INGHILTERRA E GALLES

Con i non praticanti

I “lapsed catholics” e la nuova evangelizzazione

Sono dai 4 ai 5 milioni, i due terzi, i cattolici battezzati in Inghilterra e Galles che non frequentano con regolarità la Chiesa. A loro, i cosiddetti “lapsed catholics”, considerati una priorità, in termini di evangelizzazione, dai cattolici praticanti, la Conferenza episcopale dedicherà 5 miniconvegni, intitolati “Crossing the threshold. Ministry and outreach to non going catholics”, ovvero “Varcare la soglia. Ministero e missione ai cattolici non praticanti”, che si terranno, tra il novembre 2011 e il giugno 2012, in diverse parti del Regno Unito. Queste giornate puntano ad aiutare chi va in Chiesa a dialogare con chi l’ha abbandonata. Sulla nuova iniziativa abbiamo intervistato Clare Ward, responsabile dell'”home mission desk”, che fa parte del dipartimento per la catechesi della Conferenza episcopale d’Inghilterra e GallesQuando e dove si svolgeranno le cinque giornate?“La prima si terrà a York, il 12 novembre prossimo. Vi parteciperà il vescovo di Middlesbrough, Terence Drainey, e sarà dedicata ai santuari e ai pellegrinaggi, perché in questa diocesi ne esistono molti e perché i cattolici non praticanti spesso frequentano luoghi di devozione. Ci aspettiamo circa 150 rappresentanti di diverse parrocchie che vogliamo preparare ad avvicinare nel modo migliore possibile i cattolici che sono lontani dalla Chiesa. Lo stesso obiettivo avrà la giornata di Birmingham, del 4 febbraio, alla quale interverranno l’arcivescovo Bernard Longley e il vescovo Edwin Regan. Nel Sud dell’Inghilterra, il 3 marzo, a Crawley, allo stesso tipo di giornata parteciperanno il vescovo Kieran Conry e l’arcivescovo di Southwark Peter Smith. Il 28 aprile, a Westminster, parlerà il primate cattolico Vincent Nichols, mentre il 23 giugno a Cardiff interverrà l’arcivescovo George Stack”.Come saranno organizzate queste giornate?“Attorno ai tre temi che diventano d’importanza chiave quando si tratta di raggiungere i non cattolici, ovvero come contattarli, come farli sentire benvenuti nella Chiesa, come riavvicinarli al sacramento della riconciliazione e come raggiungerli quando sono impegnati nel volontariato a favore dei più deboli. Per esempio è un sistema molto efficace andarli a trovare a casa anziché limitarsi a contattarli per iscritto. È importante anche avviare gruppi in parrocchia che siano stati pensati apposta per loro, dove possano prendere in esame i problemi legati alla loro particolare situazione. Spesso questi cattolici fanno molto per i più poveri in varie associazioni Caritas, anche se non vengono in Chiesa, e questo è un ambito dove si possono raggiungere”.Da che cosa è nata questa iniziativa?“La Conferenza episcopale ha deciso di avviare un gruppo che si occupi dei cattolici che non frequentano la Chiesa. Lavoro a stretto contatto con parrocchie e diocesi ed è emerso con chiarezza, durante le mie visite, che una priorità, in termini di missione, per chi pratica e sostiene la parrocchia sono i ‘lapsed catholics’. In fondo sono loro anche l’obiettivo della nuova evangelizzazione di cui parla il Papa. Del gruppo fanno parte dodici rappresentanti inviati da associazioni come ‘Landings Uk’, ‘Kit’ e ‘Catholic Alfa’ che si occupano di evangelizzazione, dalla ‘Commissione nazionale delle donne cattoliche’ e dall’istituto ‘Mary Vale’ di Birmingham, di ‘Caritas Social Action’ e di alcune diocesi che sono impegnate in modo particolare su questo fronte come quella di Portsmouth, di Hexham e Newcastle e l’arcidiocesi di Suffolk”. Che cosa ha fatto il “gruppo centrale”?“Il ‘gruppo centrale’ ha organizzato una giornata, lo scorso marzo, alla quale hanno partecipato circa 90 persone, in rappresentanza di 19 diocesi, insieme a tre vescovi: Kieran Conry, responsabile di evangelizzazione e catechesi, il vescovo Edwin Regan e il vescovo Richard Moth, incaricato dell’esercito. Durante questa giornata l’intervento più importante è stato quello di Christopher Jamison, monaco benedettino, ex abate di Worth Abbey, che ha curato la serie di successo della Bbc ‘The monastery’ ed è responsabile dell’Ufficio nazionale delle vocazioni. È in questa occasione che abbiamo individuato i tre temi più importanti che riguardano la missione ai non cattolici. Abbiamo anche un sito dedicato al lavoro fatto, all’indirizzo www.catholic-ew.org.uk/Catholic-Church/Home-Mission/Non-Churchgoing-Catholics. Alcune risorse per le parrocchie sono già disponibili lì, altre le stiamo mettendo a punto in questi giorni”.