GIOVANI E POLITICA
"L’Albero dai frutti buoni": un progetto dal territorio
Una risposta alle sollecitazioni di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI a testimoniare quella “carità politica che ha come obiettivo la costruzione del bene comune": "L’Albero dai frutti buoni” è anche questo. È un modo per fare rete, per conoscersi, per lavorare “insieme” nell’era della grande rete, dei social network, di Facebook, di Twitter, in attesa che anche la politica italiana possa fare il grande salto verso una “Politica 2.0”. Infatti, come per Internet si è passati da un web 1.0 nel quale gli utenti della Rete fruivano semplicemente dei suoi contenuti ad un web 2.0 nel quale sono gli stessi utenti della Rete che creano i contenuti così anche nella politica italiana si stanno forse iniziando a muovere i primi passi verso una partecipazione dei cittadini che sappia essere alternativa, o quantomeno diversa, rispetto a quelle tradizionali. Una volontà di partecipazione pre-politica e politica che “spinge dal basso” e che vuole far sentire la propria voce perché è “davvero arrivato il tempo di mostrare a tutti che ci sono alberi che producono frutti molto buoni”.
La passione per il bene comune. Segno e testimonianza di tutto questo é una quindicina di giovani che, il 10 settembre, si sono ritrovati a Milano. Ragazzi provenienti da varie città d’Italia Como, Genova, Napoli, Reggio Emilia che non si conoscevano e che si sono incontrati sul web grazie alla comune passione per la politica e per il bene comune. È stato un incontro informale: nessuna agenda, nessun ordine del giorno. Semplicemente, una tavola rotonda in cui ciascuno ha espresso il proprio punto di vista, e nel quale si è messo in ascolto delle testimonianze degli altri partecipanti. Per il Gruppo di giovani di Como si è trattato di “una prima occasione per dire che non è più tempo di difendersi dietro un ‘noi’, dietro un partito, a un lamento e che non ci basta neppure più passare i nostri giorni a criticare ‘loro’, ossia quella classe politica che ha fatto, sotto gli occhi di tutti, il suo tempo". Oggi occorre "dire ‘io’ perché ‘io’ vuol dire responsabilità e libertà”. In queste parole "anche la volontà di concretizzare l’appello del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, per una nuova generazione di cattolici in politica. “Questo primo incontro ha affermato Paolo Pedemonte, di Genova vuole rappresentare l’inizio della creazione di una rete di confronto, suggerimenti e aiuto concreto tra queste realtà nascenti in varie città italiane, nell’attesa e nella speranza di compiere davvero un cammino insieme”. Per il momento, ha aggiunto, “l’Albero dai frutti buoni” è “un gruppo su Facebook e un indirizzo di posta elettronica alberodaifruttibuoni@gmail.com nati per tenersi aggiornati l’uno dei passi avanti dell’altro, vivendo insieme il percorso, difficile e tortuoso ma bellissimo, in costante condivisione e per mettersi in contatto con giovani di altre città”. Un dettagliato resoconto dell’incontro e alcune testimonianze dei presenti sono reperibili sul sito versoelezionigenova2012.com, la pagina web del movimento politico genovese ideato alcuni mesi fa da Simonetta Saveri, già incaricata per la pastorale giovanile della Regione ecclesiastica ligure, la quale ha deciso di prendere parte alle elezioni amministrative che si svolgeranno il prossimo anno nel capoluogo ligure.
La chiamata all’impegno sociale e politico. “Da anni Benedetto XVI e la Cei lanciano appelli ad un rinnovato impegno socio-politico dei laici cattolici. Una sollecitazione importante a cui abbiamo sentito l’esigenza di rispondere con coraggio e serietà”, ha affermato Andrea Cigolini, di Reggio Emilia. Una risposta nata da “due buoni motivi”. “Il primo ha spiegato è che il nostro sistema-Paese è ammalato e sofferente. Il secondo motivo è che non è più possibile piangersi addosso o aspettare che arrivi ‘l’uomo della provvidenza’ a salvare la situazione”. Inoltre, “come laici cattolici siamo chiamati a un rinnovato impegno sociale e politico come dice espressamente anche la dottrina sociale della Chiesa”. Per la genovese Simonetta Saveri, “per ridare vita all’anima del Paese è necessario ripartire dal basso, dai nostri territori, dalle persone delle nostre città. Certo, è necessario un gesto di coraggio e un po’ di sacrificio ma dobbiamo capire che non è più possibile attendere che qualcun altro faccia quello che noi oggi siamo chiamati a fare”. “Il nostro desiderio ha affermato Salvatore Compagnone, di Napoli è che questo gruppo si allarghi a macchia d’olio per ungere, con la passione per la politica e la condivisa fede in Dio, grazie alla quale ci siamo conosciuti, tanti altri giovani d’Italia. Infatti, tutti noi crediamo davvero che sia arrivato il tempo di mostrare a tutti che ci sono alberi che davvero producono frutti molto buoni”.