VENETO

Non per tutte

Escluse le famiglie immigrate dal sostegno economico

Sono in scadenza nel Veneto alcune opportunità per il sostegno economico delle famiglie con numerosi figli. Si tratta di tradizionali misure della Regione Veneto per l’accesso scolastico e per i libri di testo, ma anche di un nuovo “Bonus famiglia”. Per accedere agli aiuti economici è necessario inoltrare richiesta alla base della quale vi è, come documentazione, il calcolo reddituale Isee.Bonus famiglia. La novità è il cosiddetto “Bonus famiglia”, approvato con il decreto di Giunta n. 1630 del 3 agosto 2011. Si tratta di un supporto economico una tantum per famiglie con a carico almeno quattro figli o un parto trigemellare; requisiti sono anche la cittadinanza italiana con residenza nel Veneto da almeno 5 anni e un indicatore Isee 2010 non superiore a 30 mila euro. La domanda va presentata al Comune di residenza entro una data che varia per ogni amministrazione comunale, ma entro i primi di ottobre. Ai fini del conteggio i figli possono essere anche affidati, adottivi e maggiorenni, ma contano solo quelli che ai fini Isee risultano a carico. Il contributo previsto va da 600 euro per le famiglie con 4 figli a 1.200 euro per quelle dai 9 in su, per un ammontare totale previsto di un milione di euro.Per la scuola. Per quanto riguarda il “Bonus scuola” (dgr 1120 del 26 luglio 2011), esso riguarda le rette delle scuole paritarie e può essere richiesto da famiglie con Isee massimo di 30 mila euro (40 mila se lo studente è disabile) riferito ai redditi 2009. In questo caso non è necessaria la cittadinanza italiana, basta il domicilio fiscale in Italia con titolo di soggiorno valido. I contributi variano tra i 210 e i 1.300 euro in base al tipo di scuola e alla fascia Isee. La domanda va inoltrata tra il 30 settembre e le ore 12 del 10 novembre 2011 tramite apposito modello da compilare solo on line (www.regione.veneto.it/istruzione/buonoscuolaweb). Il “Contributo regionale buono-libri” è un rimborso in una percentuale da definire, in base alle risorse/richieste, sull’acquisto di libri di testo (dgr 1121 del 26 luglio 2011) “indicati dalle istituzioni scolastiche”, esclusi dizionari. L’Isee riferito ai redditi 2010 deve essere al massimo di 10.632,94 euro e la domanda va compilata via web dal 10 settembre alle ore 12 del 5 ottobre 2011 (www.regione.veneto.it/istruzione/buonolibriweb). La spesa deve essere documentata e la domanda può essere presentata dalle famiglie o dallo stesso studente, se maggiorenne, con residenza nella Regione.Segnale positivo. “Le misure adottate dalla Regione Veneto sono un segnale positivo per le famiglie in un momento particolare in cui tutto sembra remare loro contro. E siamo contenti che tra le poche Regioni che hanno messo in atto un bonus per le famiglie numerose vi sia il Veneto”, dice Nicola Berti, quattro figli, coordinatore assieme alla moglie Susanna della sezione padovana dell’Anfn (Associazione nazionale famiglie numerose). “Ci lascia qualche dubbio invece – continua Berti – la clausola per cui il contributo viene dato solo a chi abbia il requisito della cittadinanza italiana: ne consegue l’esclusione di gran parte delle famiglie immigrate straniere, che spesso sono famiglie numerose”. Anche rispetto ai buoni libro c’è qualche perplessità: “Quest’anno sono privilegiati redditi più bassi e questo taglia fuori molte famiglie”. Ma quali provvedimenti si aspettano le famiglie numerose dalla Regione? “L’attenzione ai ticket sanitari, ad esempio, perché non tengono conto della numerosità della famiglia e per chi ha molti figli questo costituisce un problema. Oppure il costo degli asili nido. Ma anche solo il fatto che per avere qualcosa una famiglia debba sempre fare domanda è un aggravio inutile: sarebbe importante che gli aiuti fossero legati al quoziente familiare, senza necessità di tutta questa burocrazia”.Si può fare di più. “Il bonus per le famiglie numerose della Regione Veneto è un’ottima cosa, che però difficilmente potrà ripresentarsi in futuro. E avevamo spinto perché il limite per accedervi fosse fissato a tre figli, e non quattro, limitando così di molto le famiglie che vi possono accedere”. A rivelarlo è Roberto Bolzonaro, vicepresidente dell’Associazione famiglie italiane e del Forum nazionale delle famiglie. “Dobbiamo comunque riconoscere – continua – che almeno si fa qualcosa, perché anche nel Veneto si soffre di un vistoso immobilismo sul fronte delle politiche per la famiglia”. Cosa fare per venire incontro realmente alle reali esigenze? “In primo luogo – risponde – cambiare il criterio adottato per accedere ai benefici. L’Isee è un modo di calcolare errato, con scale di equivalenza non coerenti. Sarebbero necessari almeno dei correttivi, che qualche Regione ha iniziato a introdurre”. E Bolzonaro aggiunge: “Vorremmo poi che le addizionali Irpef regionali applicassero il ‘fattore famiglia’: la nostra proposta è quella di una no-tax area in proporzione al carico familiare. Quanto agli asili nido finanziati da fondi regionali, sarebbe opportuno che applicassero tariffe eque e armonizzate. Chiediamo inoltre da tempo che per le erogazioni di acqua e di energia siano introdotte tariffe modulate sulle dimensioni familiari, e non solo sui consumi. Questi interventi a basso costo, più che i bonus, sarebbero un reale venire incontro alle famiglie italiane”.a cura di Emanuele Cenghiaro(09 settembre 2011)