IRLANDA
Risposta della Santa Sede al governo irlandese sul “Cloyne Report”
La Santa Sede riconosce la gravità degli abusi sessuali contro minori ad opera del clero, avvenuti nella diocesi irlandese di Cloyne, e ribadisce la massima solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, oltre alla piena collaborazione con le autorità irlandesi nella lotta a questo gravissimo crimine. Ma, allo stesso tempo, respinge decisamente come infondate le accuse, del presente e del passato, secondo le quali le autorità vaticane avrebbero cercato di ostacolare le inchieste su tali abusi. Si articola sostanzialmente attorno a questi punti il lungo documento (una ventina di pagine) con il quale la Santa Sede ha risposto nei giorni scorsi al governo d’Irlanda, in seguito alla pubblicazione, in luglio, del “Cloyne Report”, accompagnato da forti critiche dell’esecutivo irlandese. La storia. Fu il primo ministro Enda Kenny ad accusare il Vaticano durante una riunione della Camera dei Comuni irlandese in luglio. Una denuncia senza precedenti nella storia dei rapporti tra l’Irlanda e la Santa Sede, accusata di porre l’istituzione prima dei bambini, dissuadendo i vescovi dal segnalare i casi di abuso alle autorità. Il premier aveva quindi chiesto rassicurazioni al Vaticano sul rispetto della legge da parte della Chiesa cattolica. Il 25 luglio il Vaticano ha richiamato a Roma il suo nunzio apostolico e il 2 settembre è arrivata la risposta della Santa Sede a Eamon Gilmore, vice-primo ministro d’Irlanda (Tánaiste) e ministro degli Esteri, a riguardo del “Cloyne Report”. La risposta vaticana. La risposta vaticana si apre con un’assicurazione: “La Santa Sede desidera riaffermare, anzitutto, il proprio orrore verso i crimini di abuso sessuale che sono avvenuti in quella diocesi; è profondamente addolorata e si vergogna per le terribili sofferenze che le vittime e le loro famiglie hanno dovuto sopportare nella Chiesa di Gesù Cristo, un luogo dove ciò non deve mai accadere”. Il testo vaticano affronta nel dettaglio le diverse accuse. Afferma di comprendere “i profondi sentimenti di rabbia e frustrazione manifestati pubblicamente a fronte di ciò che è emerso con il ‘Cloyne Report'” ma ribadisce che “è infondata l’accusa che la Sede Apostolica abbia tentato di ostacolare un’inchiesta in una Repubblica sovrana e democratica”. E incalza: “A tale riguardo, la Santa Sede desidera sottolineare che in nessun modo essa ha ostacolato o tentato d’interferire in alcuna delle indagini sui casi di abuso sessuale sui minori nella diocesi di Cloyne. Inoltre, in nessun momento la Santa Sede ha cercato d’interferire nel diritto irlandese o d’intralciare le autorità civili nell’esercizio delle loro funzioni”. Se dunque da una parte la Santa Sede “rigetta le accuse infondate”, dall’altra “accoglie in spirito d’umiltà tutte le osservazioni e i suggerimenti obiettivi e utili per combattere con determinazione lo spaventoso crimine dell’abuso sessuale sui minori”. E conclude: “Naturalmente, la Santa Sede sa bene che la dolorosa situazione provocata dagli episodi di abuso non può essere risolta rapidamente o facilmente e che, benché siano stati compiuti molti progressi, molto rimane ancora da fare”. Le reazioni. “Si tratta – commenta p. Federico Lombardi su Radio Vaticana – di un documento in inglese, della lunghezza di oltre venti pagine, strutturato con chiarezza, in modo da affrontare tutte le questioni sollevate e dare ad esse risposte argomentate e documentate, inserendole in una prospettiva d’ampiezza adeguata”. “L’intero sviluppo del Documento – conclude il portavoce vaticano – dimostra come la Santa Sede abbia preso in considerazione con grande serietà e rispetto le domande e le critiche ricevute e si sia impegnata a dare una risposta approfondita e serena, priva di inutili toni polemici, anche là dove dà risposte chiare alle accuse che le sono state mosse. Ci si augura quindi che esso raggiunga lo scopo fondamentale e di comune interesse che si propone: contribuire a ricostruire quel clima di fiducia e di cooperazione con le autorità irlandesi che è essenziale per un impegno efficace della Chiesa come dell’intera società per garantire efficacemente il bene primario della salvaguardia della gioventù”. Anche per l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, “la risposta del Vaticano al governo irlandese – commenta – è dettagliata e completa. È seria, sobria nei toni e rimanda alle più ampie questioni relative alla politica della Chiesa sulla protezione del bambino. La mia speranza è che possa essere compresa e accolta come tale e non essere occasione per ulteriori polemiche” che “fanno molto poco per la protezione dei bambini e il sostegno” verso chi è stato oggetto di violenza. Anche il commento dell’arcivescovo di Dublino entra nel dettaglio di alcune accuse mosse a carico della Santa Sede. E si chiede: “Dove stiamo andando adesso? Siamo in un momento cruciale – rileva – per quanto riguarda il futuro della protezione dei bambini in Irlanda”. “Questo governo – conclude l’arcivescovo – è il primo nella storia irlandese che ha dedicato un intero ministero ai problemi dell’infanzia. Questo è di buon auspicio per il futuro. Abbiamo bisogno di affrontare il futuro in un clima di collaborazione da tutte le parti. Il tempo passato a parlare di questioni di tutela dei minori deve ora tendere al futuro”.