XXV CEN

Passione per il prossimo

Messa con il card. Romeo e incontro su "vita e bene comune"

"La comunità ecclesiale ha il dovere, oggi più che mai, di assumere con delicatezza e discrezione quello stile eucaristico della raccolta dei pezzi avanzati nell’umanità della gente". Lo ha detto il card. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, nell’omelia della celebrazione eucaristica del pomeriggio del 5 settembre, nella cattedrale di san Ciriaco ad Ancona. Nella terza giornata del Cen, il card. Si è soffermato sulle "tante forme di fame" dell’uomo, e sullo "stile eucaristico" di Gesù, che "si appassiona tanto alla nostra fame da svelarla per quella che è veramente: bisogno di salvezza". Commentando l’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, così come viene narrato da Giovanni, il cardinale ha fatto notare che "anche nell’Eucaristia Gesù si appassiona ancora della fame dell’uomo", che non è mai soltanto una fame "materiale", ma è "fame di futuro, di salute, di felicità, di vita di pace, di giustizia, di superamento delle discriminazioni, di vittoria sulle povertà, di dignità e di rispetto della persona". Di qui la necessità di chiederci se "la fame degli altri mi appassiona, i loro bisogni mi interpellano". "L’Eucaristia – ha detto il card. Romeo – ci educa e ci sprona ad appassionarci del nostro prossimo, impegnando il poco o il molto che ci ritroviamo in mano, ma consegnando i nostri propositi e i nostri progetti in mano a Gesù".

La "fame" dell’uomo e lo "stile" di Gesù. "Lo stile di Gesù, plasticamente concretizzato nella prassi eucaristica – ha spiegato il cardinale – è che nulla vada perduto: le nostre comunità hanno la responsabilità di rintracciare, cercare e raccogliere tutte quelle componenti umane che nella società contemporanea caratterizzata da relazioni ‘liquide’, appaiono frammentate, prive di centri di unità. Componenti soprattutto affettive che non si possono superficialmente relegare nell’ambito del privato, ma a cui deve essere riconosciuta la capacità di orientare scelte, di creare e rafforzare le relazioni, di nutrire valori e costruire vita e futuro". "Questa intensa opera di raccolta di frammenti, a prima vista non rilevanti – ha precisato il porporato – potrà talvolta essere la raccolta di brandelli di umanità, segnati dalla storia di fragilità e di peccato. Ma è la speranza cristiana che ci invita a dialogare con questi ambiti, sperimentando la sfida di riorientarli cristianamente, in vista del compimento dell’uomo. L’umanità, anche la più ferita e la più problematica, ci sta davanti come una grande opportunità di annuncio". "Trovati e raccolti i frammenti – ha concluso il card. Romeo – dovremmo essere in grado di orientarli nel senso di una vita che, come l’Eucaristia, si fa dono, che assume la responsabilità di essere non superficiale emozionalismo del momento, ma motore di costruzione dell’uomo e del suo futuro".

Otto per mille, famiglia e bene comune. Grazie ai fondi dell’otto per mille, si riescono ad aiutare anche le famiglie in difficoltà, non solo economica. Se ne è parlato durante la tavola rotonda organizzata dal Servizio Cei per la promozione del sostegno economico alla Chiesa e dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia e condotta dal giornalista Rai, Raffaele Luise, a conclusione della giornata del Cen dedicata all’affettività. A portare la sua testimonianza è stata Angela Fabbri, da 20 anni responsabile della Casa di accoglienza "La Tenda" di Forlì, una struttura del Centro di aiuto alla vita (Cav) della città romagnola, dove vengono accolte e aiutate le ragazze madri in difficoltà che non vogliono abortire, ma anche i neonati abbandonati al momento del parto, prima di essere dati in adozione. Con i fondi dell’otto per mille, la villa che ospita "La Tenda" è stata ristrutturata e ora accoglie 5 mamme con i loro 8 bambini. "La vita – ha il presidente osservato il presidente del Movimento per la vita, Carlo Casini – non è solo una questione di coscienza, perché ha a che fare con il bene comune" Di qui la necessità di fare della vita "una priorità politica, in modo da poter costruire un domani più giusto. Senza figli, anche il sistema pensionistico diventa insostenibile e la società intera perde, priva dell’apporto dei giovani, la capacità innovativa e creativa". "Accanto alle povertà tradizionali, oggi è necessaria un’attenzione privilegiata nei riguardi delle nuove povertà, ad esempio di chi ha paura di accogliere una nuova vita, ha difficoltà a vivere in pienezza il rapporto con il proprio marito o la propria moglie, a educare i propri figli ad una vita ricca di significato". Così don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio Cei per la famiglia, ha motivato la collaborazione tra il Servizio per il sostegno economico alla Chiesa e la pastorale familiare. "Le buone notizie non fanno notizia", ha concluso Matteo Calabresi, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa: "L’otto per mille invece interviene in tante situazioni e contribuisce così a costruire una società più a misura d’uomo". Al termine della serata, i partecipanti al Cen hanno assistito allo spettacolo "Bene comune" di Mimmo Muolo, già rappresentato con successo di pubblico alla recente Settimana sociale di Reggio Calabria.