COMMISSIONE UE

Due scelte per l’energia

Coordinamento interno e politica estera

“Migliorare il coordinamento interno” e realizzare una vera “politica estera dell’energia”: è quanto propone la Commissione Ue, che il 7 settembre ha pubblicato una “comunicazione” sulla “sicurezza dell’approvvigionamento energetico e sulla cooperazione internazionale”, “stabilendo per la prima volta una strategia globale per le relazioni esterne dell’Ue” in tale settore. Uniti dentro e fuori l’Ue. Al centro dell’approccio presentato dall’Esecutivo – ha spiegato il commissario Günther Oettinger – “vi è un migliore coordinamento fra gli Stati membri per identificare e attuare priorità chiare in tema di politica energetica estera”. Lo stesso commissario tedesco ha quindi insistito sul fatto che i Ventisette sappiano “esprimersi a una sola voce” sui mercati mondiali per quanto attiene le relazioni riguardanti petrolio, gas, nucleare o fonti rinnovabili. “In un panorama dei mercati mondiali in costante cambiamento com’è quello odierno, per conseguire gli obiettivi comuni di sicurezza energetica sono necessari un opportuno coordinamento interno nonché una posizione forte e decisa al di fuori dell’Unione”, specifica il documento di lavoro della Commissione, sul quale sono ora chiamati ad esprimersi il Consiglio Ue e l’Euroassemblea. Per Oettinger, “la nostra politica energetica ha compiuto veri progressi negli ultimi anni. L’Ue deve ora estendere i successi del proprio ampio mercato interno dell’energia oltre le sue frontiere per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento all’Europa e per stimolare partenariati internazionali in tale ambito”. La Commissione ha indicato fra l’altro la necessità di istituire un “meccanismo per lo scambio di informazioni relative agli accordi intergovernativi nel settore energetico fra Stati membri e paesi terzi”. Tale meccanismo dovrebbe integrare “la procedura di notifica già applicabile agli accordi in ambito gasiero a tutte le forme di energia, costituendo una modalità per scambiare informazioni a livello comunitario prima e dopo i negoziati con i paesi terzi”.43 azioni concrete. Si può comprendere appieno la rilevanza dell’argomento se si tiene conto che, come si legge nel documento della Commissione, “la quota di energia importata nell’Ue – attualmente l’80% del petrolio e oltre il 60% del gas – continua a crescere”. L’Unione ha vissuto negli ultimi anni alcune crisi legate alla carenza di forniture, ha subito aumenti dei prezzi e ha direttamente sperimentato i problemi nelle relazioni energetiche (infrastrutture, costi, scorte) fra Russia, Ucraina, Bielorussia, altri paesi dell’est europeo, del vicino Oriente, del nord Africa. Il tema è tornato di attualità con le trasformazioni politiche in atto in Libia. Non a caso di energia si sono più volte occupate le istituzioni dell’Unione, definendo alcuni obiettivi congiunti, legati al risparmio energetico, alla valorizzazione delle fonti alternative (sole, acqua, vento…), alla realizzazione di reti per il trasporto del gas e di prodotti derivati dal petrolio. Non ultimo, va ricordato, dopo il disastro di Fukushima, il dibattito e le prese di posizione di alcuni paesi in merito al nucleare. La comunicazione della Commissione è peraltro accompagnata da 43 “azioni concrete” che andrebbero intraprese per rafforzare la posizione Ue: ad esempio negoziati comuni con i paesi terzi fornitori; interventi congiunti per la realizzazione di infrastrutture dell’energia; accordi produttivi e commerciali per le energie pulite. L’Ue dovrebbe poi promuovere “norme giuridicamente vincolanti a livello internazionale in materia di sicurezza nucleare, anche in sede di Agenzia internazionale per l’energia atomica”.Interventi coordinati. Reagendo al documento presentato dall’Esecutivo, Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, ha espresso parere favorevole verso la strategia indicata (se ne parlerà il 14 settembre durante la plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo). Il politico polacco ha definito la proposta “tempestiva” e “buona”, perseguendo la strada di una Comunità europea dell’energia di cui Buzek parla da tempo. “La cooperazione energetica servirà a noi a alle generazioni a venire”, insiste il presidente. “Ho sempre sostenuto che l’Unione europea deve presentare una sola interfaccia nelle sue relazioni con i partner esterni”, siano essi paesi produttori di energia oppure paesi di transito degli approvvigionamenti. Inoltre l’Ue deve muoversi con azioni coordinate per l’acquisto di energia e operare “con spirito di solidarietà” costituendo comuni riserve strategiche. Buzek apprezza “l’idea di istituire un meccanismo di trasparenza e di scambio di informazioni sugli accordi energetici bilaterali” degli Stati membri con i paesi terzi. Allo stesso tempo auspica accordi Ue con i partner internazionali per la realizzazione di “grandi progetti infrastrutturali”, come oleodotti o gasdotti. Infine un richiamo è dedicato dal presidente a rafforzare il ricorso alle energie rinnovabili e un altro ancora riguarda la disponibilità di energia sostenibile per i paesi in via di sviluppo.