramite il gioco, come differenziare i rifiuti, o come esprimere attraverso disegni o sagome di cartone il loro rapporto con l’affettività. Non sono mancate le piacevoli sorprese: giochi vecchissimi, che hanno il sapore della nostra infanzia e che credevamo dimenticati, come la corsa dei sacchi, fatta utilizzando come sempre i grandi sacchi neri dell’immondizia. Diverso, e attualizzato, era però lo scopo finale del gioco: raccogliere dei tasselli per arrivare a formare un grande orologio, simbolo del tempo per antonomasia, da suddividere in tempo dedicato al lavoro e tempo utilizzato per fare festa. In ogni piazza, un colpo d’occhio diverso: a piazza Cavour, la moquette azzurra a raggera, i palloncini gialli, verdi, rossi e blu. Paolo Rinieri, consigliere nazionale dell’Acr, ci anticipa che sarà proprio quella piazza a riunire tutti i ragazzi, che convergeranno lì per ricevere il mandato da mons. Menichelli, accompagnato dal Legato pontificio, il card. Re.
Sorridere sempre, arrendersi mai. A piazza Pertini, dominata da grandi fiocchi e grandi teli gli stesso che racchiudono gli spazi di piazza Roma, la prima tappa dello "struscio" di corso Garibaldi, per chi arriva da piazza delle Muse ci sono ragazzi che provano a "scalare" ripide pareti di legno saponate: simbolo dell’ambito della "fragilità", che impone già da bambini di imparare a superare gli ostacoli. Quando, intorno alle 16, i protagonisti della festa si riuniscono tutti in piazza Cavour, prima di ricevere il mandato, i bambini ricevono la testimonianza di una loro beniamina: Alice Bellagamba, 24 anni, ballerina, che ha partecipato tre anni fa alla trasmissione "Amici" di Maria di Filippi. Da allora, ha partecipato a diverse fiction, musical, spettacoli teatrali e anche un film (in uscita), ma soprattutto è testimonial di iniziative di solidarietà, come l’ospedale Salesi onlus e "la Casa di Sabrina". "Sorridere sempre, arrendersi mai" è il suo motto: "Sono di Jesi ci racconta per otto anni ho fatto l’esperienza degli scout, poi ho dovuto lasciare perché mi sono dovuta trasferire a Firenze. Ma la fede per me è stata e continua ad essere sempre una risorsa: senza famiglia, amici, insegnanti, non riusciremmo mai ad andare avanti, solo così possiamo imparare la solidarietà, capire cosa significa darsi una mano a vicenda. L’amore, poi, è il motore di tutto, e l’esperienza associativa fa crescere la nostra autostima e ci rende migliori".
La misura della felicità. "Gesù, tu sei un dono per noi e ci stai accanto quando siamo deboli. Gesù, tu accogli tutti e ci insegni ad essere amici veri. Gesù tu sei il principe della pace e ci chiedi di impegnarci per il bene. Gesù, tu ci ami e ci inviti a diventare come te. Gesù, tu sei la gioia e ci rendi davvero felici. Ora che ti abbiamo incontrato, rimani al nostro fianco, perché possiamo portarti a tutti". E’ la preghiera letta da mons. Menichelli con i ragazzi, nel momento della consegna del "mandato" a loro destinato nei giorni del Cen (e oltre). "Vorrei che voi per il mondo foste una meraviglia", l’auspicio del presule: "Il mondo non si stupisce più di nulla, e vi sta abituando ad essere piatti". "Chi è felice?", si è chiesto ed ha chiesto mons. Menichelli ai bambini: "Colui che ogni giorno riesce a dire grazie per quello che ha".
Il desiderio di infinito
Musica e parole con i pensieri di Shakespeare, Matteo Ricci Sant’Agostino e Alda Merini.
