11 SETTEMBRE
Le dichiarazioni di Van Rompuy, Barroso e Buzek
"Promuovere il ruolo della legge, dei diritti umani e della governance democratica, aprire un dialogo interculturale, fornire opportunità economiche e di istruzione: questa è la migliore garanzia per rafforzare la sicurezza dei nostri cittadini e dei nostri partner internazionali". Herman Van Rompuy e José Manuel Barroso, rispettivamente presidente del Consiglio e della Commissione Ue, riflettono, in occasione dell’11 settembre, sugli insegnamenti da trarre dagli attentati alle Torri gemelli. Un tragico evento, sostengono i due leader comunitari, che ha segnato nel profondo il corso della storia degli Stati Uniti, influendo inoltre sugli eventi successivi nei quattro angoli del pianeta, sulla percezione di sicurezza delle persone e dei popoli, sulle relazioni politiche ed economiche internazionali. Da qui la necessità di una risposta corale, che comprenda la creazione di misure di sicurezza di livello mondiale, accompagnata però dall’impegno a far crescere democrazia, sviluppo e giustizia quale migliori antidoti per isolare le frange terroristiche ed evitare che queste possano far presa sulla gente comune.
"È trascorso un decennio dallo shock degli odiosi attacchi dell’11 settembre 2001 a New York e a Washington Dc, in seguito ai quali persero la vita oltre 3mila persone originarie di tutto il mondo", affermano Van Rompuy e Barroso. "Oggi l’Europa onora le vittime ed esprime la propria solidarietà con coloro che hanno perso i propri cari a causa di questi e di tutti gli altri attacchi terroristici". Allora "il mondo reagì rapidamente e in maniera duratura al flagello del terrorismo, ma le deliranti ideologie che hanno ispirato questi attacchi rappresentano ancora una minaccia". L’Europa si sente dunque impegnata, assieme agli Usa e a tutte le nazioni libere, a contrastare le reti terroristiche e il loro retroterra ideologico ed economico. "Il consenso raggiunto in seno all’Assemblea generale Onu su una strategia antiterroristica globale dimostra che il mondo è unito, senza distinzioni religiose o di qualsiasi altro tipo".
Allo stesso tempo l’Europa rimane in stato di allerta: dal 2001 si è imposto anche nell’Ue un percorso volto a creare una strategia per la sicurezza dei cittadini. E proprio in questi giorni Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni, ha inaugurato la "rete di sensibilizzazione per contrastare l’estremismo violento", allo scopo di "sostenere l’impegno degli Stati membri contro la radicalizzazione violenta e il reclutamento a fini terroristici". Non si può infatti dimenticare che il vecchio continente ha dovuto fare i conti, nell’ultimo decennio, con gravissimi episodi come gli attentati di Madrid e di Londra, fino alla strage sull’isola di Utoya in Norvegia. Da qui l’impegno transnazionale per migliorare la cooperazione tra le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine "nella protezione dei sistemi di trasporto e delle infrastrutture critiche e nella tutela dei propri cittadini".
Inoltre, aggiungono i due presidenti, "stiamo lavorando insieme agli Stati Uniti e ai nostri partner per invertire le condizioni che possono favorire la diffusione del terrorismo e delle malintese idee che lo ispirano. Dobbiamo continuare a contrastare la radicalizzazione e il reclutamento di nuovi terroristi. Se rimarremo fedeli ai nostri valori fondamentali questa sfida potrà solo essere vinta, sia in Europa che sul palcoscenico mondiale".
Quindi un ulteriore riferimento alla stretta attualità: "A distanza di dieci anni dagli attentati negli Usa le piazze di Tunisi, del Cairo, di Bengasi e di tutto il mondo arabo hanno lanciato un potente segnale in favore della libertà e della democrazia. È questa la risposta più efficace allo stolto odio e al cieco fanatismo dei crimini dell’11 settembre".
Dal canto suo il presidente dell’Europarlamento, Jerzy Buzek, ritiene che l’era apertasi con il crollo delle Torri gemelle si sia conclusa il 2 maggio scorso con l’uccisione di Osama Bin Laden, ispiratore e "mente malvagia" dell’11 settembre. "Abbiamo imparato le debolezze del nostro nemico comune sostiene Buzek -, la sua mentalità, le sue tecniche e il suo credo omicida. E abbiamo al contempo rafforzato le nostre convinzioni nel rispetto delle libertà fondamentali, della dignità umana, per il pluralismo religioso e la giustizia". Nessun terrorista o qualsiasi altra organizzazione criminale sarà in grado, per Buzek, "di indebolire la nostra fede nei valori che hanno costruito la nostra Europa unita".