Commissione: tutelare i minori online "I bambini si recano online sempre più spesso e cominciano più giovani, esplorando un entusiasmante mondo digitale pieno di opportunità. Dobbiamo però imprimere urgentemente un impulso alle nostre azioni e al modo di collaborare per educare e proteggere i bambini in questo mondo virtuale in continua evoluzione". Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea, commenta i contenuti di una relazione che esamina le modalità con cui gli Stati membri stanno attuando le raccomandazioni comunitarie "volte a garantire che i bambini possano fruire di internet con fiducia e sicurezza". Gli sforzi che provengono da Stati membri e industria del settore per la tutela dei minori che usano servizi audiovisivi e online sono infatti ritenuti "nel complesso insufficienti". In particolare l’Esecutivo ritiene "che gli Stati non rispondono in modo adeguato oppure adottano approcci variabili alla lotta e alla segnalazione dei contenuti nocivi, per garantire che i bambini consultino contenuti adatti alla loro età, rendere più sicuri i siti di socializzazione per i minori e proteggerli dai videogiochi nocivi". "Dobbiamo infondere ai genitori e agli insegnanti la fiducia necessaria per assumersi le loro responsabilità", aggiunge Kroes, che annuncia, entro il 2011, la proposta di una "strategia per affrontare tali problemi". A tale riguardo la Commissione ricorda i risultati principali di un sondaggio EuKidsOnline, secondo il quale in Europa "i bambini fra i 9 e i 10 anni che usano internet dichiarano di avere iniziato a recarsi online a sette anni". Il 33% dei ragazzi che naviga usa un telefono cellulare o un palmare. Inoltre "il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni e il 38% degli intervistati nella fascia di età dai 9 ai 12 anni sostiene di avere registrato un profilo su un sito di socializzazione". Per questo, puntualizza la Commissione, "qualsiasi strategia Ue deve tenere conto della natura globale e in costante evoluzione dell’ambiente digitale, per rispondere in modo flessibile alle nuove sfide".Migliorare la ricerca europeaLa Commissione Ue lancia una consultazione pubblica con l’obiettivo di "definire le possibilità di un miglioramento radicale del contesto della ricerca europea". S’intende così realizzare lo Spazio europeo della ricerca (Ser), "creando un autentico mercato unico della conoscenza, la ricerca e l’innovazione". Ciò permetterà "a ricercatori, istituti di ricerca e imprese di muoversi, competere e collaborare attraverso le frontiere, incrementando il proprio potenziale di crescita". La consultazione è aperta a tutti i cittadini, le imprese, le università e gli istituti di ricerca; si svolge on line e terminerà il 30 novembre 2011. I risultati serviranno quale base di lavoro per giungere al Ser entro il 2014. Máire Geoghegan-Quinn, commissaria per la ricerca, ha affermato il 13 settembre: "La necessità di dare un impulso all’economia dell’Europa comporta quella di ottenere il meglio dalla nostra ricerca. È inaccettabile la circostanza per cui è spesso più interessante e facile per i nostri migliori scienziati attraversare l’Atlantico piuttosto che spostarsi attraverso l’Europa. Vogliamo che la comunità dei ricercatori ci dica di cosa ha bisogno, in modo da poter lavorare assieme per abbattere gli ostacoli alla crescita". Per partecipare alla consultazione: http://ec.europa.eu/research/consultations/era/consultation_en.htm.Iniziative per piccole e medie impreseRendere possibile l’avvio di un’impresa in tre giorni con meno di 100 euro; incrementare l’accesso ai finanziamenti e agli appalti pubblici; snellire la burocrazia. Sono i punti stabiliti il 14 settembre a Bruxelles sul sostegno che Ue e Stati membri devono accordare alle piccole e medie imprese (Pmi) nel segno di un rilancio dello sviluppo complessivo dell’economia comunitaria. Le indicazioni sono emerse da un incontro tra imprese e Ue – che s’inserisce nel quadro dell’applicazione dello "Small Business Act" al quale era presente Daniela Calleja, rappresentante dell’Unione per le Pmi. I provvedimenti individuati dovrebbero essere adottati entro il settembre 2012. "In una situazione cruciale come quella attuale, in cui la sopravvivenza dell’integrazione europea è direttamente collegata alla nostra capacità di rilanciare la crescita, abbiamo urgente bisogno di una vera rivoluzione che posizioni le Pmi e l’economia reale nel cuore della politica e dell’amministrazione pubblica ha affermato il commissario Antonio Tajani -, per consentire loro di esprimere appieno le proprie potenzialità". Fra l’altro la stessa Commissione e gli Stati dell’Unione sono invitati a effettuare una specifica "prova Pmi", prima di "adottare un qualsiasi atto normativo; tale prova è tesa a verificare l’assenza di nuovi ostacoli che potrebbero impedire il buon funzionamento dei 25 milioni di piccole imprese presenti in Europa". L’Esecutivo segnala che già 12 Paesi hanno adottato la "prova Pmi" e altri dovrebbero muoversi presto nella medesima direzione.