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Crisi economica: difficoltà di lungo periodo
"Temo che le difficoltà economiche siano difficoltà di lungo periodo, con cui dovremo fare i conti non solo noi ma anche i nostri figli. Si tratta di difficoltà per le quali ci vuole forza e coraggio". Lo ha detto mercoledì 7 settembre nella basilica di S. Venanzia a Fabriano, nella messa solenne per il Congresso eucaristico, il card. Camillo Ruini, presidente del Comitato per il progetto culturale della Cei. Il suo intervento, in un contesto liturgico, ha fatto seguito alle relazioni ed interventi del mattino, sempre a Fabriano, dove il tema della crisi economica è stato al centro dell’attenzione. Visto lo stato di difficoltà economica in cui si trova da tempo anche il territorio di Fabriano, l’opinione pubblica attendeva qualche parola di conforto e qualche indicazioni da parte del card. Ruini, per molti anni alla guida della Cei. E così è stato, in una messa concelebrata da mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica, e mons. Carlo Liberati, arcivescovo-prelato di Pompei, oltre a una quarantina di sacerdoti e responsabili diocesani della pastorale sociale e del lavoro. Alla presenza di numerosi fedeli che hanno riempito tutta la basilica, il cardinale ha richiamato le difficoltà economiche del territorio, dicendo: "So che da tempo il lavoro è diventato per molti un grave problema, personale e familiare, oltre che sociale. Non voglio dirvi parole di consolazione, invece occorre che troviamo qualcosa dentro di noi, dalla nostra fede, che ci aiuti ad affrontare la realtà difficile della vita quotidiana che ci sta davanti".
Tre preghiere in tempo di crisi. Per affrontare una crisi così grave e diffusa, il card. Ruini ha proposto tre "preghiere" ai fedeli: la prima è di "non permettere, o Signore, che perdiamo la nostra fiducia in Te, perché la perderemmo anche in noi stessi e nei nostri fratelli". La seconda: "fa crescere la nostra solidarietà in senso concreto verso tutti"; la terza: "su queste basi, della fiducia e responsabilità, rendi o Signore tutti noi più capaci di affrontare le sfide del futuro". A questo punto ha preconizzato la "lunghezza" della crisi, indicando come percorso "le virtù cristiane di fede, speranza e carità, insieme a quelle di giustizia, solidarietà, umiltà, sincerità e sacrificio". Secondo il cardinale, "anche per noi, come per Cristo, dopo la croce viene la risurrezione. Questo è il destino dell’uomo se siamo fortificati dal dono dello Spirito Santo. Con questo dono e il nostro impegno riusciremo a costruire un futuro buono e positivo".
L’impegno dei dirigenti e imprenditori. Anche gli imprenditori e dirigenti sono invitati a "guardare al futuro, per costruirlo secondo un progetto preciso, regole certe e comportamenti responsabili": lo ha detto a Fabriano il presidente dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), Giancarlo Abete, che è anche presidente della Federcalcio. Secondo l’imprenditore, "la dottrina sociale cattolica rappresenta un patrimonio fondamentale che dà slancio all’impegno dei dirigenti e imprenditori cattolici, chiamati a confrontarsi con le sfide odierne dello sviluppo". L’Ucid ha ricordato è presente in Italia con 93 sezioni e 3500 soci attivi. "Lo stile di presenza cui siamo chiamati è quello della ‘relazionalità’, cioè la capacità di confrontarsi positivamente, nel contesto della globalizzazione, con tutti gli altri attori sociali. Nostro compito è quello di incidere positivamente sulla realtà testimoniando i valori di riferimento".
Gesti concreti di giustizia. "Il modello economico che il mondo sembra prospettare è molto distante dalla visione cattolica del lavoro e dell’economia": lo ha detto Sergio Marini, presidente nazionale Coldiretti, secondo il quale "la finanza decide, i governi approvano e i cittadini pagano". Ha poi deplorato "lo sfruttamento del lavoro agricolo con prezzi alla produzione molto bassi che poi si moltiplicano fino a dieci volte non remunerando adeguatamente i produttori". Paola Marchino, vice-presidente nazionale della Acli, ha esortato a "porre gesti concreti di giustizia soprattutto a servizio dei più bisognosi", richiamando l’esigenza di "cammini educativi per diffondere la pratica delle virtù civili". Antonio Di Matteo, vice-presidente nazionale Mcl, ha rivendicato l’esigenza di "difendere la domenica come giorno di festa per la famiglia e la comunità". Ha anche insistito sull’esigenza di "ripensare il ruolo dei cristiani nel lavoro, ad ogni livello, per sostenere l’occupazione, il lavoro ‘decente’ di cui ha parlato l’economista Zamagni". In vista di questi impegni ha infine auspicato "momenti di comunione e corresponsabilità da parte delle numerose realtà aggregative cattoliche nel sociale".
a cura di Luigi Crimella inviato SIR a Fabriano