Un percorso interiore ed eclettico sul senso del "desiderio" e su alcune sue declinazioni che hanno a che fare, più o meno direttamente, con la quotidiana vicenda dell’uomo e del suo senso di ricerca e di Assoluto, "per indagare nel cuore dell’uomo e il suo desiderio d’infinito". È "DE-SIDERA. Ho ardentemente desiderato…" il Concerto del maestro Giovanni Allevi e dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, che ha chiuso, il 4 settembre, la seconda giornata del Congresso eucaristico nazionale, in corso ad Ancona finno all’11 settembre. Le migliaia di persone che già stamattina si erano radunate nell’area dalla Fincantieri per la messa dell’apertura ufficiale, celebrata dal card. Re, sono tornati in serata nel luogo che domenica prossima ospiterà il Papa per assistere, dallo stesso palco, ad uno spettacolo non solo di musica, ma anche di parole e riflessioni, declamate dalla voce di Luca Violini. La serata, presentata da Lorena Bianchetti, si è articolata in quattro momenti: il Desiderio di Unità dei popoli in cerca di una Patria comune, il Desiderio di Amicizia, il Desiderio di Dio e di Eccedenza, il desiderio di Dio di unire l’uomo a sé. Temi, questi, che interrogano credenti e non credenti le cui risposte, o parte di esse, vengano affidate al talento di Giovanni Allevi, marchigiano "doc", che attraverso il suo pianoforte e le sue creazioni musicali ed artistiche sta mietendo successi e sta alimentando – soprattutto nei più giovani – una rinnovata passione per un genere musicale nuovo ed originale che oscilla e mixa sapientemente le sonorità europee della musica classica con nuove intuizioni che fanno di Allevi "il padre" di una nuova "musica classica contemporanea". Lo spettacolo, che si è avvalso dell’accompagnamento dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana, le cui esperienze hanno varcato i confini nazionali, è stato interamente proposto dalla Regione Marche. La data del 4 settembre coincide con la chiusura del Festival Adriatico Mediterraneo, tradizionale evento che vede confrontarsi ad Ancona culture, religioni, tradizioni, "senza etichette" e al di là di ogni frontiera.
Le declinazioni del desiderio. Da Shakespeare a Matteo Ricci, da S. Agostino ad Alda Merini. Sono alcuni degli autori dei testi che hanno fatto da "filo rosso" alla serata di musica e parole, e a partire dai quali hanno "preso il via" le melodie eseguite dal maestro Allevi. Scrive ad esempio Matteo Ricci, a proposito del desiderio di amicizia: "L’amicizia e l’inimicizia sono come la musica e il frastuono, che si distinguono a seconda che ci sia o non ci sia armonia; infatti l’essenza dell’amicizia è l’armonia. Con la concordia le cose piccole crescono, con la discordia le cose grandi crollano. La musica conduce alla concordia, mentre il frastuono conduce alla discordia. L’accordo degli amici è come la musica; il disaccordo dei nemici è come il frastuono".
Dal desiderio umano a quello divino, o meglio al desiderio divino come connaturato nell’animo umano. E’ il percorso suggerito da sant’Agostino, per il quale "chi desidera, anche se tace con la lingua, canta con il cuore. Chi invece non desidera, anche se ferisce con le sue grida le orecchie degli uomini, è muto dinanzi a Dio.- Tu sai che cosa desideri, ma egli solo sa che cosa ti giova. Il tuo continuo desiderio, è la tua continua voce. Tacerai, se smetterai di amare. Il desiderio di Dio è il ‘seno’ del cuore, il cuore del cuore umano: cioè è solo il desiderio di Dio che rende profondo il cuore, che scava il cuore, perché Dio è al fondo del cuore umano. Come ti cerco, dunque, Signore? Cercando te, Dio mio, io cerco la felicità. Ti cercherò perché l’anima mia viva. Il mio corpo vive della mia anima e la mia anima vive di te". In chiusura, i versi di Alda Merini, quasi l’approdo di un percorso: "Questa ostia trasparente come la pace/che sgorga dalle mie dita monde/che non hanno corpo né regno/queste dita errabonde/che vi hanno amato/daranno per ognuno di voi/un grano di coscienza./Il mio corpo è qui/e lo porterete alle labbra/per l’estremo bacio di Dio:/Prendete e mangiatene tutti/questa è la parte del mio cuore/che io vi dono insieme ad un saluto/che è solo un arrivederci./I miei calzari verranno sciolti/e cadranno ai piedi dei vostri piedi/che hanno combattuto/con le acque gelide del tempo./voi non avrete più né dolori né croci/ma soltanto il mio nome puro/sulla vostre labbra".
a cura di M. Michela Nicolais inviata SIR ad Ancona