GIOVANI E IMPEGNO POLITICO

Si continua sul territorio

Dopo il 1° Festival della dottrina sociale

"Prima di tutto bisogna migliorare se stessi, per poi insieme, migliorare la società" ha detto il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, dopo la "lectio magistralis" che ha tenuto a chiusura del 1° Festival della Dottrina Sociale (www.festivaldsc.it), svoltosi a Verona dal 16 al 18 settembre. Il card. Bertone, ricordando l’invito di Papa Benedetto XVI a formare una nuova generazione di uomini e donne che si impegnino nel sociale e nella politica, ha fatto notare che una "seminagione la si trova nella partecipazione dei giovani ad iniziative come queste" a dimostrazione della loro disponibilità a assumere responsabilità anche in campo sociale e politico. Il Segretario di Stato, ricordando la folta presenza di ragazzi e ragazze alla giornata mondiale della gioventù di Madrid, ha sottolineato che "in quell’occasione, tutti noi, abbiamo percepito la capacità dei giovani di fare nuove tutte le cose a cominciare dal proprio cuore".

Esserci per costruire. "È stata la presenza dei giovani a dare un valore aggiunto a questo Festival. Hanno dimostrato di avere sete di cose vere e per queste sono disposti a spendersi e a sacrificarsi. Perciò occorre dare risposte credibili e coerenti di senso e di verità alle loro domande". È quanto ha detto mons. Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival, tracciando il bilancio della prima edizione. "Credo inoltre che il livello di competenza e professionalità che ha caratterizzato molti interventi di imprenditori e operatori dell’economia e della finanza abbia confermato che occorre avere un’anima nell’agire ed è la qualità delle persone che incide anche sui risultati economici". In questo Festival non è mancata la presenza delle donne, le quali, ha sottolineato, "hanno contribuito a portare serenità, creatività e intelligenza: qualità che sono indispensabili per un impegno creativo ed efficace negli ambiti sociali, politici ed economici". In questo modo "le risposte ai problemi che abbiamo ben chiari non si fermano ai discorsi ma diventano ‘presenza’. Il Festival non finisce, chi lo ha vissuto ne rappresenta la continuità e la sintesi di tutto questo è il dire ‘noi ci siamo’". Partendo da questo "slogan" mons. Vincenzi ha annunciato i prossimi due impegni: la realizzazione della Scuola di formazione per l’alta dirigenza in Dottrina Sociale della Chiesa e il 2° Festival della dottrina sociale che si terrà dal 14 al 16 settembre 2012 a Verona.

Nel segno della continuità. "Ho trovato interessante la voglia di declinare alcuni punti dell’agenda di Reggio Calabria, l’agenda della speranza, in un confronto più vasto e più vario. Ho notato, in particolare, un collegamento con i temi dell’intraprendere e dello slegare e del rilegare la mobilità sociale". Così mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del comitato scientifico ed organizzatore delle Settimane Sociali, commenta l’impressione che ha tratto dal Festival di Verona. "Alcuni giovani sono venuti a dirmi che erano già stati a Reggio Calabria e per loro questa è stata un’occasione per continuare i discorsi iniziati in quella sede". A mons. Miglio è apparso positivo il fatto che "in un tempo di disorientamento generale i giovani stanno scoprendo un po’ di più il valore della dottrina sociale della Chiesa, come un insegnamento che può aiutarli ad entrare nel mondo sociale e del lavoro con dei criteri e degli orientamenti". "Uno degli aspetti positivi del dopo Reggio Calabria è quello che il mondo associativo, delle fondazioni e delle varie realtà cattoliche si sente più protagonista nell’elaborare una cultura impregnata di dottrina sociale, quindi oso pensare – ha detto – che questo Festival sia uno dei bei frutti nati da quell’incontro per continuare a camminare nella tradizione delle settimane sociali, potenziando le reti e il protagonismo delle associazioni".

Nel territorio. "Da questa manifestazione sono partiti dei segnali incoraggianti come l’annuncio di una serie di eventi simili da realizzare nei territori tra fine 2011 ed inizio 2012". Questo per Claudio Gentili, portavoce del Festival "è un importante risultato raggiunto da questa iniziativa". "Si riprende un cammino di attenzione al collegamento tra pensiero e azione sociale con un forte radicamento popolare". Inoltre, secondo Gentili "da questi tre giorni di confronto e dibattito è emerso con chiarezza il bisogno di una maggiore unità dei cattolici, soprattutto dal punto di vista della visione sulla grave crisi morale che stiamo attraversando, c’è bisogno di una ‘sinfonia’, che pur tra le diversità delle opinioni e delle posizioni politiche, promuova una maggiore unità del Paese". Infatti "senza dirittura morale e senza comportamenti etici non si va da nessuna parte, ciò vale, prima che per la politica, per la finanza. Si è visto molto bene in questa crisi che l’aver separato l’etica dall’economia e dalla finanza è stata la fonte di molti dei nostri guai". "Per questo – ha concluso Gentili – serve una classe politica dotata di qualità morali, perché con la faziosità e il moralismo non si va da nessuna parte".