RELIGIONI E CULTURE

Il futuro è nell’Europa

Monaco di Baviera: "Bound to live together"

È stato il giorno dell’Europa, della cancelliera tedesca Angela Merkel e del ministro degli esteri italiano Franco Frattini. Perché è stato il giorno in cui i leader delle Chiese cristiane e delle religioni mondiali hanno chiamato in causa i responsabili politici nella convinzione che senza la politica non è possibile costruire i presupposti della pace e della convivenza pacifica tra i popoli. È il secondo giorno dell’incontro mondiale delle religioni per la pace promosso a Monaco dalla Comunità di sant’Egidio e dall’arcidiocesi tedesca. Il tema scelto quest’anno è "Bound to live together. Religioni e culture in dialogo", "Destinati a vivere insieme". Giorno di tavole rotonde e forum sulla libertà religiosa, i cristiani perseguitati, Medio Oriente e primavera araba. Ma i panel si sono fermati alle 14 per una assemblea plenaria straordinaria dove ha preso la parola la cancelliera della Repubblica Federale di Germania Angela Merkel.

Un nuovo umanesimo in politica. A fare gli onori di casa è stato il card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, che ha accolto la cancelliera Merkel. "Il dialogo tra le differenze – ha detto l’arcivescovo – noi non lo viviamo come un compito ma come una chiamata. La chiamata a vedere la differenza non come un ostacolo ma come una ricchezza". L’arcivescovo ha prospettato alla cancelliera l’obiettivo della inclusione, la meta della "convivenza possibile". "E noi – ha aggiunto – come cristiani e come gente di diverse religioni possiamo contribuire per una nuova idea che non sia orientata solo alla economia o alla finanza. Possiamo dare vita, come hanno più volte chiesto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ad un nuovo umanesimo. Possa così un nuovo umanesimo essere vissuto nell’economia e nella politica. Questi sono gli obiettivi a lungo termine su cui vogliamo discutere".

La civiltà del vivere insieme ha bisogno dell’Europa. A lanciare a nome di tutti un appello alla politica per la costruzione di una società più umana, è stato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio. "La civiltà del vivere insieme ha bisogno d’Europa. Il mondo ha bisogno di un’Europa forte e unita. L’affievolimento dell’Europa è una tragedia che avviene piano, piano, nell’abitudine a vivere senza ideali". La sua scomparsa "si consuma giorno dopo giorno, nella fine dei sogni della gente, quando manca una visione o è assente una speranza più larga del desiderio di sopravvivere". "Noi europei – ha incalzato Riccardi – non siamo separati in casa, solo uniti dal passato". Ma oggi "c’è bisogno di radicare nelle menti e nei cuori l’ethos di una casa comune europea. Gli europei sono destinati a vivere insieme e a scegliere insieme. Bisogna però fare i conti con i sentimenti dei popoli spaventati dai grandi orizzonti, timorosi dell’invasione di altri e di un futuro sconosciuto. Politici senza scrupolo utilizzano le paure. Si pensa a piccole patrie". "Il futuro della nostra civiltà – ha concluso Riccardi – ha bisogno dell’Europa. Altrimenti si resta prigionieri della cronaca nei dibattiti dei nostri paesi, gridati e dimenticati con rapidità".

  L’Europa deve dare un messaggio di speranza."Non dobbiamo dimenticare – ha detto Angela Merkel – i valori comuni europei, quelli che ci hanno permesso di avere una nostra Costituzione, all’interno della quale sarebbe stato molto importante avere il ricordo delle radici cristiane dell’Europa". "La casa europea – ha aggiunto – non è nata in poco tempo, ha visto guerre e divisioni ma oggi è solida grazie anche alle Chiese che hanno dato un contributo fondante al loro superamento". Ed è questo messaggio di speranza che oggi l’Europa è chiamata a dare anche ad altri paesi: "ci sono sviluppi importanti per la democrazia in diversi Paesi arabi e noi europei li sosteniamo affinché le speranze non diventino illusioni specie per i giovani". Non è mancato un cenno anche alla crisi israelo-palestinese, per la quale la Merkel ha invocato "una soluzione di due Stati" che "necessita da parte israeliana e palestinese compromessi dolorosi. Ma noi – ha detto la cancelliera – saremo al loro fianco". Ma oggi le sfide per l’Europa si chiamano anche "debito, sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici, che ci chiedono di vivere in prospettiva con una visione larga e pensare alle generazioni future. Vincere la fame e la sete, prendersi cura del pianeta e non sfruttarlo, dare istruzione fornire le basi per un futuro migliore". "Siamo alleati con le religioni nella battaglia per i diritti e la libertà – ha concluso – vincere le ingiustizie è un’arma grandiosa contro il terrorismo. La guerra è madre della povertà, la pace dello sviluppo".

Coltivare il pluralismo. Dello stesso avviso il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini per il quale "non ci sono alternative alla convivenza". Il ministro ha anche ribadito la necessità di "coltivare il pluralismo, soprattutto in Europa che ha una chiara identità cristiana, pena un indebolimento della società, ma serve anche garantire i diritti. Tra questi quello più intimo è il diritto alla libertà di religione che ha una proiezione sociale molto forte". "Dialogo, diritti, dignità, tutto questo, ha aggiunto Frattini, "vorremmo vederlo sviluppato di più da questa nostra Europa che non può essere solo quella della governance economica, pure necessaria, che non può essere soltanto il governo dell’energia, ma dovrebbe essere un’Europa attiva nel mondo nel difendere i valori della persona umana che i padri europei misero nella Carta fondativa dell’allora comunità europea, oggi Ue".

a cura di Maria Chiara Biagioni e Daniele Rocchi – Inviati SIR a Monaco di Baviera