SCUOLA

Forza ragazzi!

C’è un futuro da costruire insieme

Foto Siciliani-Gennari/SIR

Comincia il nuovo anno scolastico in uno scenario complessivo della società italiana molto preoccupante.
Siamo ormai da tempo nel mezzo di una profonda crisi economica e occupazionale, aggravata da un clima di sfiducia generalizzato soprattutto nei confronti della classe politica, cioè di quelle persone che sarebbero le prime a dover fare qualcosa per costruire in positivo "la città", immaginare il futuro e determinare le condizioni per la sua realizzazione.
Il "rito" della scuola che comincia porta con sé una serie di suggestioni, anche contrapposte. Da una parte vi è il richiamo tranquillizzante alla realtà che va avanti – nonostante la crisi, nonostante le sfiducie, ecco che si ricomincia, si può ricominciare… – e, nello stesso tempo, è possibile avvertire quasi un senso di stanchezza e di rassegnazione, che rasenta l’indifferenza: tornano a suonare le campanelle, come sempre, ma come un atto dovuto, per di più con minor fiducia in una scuola sempre al centro di contestazioni, di tagli, di polemiche… Si va avanti per forza d’inerzia.
A fare da cornice a queste suggestioni contrapposte sono i volti e le speranze di chi nella scuola è direttamente coinvolto, a cominciare dai ragazzi più piccoli, fino ai più grandi e agli adulti, genitori e insegnanti. In tante case, il "rito" non è abitudine. Piuttosto diventa occasione di sussulto, emozione, tremore, entusiasmo. Questo si legge negli occhi di chi si avvia per la prima volta verso un banco di scuola, di chi accompagna per mano i figli piccoli o saluta quelli più grandi celando apprensioni e speranze cui, in verità, non si fa mai l’abitudine. Lo si legge anche in tanti occhi e atteggiamenti "sgamati" di adolescenti che si rituffano nel branco e nei gesti quotidiani, alla ricerca di relazioni che li facciano sentire vivi: amici che li riconoscano, adulti con cui confrontarsi, anche drammaticamente, a volte.
Lo si legge – e non è cosa di poco conto – anche negli occhi di tantissimi insegnanti, nuovi e di lungo corso, cui non manca la consapevolezza di dedicarsi a un compito non solo difficile, ma anche tanto sottovalutato.
C’è, dunque, molto di più dell’abitudine in questo inizio di anno scolastico. E questo dice qualcosa di più generale anche all’Italia di oggi, così affaticata. Rilancia passione ed entusiasmo. Ottimismo. C’è un futuro da costruire per i ragazzi e i giovani, ci sono ambienti ed energie positive da mettere in moto. Le difficoltà – e il mondo della scuola ne conosce tante – non fermano il bisogno e la voglia di nuovi inizi. Anche tra contestazioni e proteste. Nuovi inizi e consapevolezze che possono dare una scossa anche a tutta la società.