GIOVANI

Oltre il buio

Lettera al Papa dall’Agorà del Mediterraneo

"Beatissimo Padre, noi Giovani del Mediterraneo ci siamo incontrati in questi giorni al Centro Giovanni Paolo II di Loreto con l’intento di creare relazioni significative e durature tra noi giovani di Africa, Europa e Asia che viviamo le sfide e le speranze del Mediterraneo. Non è un evento a se stante ma un progetto che vuole educare i giovani a vivere tutto l’anno, nei loro paesi d’origine, lo stile dell’accoglienza e della convivialità". Si apre così la lettera che i giovani partecipanti alla X edizione dell’Agorà del Mediterraneo in corso a Loreto, hanno inviato a Benedetto XVI. Un’edizione legata al XXV Congresso Eucaristico Nazionale in corso ad Ancona e al ricordo dell’incontro di preghiera di Assisi per la pace tra le religioni, promosso da Giovanni Paolo II, di cui ricorre il venticinquesimo anniversario.

Riscoprire le proprie radici. "La nostra prospettiva – scrivono i giovani – è quella di radicarci in Cristo per aprirci al dialogo con altre confessioni cristiane e con le altre religioni, per favorire la circolazione delle esperienze nelle nostre comunità giovanili e crescere alla luce delle diversità culturali, sociali e politiche. La speranza è di poter creare un mutuo sostegno fra tutte le Chiese che si affacciano sul Mediterraneo". A Loreto sono riuniti ottanta giovani da 25 Paesi, non solo del Mediterraneo ma anche dell’Asia. Quest’anno sono, infatti, presenti le Filippine e il Pakistan, grazie alla precedente edizione dell’Agorà che ha aperto una finestra verso il continente asiatico. "I nostri incontri – continuano i giovani – ci spingono a riflettere inoltre sull’importanza delle comuni radici cristiane che sono di vitale importanza per l’assetto dell’Unione Europea e del suo ruolo nel Mediterraneo. Se è vero che una pianta deve lasciarsi spogliare delle sue foglie secche dal vento dell’autunno è altrettanto vero che la sua vita dipende dalle radici da cui attinge continuamente la linfa vitale".

In attesa della buona notizia. La lettera accompagna un dono: una maiolica realizzata da alcuni giovani marchigiani. "E’ un opera in maiolica – scrivono i giovani – costituita da elementi di forma circolare, simbolo di perfezione e uguaglianza. Rappresenta una grande pisside contenente ostie raffiguranti le sagome stilizzate, degli uomini dei cinque continenti con i colori tipici di ognuno ed alcune di esse, più grandi e con più figure, rappresentano le famiglie cristiane. Sono presenti inoltre frammenti di ostie con tracce del salvifico sangue di Cristo sparso sulla croce per noi". Tra esse – spiegano i giovani dell’Agorà – "si scorgono il nero della base, che rappresenta quelle aree geografiche in cui la luce della buona notizia non è ancora giunta. Noi siamo fiduciosi che questo buio possa essere rischiarato dalla Sua luce, e che tutto il mondo possa un giorno godere dell’unione in Cristo che noi stiamo già pregustando in questi giorni". La lettera è consultabile sul sito dell’Agorà del Mediterraneo www.medagora.org

A cura di Michele Luppi – inviato SIR ad Ancona