CHIESE IN BREVE
Rep.Ceca: preghiera per vittime disastro aereoI vescovi della Repubblica Ceca e della Moravia hanno espresso sincere condoglianze alle famiglie e agli amici delle 43 vittime del disastro aereo avvenuto vicino a Mosca, in Russia, ed invitano tutti i fedeli del paese a pregare per loro. La tragedia, cui sono sopravvissute soltanto due persone, si è verificata nel pomeriggio di mercoledì 7 settembre. A bordo dell’aereo precipitato c’erano giocatori e allenatori della squadra di hockey Lokomotiv Yaroslavl Hockey Club, tra cui tre giocatori cechi e membri della squadra nazionale ceca di hockey – Jan Marek, Josef Vasicek e Karel Rachunek; a leggenda slovacca dell’hockey Pavol Demitra, e giocatori russi, svedesi, ucraini, bielorussi e tedeschi. Germania: i vescovi su 11 settembre e terrorismoAlla vigilia del decimo anniversario dell’11 settembre, i vescovi tedeschi hanno stilato un bilancio della politica antiterrorismo nel documento “Terrorismo come sfida etica. Dignità umana e diritti umani”, presentato nei giorni scorsi dall’arcivescovo di Bamberga mons. Ludwig Schick, presidente della Commissione per la Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). “Non può esserci una difesa legittima dalla minaccia terroristica senza preservare la dignità e i diritti umani”, ha affermato mons. Schick. Nel documento si sottolinea inoltre la preminenza del principio della prevenzione della violenza rispetto al ricorso alla violenza: “per quanto incontestabile che in talune situazioni siano inevitabili misure militari per impedire il peggio, l’obiettivo primario resta impedire e interrompere la spirale di violenza con la prevenzione”. Secondo i vescovi, il terrorismo può essere combattuto efficacemente solo superando i rapporti violenti e migliorando le condizioni di vita inaccettabili esistenti in vaste aree della terra. “Se la lotta al terrorismo comporta uno svuotamento del diritto internazionale”, ha avvertito Schick, il mondo sarà ancora meno sicuro di prima”.Austria: campagna per “riscoprire la preghiera””Pregare, come si fa?”: è il titolo della campagna avviata nella diocesi di St. Pölten per far riscoprire la preghiera. L’iniziativa, riferita dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress il 7 settembre, è promossa dal vescovo mons. Klaus Küng, autore della prefazione all’opuscolo che verrà distribuito ai fedeli. Un comunicato diffuso dalla diocesi spiega che l’azione tende a condurre i partecipanti ad una sorta di “esercizi nel quotidiano” per insegnare loro a pregare “là dove si è: nella vita di tutti i giorni, in autobus, nel tempo libero”. “L’opuscolo contiene un’introduzione generale alla preghiera”, ha spiegato il diacono Markus Riccabona, direttore dell’Ufficio per la comunicazione diocesano. “Il lettore verrà quindi introdotto nei segreti della preghiera e di un rapporto riuscito con Dio tramite i misteri del Rosario e la vita di Maria. Sarà una vera e propria introduzione alle basi”. La diocesi di St. Pölten ha programmato una serie di eventi di preghiera, a partire dalla Festa del Rosario il 7 ottobre, nelle parrocchie. “Numerosissimi gruppi di preghiera, costituiti da famiglie, madri e giovani, così come l’Adorazione eucaristica e la preghiera tradizionale del Rosario sorreggono, sostengono la vita nelle comunità. Laddove non esistono iniziative di preghiera, questa azione autunnale sarà uno stimolo”, ha concluso Riccabona. Portogallo: ombre e luci nella ChiesaIl vicepresidente della Conferenza episcopale, mons. Manuel Clemente, ritiene che nella Chiesa portoghese si possano individuare almeno 19 punti critici: “a cominciare dal divorzio tra la fede e la vita, dalla perdita di entusiasmo nell’evangelizzazione, e dal fallimento dei modelli di iniziazione cristiana”. Il documento (consultabile su www.diocese-porto.pt) è stato presentato dal vescovo di Porto il 31 agosto a Fatima in occasione della XXXIV Settimana biblica nazionale. “La mancata concretizzazione di una Chiesa dove tutti abbiano una missione insostituibile da svolgere, la mancanza di allegria, entusiasmo e speranza nell’impegno, le celebrazioni lontane dalla vita reale” costituiscono altri caratteri di un vero e proprio elenco di “ombre” che include inoltre “la mancanza di modelli concreti e testimoni pubblici della fede cristiana” e la difficoltà di trovare spazio “in alcuni mezzi di comunicazione sociale frequentati dai giovani”. Per altro verso, “l’autenticità di molti cristiani impegnati a vivere il Vangelo nel mondo e nella Chiesa, la riscoperta della Parola di Dio, la valorizzazione di momenti di vero incontro con Cristo nella preghiera e nei Sacramenti”, sono le principali “luci di speranza” intraviste da mons. Clemente, alimentate “dalla maggiore attenzione ai segni dei tempi e al dialogo con il mondo, dalla ricerca di ponti comunicativi con la cultura contemporanea, dallo sforzo di adattamento ai nuovi linguaggi e tecnologie”. Nel testo alcuni suggerimenti “per un impegno creativo, ardente e fruttuoso nella nuova evangelizzazione”, e l’invito ad “un fondamentale ritorno a Cristo”, elemento “che ci definisce e fa di noi un progetto di vita”.