1° FESTIVAL DOTTRINA SOCIALE
Le voci dei giovani partecipanti
Nella penultima giornata del primo Festival della dottrina sociale (www.festivaldsc.it) che si conclude domani a Verona con la relazione del card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato della Santa Sede, il Sir ha raccolto i commenti di alcuni giovani partecipanti.
La fede non è un sogno. "Mi interesso a questi argomenti perché sento la responsabilità di un mondo che mi è stato dato da chi è venuto prima di me ed io voglio essere all’altezza delle persone che hanno lottato per darmi delle ottime condizioni di vita". A raccontare la sua scelta e la sua esperienza è Giulia Olivato, studentessa di lingue all’università di Verona. "Ovviamente spiega – lo stare bene non è una cosa che ci è dovuta ma bisogna conquistarsela ogni giorno. Per questo mi sento in dovere di far qualcosa per decidere del futuro perché non voglio che la vita mi attraversi". "Secondo me sottolinea Giulia – la dottrina sociale è uno ‘strumento’ che voglio usare per far vedere che la mia fede non è solo un sogno da romantica, ma qualcosa che cambia la vita in meglio". Andrea Braga, studente di Verona racconta che si è interessato a questa iniziativa perché fa parte del Movimento studenti cattolici, una delle organizzazioni protagoniste del Festival. "In particolare dice – mi sono interessato perché il mio sogno è essere significativo per i miei coetanei e credo che i principi della dottrina sociale riescono a portare nella nostra quotidianità quei valori, quelle idee e quell’entusiasmo che per noi, sono importanti per guardare al futuro". Secondo lo studente veronese "ci vorrebbe un più ampio e convinto ritorno ai valori della Dottrina sociale della Chiesa (Dsc) in modo tale da far capire ai ragazzi che il loro impegno é veramente importante". In questa prospettiva i giovani "devono guardare agli adulti non come ad una minaccia, ma come ad una opportunità e questo comporta che gli adulti devono darci responsabilità, perché noi possediamo quella creatività che forse in loro si è un po’ persa". Paolo Gamboni, di Roma, frequenta l’ultimo anno del liceo classico e dice, che per lui "questo Festival è stata un’ occasione per conoscere nuove cose e fare nuove esperienze" mentre nel quotidiano non trova "spazio per mettere alla prova quello che impara perché ho degli amici e dei conoscenti che non si occupano molto di dottrina sociale. Penso che nelle persone ci sia disinformazione e disinteresse perciò mi rendo conto che dovrei fare qualcosa di più per diffondere queste conoscenze e quando ritornerò a scuola non mancherò di farlo". Luigi Giannino, viene da Margherita di Savoia, una cittadina vicino a Barletta ed è convinto "che i valori della dottrina sociale siano utili per poter crescere ed avere un punto di forza basato su idee che vanno oltre i luoghi comuni". "Noi studenti cattolici dice – ci interessiamo a questa iniziativa perché tutti ci dicono che il futuro è dei giovani, ma per costruire il futuro bisogna agire nel presente, quindi il festival della dottrina propone un’ esperienza che noi studenti dobbiamo fare ogni giorno". Stefano Bonetti, un altro studente di Verona, "vive la dottrina sociale legandola ai principi che ha imparato al catechismo" e in questo senso considera "gli insegnamenti che la Chiesa propone ai giovani e alle persone di tutte le età come dei valori che possono funzionare in tutti gli ambiti della vita e possono valere anche per i laici".
Unire ciò che è diviso. Il coordinatore nazionale del Movimento studenti cattolici, Martino Merigo, spiega che "occorre tornare a parlare di futuro, immaginandosi i prossimi vent’anni, cercando di unire ciò che fino ad oggi è sempre rimasto sparpagliato ma ben saldo nelle coscienze degli italiani e riprendere in mano il proprio paese conoscendo la propria vocazione. Questa è un’opportunità unica attende le nuove generazioni, nello sforzo di immaginare nuovi scenari e nuove aggregazioni che in tutti i settori diano risposte naturali a problemi oggi di impellente soluzione".
L’entusiasmo dei giovani. Mons. Gastone Simoni, vescovo di Prato riferendosi ai giovani del Movimento studenti cattolici sottolinea che "grazie al loro impegno e al loro entusiasmo sono riusciti a portare al Festival centinaia di giovani che sono venuti qui a Verona da altre diocesi e da altre esperienze. Il Movimento si è distinto per la capacità di mobilitare, di far pensare e di aggregare studenti delle scuole superiori e delle università: questo è un segno che ci da grande fiducia per il futuro".
a cura di Costantino Coros – inviato SIR a Verona