EUROPA

Cristiani in “terra straniera”

Presentata a Tirana un ricerca del Ccee sulla nuova evangelizzazione

(Tirana, dal nostro inviato) – L’immagine di una Chiesa che in Europa si trova a vivere "in una situazione simile a quella degli Atti degli Apostoli, immersa in una cultura straniera". È quanto emerge dalle risposte che le diverse Conferenze episcopali europee hanno dato ad un questionario del Ccee sulla "nuova evangelizzazione". A presentare le risposte ai presidenti delle Conferenze episcopali riuniti in assemblea plenaria a Tirana è stato Jean-Luc Moens, coordinatore delle missioni cittadine in Europa. A Tirana i vescovi europei stanno discutendo della questione della nuova evangelizzazione in Europa. Per facilitare la discussione, il Ccee ha inviato nei mesi scorsi un questionario alle Conferenze episcopali al fine di raccogliere e mettere in luce idee, situazioni e proposte. Ecco una sintesi del rapporto stilato da Jean Luc Moens e presentato oggi a Tirana.

Evangelizzare gli evangelizzatori. Dal questionario emerge ovviamente una grande diversità da Paese e Paese. Tra gli elementi di convergenza però, in molti hanno fatto notare che in Europa "la nuova evangelizzazione consiste in primo luogo nell’andare verso le persone che si sono allontanate dalla Chiesa e dalla fede, verso i battezzati che hanno perso la loro identità cristiana". Si tratta quindi di aiutare i cristiani "a diventare dei cristiani evangelizzati, vale a dire ad avere una relazione personale con Cristo. Questa relazione personale con Cristo è sottolineata da molti: è lo scopo di ogni evangelizzazione e, allo stesso tempo, questo incontro con Gesù come persona è la condizione per diventare evangelizzatori".

La secolarizzazione. Un’altra preoccupazione espressa dalle Chiese in Europa riguardo alla nuova evangelizzazione è "dover affrontare il cambiamento della società, la nuova cultura che emerge, la secolarizzazione crescente in cui la religione, il cristianesimo non ha più posto. Alcuni – si legge nel rapporto – osservano una sorta di disboscamento della memoria cristiana". In un contesto simile si fa evidente una prima constatazione: "Affinché ci sia una nuova evangelizzazione, occorre un nuovo slancio, un nuovo zelo missionario". E per zelo missionario, s’intende: "Ridare al nostro tempo il coraggio e la forza dei primi cristiani". "È forse la mancanza di fiducia – commenta Jean-Luc Moens – il nostro problema maggiore. La buona volontà e il potenziale non mancano, ma occorre ancora uno scatto affinché i cattolici, aumentando progressivamente la loro fiducia, siano capaci di affermare la loro identità".

Le sfide. Dall’insieme delle risposte al questionario del Ccee, emergono poi alcune sfide "in generale": la prima è legata alla società, ad una cultura cioè in cui si avverte sempre più chiaramente l’"eclissi di Dio". Alcuni hanno quindi sottolineato la necessità di "dialogare" con questa cultura "con un linguaggio nuovo adatto alle attese dell’uomo del nostro tempo". Altra sfida "generale" è legata alla Chiesa stessa: preoccupa soprattutto il fatto che "tra i cattolici, la fede diminuisce" e ciò richiede un impegno a suscitare "un nuovo dinamismo" a partire dai cattolici stessi. Nelle risposte, c’è chi ha fatto notare come una sfida riguarda anche "l’immagine che la Chiesa dà di se stessa e che ha subito un forte contraccolpo, per esempio, dagli scandali della pedofilia. La Chiesa di oggi ha bisogno della testimonianza di santi".

I protagonisti e i destinatari. I "primi della lista" ad essere indicati dai vescovi francesi come i protagonisti della nuova evangelizzazione sono le famiglie. "Dovrebbero essere il primo luogo missionario dove si riceve la fede col latte materno", si legge nel rapporto. E invece con la crisi che sta vivendo il continente, "la trasmissione della fede si è interrotta proprio nelle nostre famiglie". Poi si citano le scuole cattoliche perché i vescovi ritengono che "la coniugazione della nuova evangelizzazione con l’istanza educativa è fonte di speranza". E, infine, i movimenti purché non "si richiudano su se stessi". Tre infine le categorie che a parere dei vescovi, sembrano prioritarie come destinatarie della nuova evangelizzazione: le famiglie perché "sono il cuore dell’evangelizzazione"; i giovani perché "cercano il senso della loro vita e possono diventare attori dinamici della nuova evangelizzazione" e i media puntando "alle persone di buona volontà che ci lavorano".