XXV CEN
”Oratori in piazza”: Falconara invasa dai ragazzi
"I ragazzi si sono impadroniti della città". Lo ha ammesso ieri, 7 settembre, con un sorriso Goffredo Brandoni, sindaco di Falconara Marittima, che all’interno del programma del Congresso eucaristico nazionale, ha ospitato per l’intera giornata la festa degli "Oratori in piazza". E guardando anche al sottotitolo del Cen, che è "L’Eucaristia per la vita quotidiana", bisogna dire che l’obiettivo è stato centrato, perché gli oltre 1.700 animatori e ragazzi tra gli 8 e i 20 anni sono sciamati per le vie del centro "movimentando" con la loro presenza allegra la vita della città, almeno per un giorno. D’altronde era proprio questo lo scopo di questa manifestazione, "con la quale ha detto al SIR don Sebastiano Serafini, responsabile del coordinamento oratori della diocesi di Fermo abbiamo voluto sottolineare come gli oratori sono una realtà ecclesiale che con il linguaggio dei giovani vive la comunione dell’Eucaristia".
Il "Grande Gioco" per la città. L’evento è stato curato dall’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, e organizzato dal Forum oratori italiani (Foi) insieme al Forum oratori Marche e all’Anspi. La giornata è stata animata dagli oratori marchigiani, una quindicina, ma erano presenti anche gli oratori di Foligno, Pescara e Bellaria. Di mattina i ragazzi hanno avuto la possibilità prendere parte a laboratori di teatro, manualità, cinema, multimedialità, giocoleria, danza sportiva e giochi a squadre in tre parrocchie di Falconara; particolare successo ha riscosso il torneo di "calcio balilla umano" organizzato nella chiesa di San Giuseppe. Nel pomeriggio, nella piazza principale ha preso il via il "Grande Gioco", una specie di gigantesca caccia al tesoro che ha coinvolto almeno 300 squadre. Questo momento è stato seguito dall’arrivo della fiaccola del Cen, portata da una quarantina di atleti dell’U.S. Acli., che poi è stata accompagnata alla celebrazione eucaristica presieduta da mons. Piero Marini. La fiaccola ha percorso, nell’arco della giornata, tutto il territorio della metropolia di Ancona ed è poi giunta nella città dorica, dove è stata accolta da mons. Edoardo Menichelli.
Gioco ed evangelizzazione. Alla mattina, per i congressisti più "adulti" e per i responsabili degli oratori, c’è stato un approfondimento sul tema "Eucaristia nella vita dell’uomo: gioco e trascendenza". Il cardine della riflessione di don Marco Mori, presidente del Foi, è stato quello che "occorre uscire da un’ambiguità pastorale, che considera il gioco come una premessa" e "chiederci se è possibile che il gioco diventi via di evangelizzazione". Il sacerdote ha individuato alcune "vicinanze" tra gioco e Vangelo a partire dalla "logica per tutti", spiegando che "il gioco è forse rimasta una delle poche attività che accomuna la gente, che fa sentire le persone realmente insieme, che permette di dimenticare differenze e distanze: anche il vangelo è grammatica che esprime una vita piena e bella offerta a tutti". Altre "vicinanze" individuate sono che "entrambi insistono su un’area della persona che fa riferimento a valori come la gratuità, la libertà, la totalità, la corporeità"; gioco e vangelo hanno anche la stessa "logica del simbolico", ovvero "il gioco non finisce mai e tutte le volte, anche se fatto con le stesse regole, produce qualcosa di diverso: il vangelo lo si gusta ricominciando sempre da capo ad accoglierlo". Ultima assonanza è quella della "logica dell’incarnazione: il gioco permette una reale centralità dei piccoli, perché è fatto a loro misura e obbliga i grandi a mettersi in ascolto".
Non educare "solo" con le riunioni. Il sacerdote ha poi indicato concretamente cosa il gioco offre all’annuncio del Vangelo: "la possibilità di educare non solo con le riunioni o con la testa", perché "riesce a far emergere il discorso sulla vita a partire dalla vita", la possibilità di "toccare anche gli aspetti più concreti della vita e dell’educazione" come "rivalità, la competizione, la gestione delle emozioni". Il gioco e la presenza degli oratori sono poi significativi per la città, perché, "ci aiutano a non dimenticare gli spazi e i tempi dei più piccoli" e poi offrono la "concretezza della realtà come primato e grammatica fondamentale per interpretare e muoversi nella virtualità", insomma il gioco offre ai ragazzi "la mappa della realtà".
a cura di Simona Mengascini – inviata SIR a Falconara