EUROPA

Una “chance” per la Chiesa

Mons. Rino Fisichella all’assemblea Ccee sulla nuova evangelizzazione

(Tirana, dal nostro inviato) – "Siamo dinanzi a una situazione per molti versi paradossale; emerge il distacco dalla religione cristiana e sembra rinnovarsi il senso per una ricerca del sacro e del religioso; si afferma che la fede non può avere alcuna voce quando si parla di vita privata, pubblica o sociale, eppure riusciamo a riempire le città con le iniziative pubbliche". Lo ha ricordato, oggi, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, intervenendo all’Assemblea plenaria del Ccee a Tirana.

L’enigma della vita. Per mons. Fisichella, purtroppo "l’esistenza personale si costruisce ormai prescindendo dall’orizzonte di fede che è relegato a un ambito privato senza incidere nella vita delle relazioni interpersonali, sociali e civili". La religione, ha spiegato, "non viene negata, ma pensata con un suo ruolo ben delimitato; interviene solo in parte e marginalmente nel giudizio etico e nei comportamenti". Insomma, "si è venuta a creare una situazione completamente nuova in cui si vogliono sostituire gli antichi valori, soprattutto quelli espressi dal cristianesimo". "In un orizzonte di questo tipo, in cui l’uomo viene a occupare il posto centrale, baricentro di ogni forma di esistenza – ha avvertito il presidente del Pontificio Consiglio –, Dio diventa un’ipotesi inutile e un concorrente da evitare". Ma se "Dio ha perso la centralità che possedeva", "l’uomo stesso ha perso il suo posto. L’eclissi del senso della vita riduce l’uomo a non sapersi più collocare, a non trovare più un posto all’interno del creato e della società". In questo contesto, "è necessario che la nuova evangelizzazione si faccia carico di contenuti capaci di mostrare che l’enigma dell’esistenza personale non si risolve rifiutando il mistero, ma scegliendo di immettersi in esso".

La situazione in Europa. Per quanto riguarda l’Europa, secondo mons. Fisichella, "si presenta una situazione paradossale evidente. Nel tempo in cui essa viveva di valori condivisi, possedeva una forte identità che la rendeva facilmente riconoscibile nonostante i confini territoriali. In questi anni, invece, mentre sono stati abbattuti i confini e quindi poteva essere favorito un processo di unificazione, si assiste al moltiplicarsi delle differenze e all’aumento degli estremismi: la frammentarietà domina a tal punto da far sgretolare ogni possibile unità". Se questo si sta verificando, dipende "anche dal fatto che si vuole costruire un’Europa indipendente dal cristianesimo e, in alcuni casi, perfino contro di esso". Eppure, "il cristianesimo è una condizione obbligatoria per comprendere coerentemente storia e attualità dei nostri Paesi".

L’importanza del cristianesimo. Secondo mons. Fisichella, "vivere d’indifferenza, agnosticismo e ateismo non solo non consentirà mai di giungere a una risposta sul tema fondamentale del senso della vita, ma non permetterà neppure di centrare l’obiettivo dell’effettiva unità delle nazioni". Dunque, "non è emarginando né esorcizzando il cristianesimo che si potrà forgiare una società migliore". Il cristianesimo "ha infuso valori e plasmato le culture", ma negli ultimi decenni "questi valori si sono ossidati e rischiano di essere sottoposti a uno struggente logorio non per il trascorrere degli anni, ma per la corrosione operata da fenomeni culturali e legislativi che minano il tessuto sociale. Avere spalancato le porte a presunti diritti individuali non ha portato a maggior coesione sociale né tanto meno a un crescente senso di responsabilità". "La nuova evangelizzazione deve entrare in questo contesto culturale che forma la mentalità di generazioni di persone" con "il compito di produrre un pensiero che sia in grado di gettare le fondamenta per un’epoca che darà cultura impregnata di fede alle future generazioni, permettendo loro di vivere nella genuina libertà perché proiettate verso la verità". "La nuova evangelizzazione – ha affermato mons. Fisichella – è una chance che viene offerta per leggere e interpretare l’attuale momento storico e per far diventare straordinaria un’attività ordinaria della Chiesa".

"Missione metropoli". Mons. Fisichella ha parlato poi dell’iniziativa "Missione metropoli". È un’attività che nasce per indicare un percorso anche al Sinodo dei vescovi per l’ottobre 2012. "In questo primo momento – ha raccontato – saranno coinvolte 12 diocesi che hanno offerto la loro disponibilità: Barcelona, Bruxelles, Budapest, Köln, Dublin, Lisboa, Liverpool, Paris, Torino, Warsaw, Wien, Zagreb. Essa prende avvio da esperienze che sono state già vissute da alcune diocesi. In particolare, la missione cittadina di Roma". Facendo tesoro di queste esperienze, "abbiamo pensato di far compiere un percorso comune a queste 12 diocesi nello stesso periodo della prossima Quaresima, per offrire un segno all’Europa che la Chiesa vive di unità e ne presenta momenti concreti di attuazione". L’iniziativa si sviluppa in una serie di tappe: la lettura continuata del Vangelo di Marco; la catechesi del vescovo, che avrà come luogo la cattedrale e come destinatari principali i catecumeni, le famiglie, i giovani; il sacramento della riconciliazione; la lettura del testo delle Confessioni di Sant’Agostino; la carità, con un gesto concreto, con particolare riferimento alla situazione di siccità di alcuni Paesi dell’Africa.