L’Ue in breve

Agricoltura e pesca, accordo con la Palestina”Questo accordo offre un’opportunità per il popolo palestinese, ed è una tappa verso lo sviluppo della nazione”: l’eurodeputata Maria Eleni Koppa è la relatrice del provvedimento approvato il 27 settembre dall’Europarlamento, grazie al quale s’instaura un accordo commerciale tra i 27 Stati Ue e l’Autorità nazionale palestinese: i prodotti agricoli, quelli agricoli trasformati e i prodotti della pesca della Cisgiordania e della Striscia di Gaza potranno essere importati in Europa senza tasse doganali. Ugualmente alcuni prodotti Ue potranno essere esportati in Palestina. In pratica il commercio bidirezionale tra Ue e Palestina non passerà più sotto il controllo delle autorità doganali israeliane, come accaduto finora. L’accordo, che entrerà in vigore nel 2012, siglato per 10 anni e rinnovabile, permetterà “lo sviluppo economico dei Territori”; se le importazioni verso l’Ue in regime di esenzione doganale dovessero arrecare danno al mercato interno (ipotesi ritenuta poco probabile dall’Assemblea), tali clausole potranno essere riviste. “L’Autorità palestinese – segnala una nota del Parlamento di Strasburgo – è il più piccolo partner commerciale dei 27 nella regione euro-mediterranea e uno dei minori anche a livello mondiale. L’importo delle operazioni nel 2009 è stato di 56,6 milioni di euro, dei quali 50,5 erano costituiti da esportazioni europee”. Gli scambi commerciali sono però cresciuti nel corso del 2010.Piccole imprese, una “rete” Ue in 49 PaesiL’Enterprise Europe Network, la rete di sostegno alle imprese e all’innovazione creata dall’Ue soprattutto a favore delle piccole e medie imprese (Pmi), allarga il suo raggio d’azione, creando nuovi punti di contatto in Giappone e raddoppiando la propria presenza in Cina. “L’obiettivo – secondo la Commissione – è fare in modo che cresca il numero delle Pmi europee che approfittano dei mercati in rapida crescita in Asia, America Latina ed Europa orientale”. La rete dovrebbe ulteriormente allargarsi verso i Paesi del Sud del Mediterraneo, con “otto punti di contatto in Tunisia, un partner di lunga data in Egitto e filiali di prossima apertura in Marocco”. La rete è stata avviata per aiutare le imprese “a trovare potenziali partner sui mercati europei e internazionali e a trasformare la ricerca e l’innovazione in profitti”. Un bilancio dell’attività è stato realizzato durante la conferenza annuale della rete, svoltasi a Varsavia il 26 settembre. In particolare la rete – attualmente diffusa in 49 Stati extra-Ue – opera in Giappone con due centri a Tokyo presso il Centro euro-giapponese per la cooperazione industriale e il ministero dell’economia. Tredici filiali “sono state aggiunte alla rete in Cina che è ora presente in quattordici città”. Tra i nuovi Paesi “che da poco hanno aderito alla rete figurano l’Ucraina, la Moldova e il Messico”. La rete ora guarda con attenzione privilegiata al Nord Africa per sostenerne lo sviluppo e la transizione democratica. Tra i partner principali di Enterprise Europe Network figurano camere di commercio, agenzie per le imprese, organizzazioni di sviluppo regionale, istituti di ricerca, università, centri tecnologici e d’innovazione. Finlandia, premiati i giovani scienziatiVengono da Irlanda, Svizzera e Lituania i giovani scienziati che hanno vinto la ventitreesima edizione del concorso Ue a loro dedicato. I progetti vincitori, premiati a Helsinki il 27 settembre, riguardano i settori dell’informatica, dell’ingegneria e della medicina e sono stati selezionati da una giuria internazionale tra gli 87 progetti provenienti da 37 Paesi. I progetti sono stati illustrati nel corso di un evento durato cinque giorni. I secondi premi sono andati a équipe di scienziati provenienti da Germania, Regno Unito e Bulgaria, mentre i terzi premi sono stati attribuiti a giovani ricercatori norvegesi, polacchi e britannici. I vincitori – tutti di età inferiore ai 21 anni – si divideranno un importo complessivo di 51 mila euro. “I giovani ricercatori di talento contribuiranno a dare forma al nostro futuro”, ha affermato Máire Geoghegan-Quinn, commissaria per la ricerca e l’innovazione. “Dobbiamo trovare risposte alle più grandi sfide della società come i cambiamenti climatici, la ricerca di fonti di energia sostenibili, il sostentamento alimentare nel mondo e la lotta contro le malattie. Incoraggio quindi i giovani a seguire una carriera in ambito scientifico e a mantenere l’Europa ai massimi livelli” nel campo della scienza e delle sue applicazioni. I progetti presentati, segnala la Commissione, “che si erano già aggiudicati il primo premio nei rispettivi concorsi a livello nazionale, coprivano un’ampia gamma di settori scientifici: biologia, chimica, informatica, scienze sociali, scienze ambientali, matematica, scienze dei materiali, ingegneria e medicina”. Le applicazioni presentate alla giuria “sono sempre di ottimo livello e molti degli studenti che hanno partecipato alle passate edizioni hanno dato poi origine a scoperte di rilievo scientifico o fondato imprese per commercializzare le idee sviluppate durante il concorso”.