COMMISSIONE UE

Più forza al volontariato

Un impegno di primo piano al quale si aggiunge quello per il mercato unico

La Commissione europea ha compiuto il primo passo: ora spetta alle altre istituzioni dell’Unione e ai 27 Stati membri muoversi nella stessa direzione per valorizzare il volontariato, sostenendolo a livello nazionale e favorendolo sul piano comunitario. È uno dei temi che sta affrontando l’Esecutivo, che, alle ormai consuete preoccupazioni economiche e finanziarie a livello di Unione, ha aggiunto altri ambiti di lavoro. Un’attenzione specifica viene poi dedicata alla valutazione del mercato unico, agli ostacoli che vi s’incontrano e alle modalità per rimuoverli.Promuovere, sostenere. Con una comunicazione presentata da Viviane Reding, vicepresidente e responsabile per i diritti fondamentali e la cittadinanza, la Commissione si propone di realizzare “una serie di misure che contribuiranno a promuovere le attività di volontariato nell’Unione europea”, compresa la creazione di un “corpo volontario europeo di aiuto umanitario” e lo sviluppo di un “passaporto europeo delle competenze”. È la prima volta che la Commissione vara un documento programmatico rivolto specificamente al volontariato; ciò avviene non a caso nell’anno europeo consacrato alle attività di servizio gratuito nei più svariati settori, dalla cultura alla solidarietà sociale, dallo sport all’ambiente. “L’Unione europea conta 100 milioni di volontari che contribuiscono a migliorare l’Europa e il mondo – ha affermato Reding -. L’Anno europeo del volontariato 2011 evidenzia i loro successi, incoraggia altri a unirsi a loro e aiuta i volontari e le associazioni a fare ancora di più”. Quadro giuridico chiaro. Le attività di volontariato contribuiscono direttamente, secondo la commissaria lussemburghese, “agli obiettivi fondamentali delle politiche comunitarie quali l’inclusione sociale, l’occupazione, l’istruzione, lo sviluppo delle competenze e la promozione della cittadinanza”. Tuttavia non esiste un quadro giuridico chiaro per queste attività “e le competenze che i volontari acquisiscono spesso non sono sufficientemente riconosciute”. La Commissione si è impegnata a superare questi ostacoli, in particolare a livello transfrontaliero. La proposta di dar vita a un corpo volontario Ue di aiuto umanitario fissa addirittura la data del 2012. Per incrementare il riconoscimento delle competenze acquisite attraverso attività di volontariato si pensa d’altro canto a un passaporto delle competenze, per garantirne un riconoscimento oltre i confini nazionali, permettendo “ai cittadini di conservare un riscontro delle capacità e delle competenze acquisite con il volontariato”. L’Ue intende inoltre occuparsi delle modalità di sostegno e di finanziamento per le organizzazioni che operano senza scopo di lucro.Mercato unico, forum a Cracovia. Il riconoscimento oltre frontiera delle qualifiche professionali, le garanzie contrattuali per i lavoratori e quelle relative alla previdenza sociale, gli ostacoli tributari, il riconoscimento dei brevetti, l’accesso ai finanziamenti per le imprese, la tutela dei consumatori per gli acquisti online: sono alcuni dei punti deboli del mercato unico Ue che emergono invece da un documento presentato il 26 settembre dalla Commissione, accompagnato da un sondaggio di Eurobarometro sulla percezione del mercato unico da parte dei cittadini. La Commissione elenca una ventina di problemi “incontrati con maggiore frequenza da cittadini e imprese in occasione di viaggi, trasferimenti o lavoro all’estero”. Intorno ai limiti legislativi, attuativi e informativi che rallentano il mercato unico – uno dei pilastri dell’integrazione europea – è previsto un forum che si terrà fra il 2 e il 4 ottobre a Cracovia, promosso dalla presidenza polacca dell’Ue, dal Parlamento e dalla Commissione. “Esso – spiegano gli organizzatori – consentirà l’incontro fra i cittadini, le parti interessate e i decisori politici per dibattere dello stato del mercato unico”. Rimuovere gli ostacoli. Sempre restando al mercato unico, il sondaggio di Eurobarometro sottolinea che i cittadini europei sono comunque “generalmente soddisfatti” delle opportunità da esso offerte “in termini di una maggiore scelta di prodotti (74%), di occupazione (52%) e di concorrenza leale (47%)”. Però “il mercato unico è percepito come un vantaggio solo per le grandi imprese (62%), poiché peggiorerebbe le condizioni di lavoro (51%) e non aiuterebbe i cittadini indigenti e svantaggiati (53%)”. Il 28% degli intervistati dichiara l’intenzione di lavorare all’estero in futuro. Eurobarometro riferisce che molti europei (il 35% del campione intervistato) non sono a conoscenza del mercato unico e dei suoi vantaggi. Il commissario per il mercato interno Michel Barnier ha dichiarato: “I cittadini e le imprese dell’Unione ci hanno fatto sapere a quale livello il mercato interno non funziona perfettamente. In occasione del forum” di Cracovia “esamineremo questi ostacoli e speriamo di concordare i modi migliori per rimuoverli”.