CHIESA ED EUROPA (2)
Interviste con i vescovi della Comece: card. Reinhard Marx (Germania)
Con l’intervista al card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, prosegue lo speciale di SIR Europa dedicato alle riflessioni dei vescovi europei sul processo d’integrazione europea e sul pensiero della Chiesa sulla casa comune europea (cfr SIR Europa 62/2011). Quali opinioni e aspettative nutrono i cattolici nel suo Paese nei confronti della Ue? “Nonostante una netta maggioranza si pronunci a favore dell’Unione europea, bisogna purtroppo dire che l’entusiasmo per la Ue è andato affievolendosi in Germania, non solo da parte di molti cattolici. Questo pesa molto in un’epoca in cui l’Europa si trova, per colpa delle crisi finanziarie di alcuni Stati membri, in una situazione difficile. Eppure, anche di fronte alla crisi economica, la Ue ha raggiunto buoni risultati e dimostrato la propria solidarietà. È però evidente come l’introduzione di una moneta comune non sia bastata a creare una vera unione politica: solo una politica sociale ed economica comune permetterebbe una vera unione fra i popoli d’Europa. La gente auspica, inoltre, un’Europa con maggiori strumenti democratici”. L’opinione pubblica si fonda su una corretta informazione: stando alla sua esperienza quotidiana, pensa che le informazioni sull’Unione europea e sulle Chiese d’Europa siano adeguate?“Alle volte mi augurerei una maggior attenzione da parte dei media, perché occasionalmente molti cittadini tendono a dimenticare quanto sia importante l’unificazione europea per un futuro positivo di questo continente. Oggi si parla naturalmente molto, ma non sempre in modo obiettivo, della crisi finanziaria e delle misure di salvataggio della Grecia. Nel complesso, però, penso che i media assolvano bene il proprio incarico. In tempi meno turbolenti mi accorgo come l’Europa venga volentieri, e alle volte purtroppo anche a ragione, caricaturata come una macchina burocratica che emette disposizioni assurde. In questo modo si perde troppo facilmente la visione positiva di un’Europa unita e l’Europa stessa diventa spesso il capro espiatorio per dimenticanze politiche da parte dei singoli Stati”.Come può la Chiesa nel suo Paese contribuire all’Unione europea?“La storia e l’attualità dell’Europa sarebbero impensabili senza la forza determinante del cristianesimo. All’indomani dalla Seconda guerra mondiale non sarebbe stato possibile, senza l’idea di riconciliazione cristiana, riappacificare e riunificare l’Europa. Anche e soprattutto di fronte all’attuale crisi, la Chiesa universale può sottolineare l’idea sopranazionale di un’Unione europea. La Conferenza episcopale tedesca si pronuncia con insistenza a favore dell’unificazione. Con il crescente spessore dell’integrazione nella Ue, non si tratta solo di agire a grandi linee; la dottrina sociale cattolica si presenta piuttosto come criterio per le decisioni concrete da adottare nei diversi campi politici. I vescovi tedeschi sanno bene quanto nella quotidianità politica sia diventata importante la Ue. Per questo la Chiesa deve costantemente impegnarsi, per farsi sentire anche a livello politico europeo. Questo è uno dei motivi che mi spingono a collaborare volentieri nella Comece”.Qual è il suo bilancio del lavoro delle Chiese europee nella Ue?“Un bilancio positivo! Dalla sua fondazione, avvenuta oltre 30 anni fa, la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) collabora alla crescita dell’Europa. Noi introduciamo la prospettiva della dottrina ecclesiastica nella discussione politica. Lo dimostrano i numerosi contatti e colloqui con i principali rappresentanti della Ue. Le tematiche per le quali ci battiamo spaziano oggi dal rafforzato impegno per la salvaguardia della domenica come giornata festiva fino al sostegno dei popoli che nel bacino meridionale del Mediterraneo auspicano a diventare delle società liberali. Ma c’è ancora molta strada da fare e non possiamo diminuire il nostro impegno a favore dell’Europa. Al contrario: la Chiesa dovrebbe essere il cuore spirituale di un’Europa consapevole delle proprie radici spirituali e religiose”.