LUIGI GUANELLA

Verso il 23 ottobre

Pensieri e iniziative in vista della canonizzazione

"Quando la Chiesa proclama solennemente la santità di un proprio figlio vuole indicare e far conoscere un testimone della bellezza della vita cristiana, un testimone dello splendore della verità, un testimone della gioia e della libertà acquisite coltivando una relazione viva con Cristo": così il card. Tarcisio Bertone ha sintetizzato, nella prefazione a uno dei volumi pubblicati di recente sulla vita di don Luigi Guanella ("Accordò la terra con il cielo. Luigi Guanella Santo", di M. Carrozzino e C. Siccardi, San Paolo) il significato del riconoscimento pubblico della santità. Lunedì 3 ottobre si è fatto cenno anche a questo intervento del segretario di Stato nella conferenza stampa di presentazione in Campidoglio delle iniziative previste a Roma attorno alla data del 23 ottobre, quando il prete sondriese, fondatore dell’omonima "Opera" e di due congregazioni religiose, sarà proclamato santo da Papa Benedetto XVI. A tracciarne la figura è intervenuto, tra gli altri, il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per la Cause dei Santi, il quale ha richiamato due profetiche definizioni del Guanella fatte da due Papi del secolo scorso: la prima pronunciata da Benedetto XV alla notizia della scomparsa di don Luigi Guanella nel 1915, "È morto un santo"; la seconda di Pio X, che conversando con p. Gemelli che nutriva dubbi di fede e teologici gli suggerì di rivolgersi a don Guanella, al che replicò il Gemelli "ma non è un teologo", e Pio X a sua volta: "tu non hai bisogno di un teologo, ma di un santo". Questa – ha sottolineato il card. Amato – la "fama di santità" che circondava don Guanella e che troverà il suo suggello con la canonizzazione del 23 ottobre.

I "doni" alla città di Roma. Il postulatore della causa, don Mario Carrera, ha illustrato le iniziative collaterali all’evento previste: una serata coi "Cantautori Guanelliani" venerdì 21 ottobre, è prevista una veglia di preghiera sabato 22 a S. Paolo fuori le Mura, una messa di ringraziamento lunedì 24 presieduta dal card. Tarcisio Bertone, e un pellegrinaggio a Como e nei "luoghi guanelliani" da martedì 25. Sempre don Carrera ha anche annunciato tre "doni" particolari per la città di Roma: "un progetto destinato ai giovani delle scuole superiori e delle università – ha detto – con settimane di volontariato. Un secondo dono sarà una festa per la cittadinanza in uno dei parchi di Roma. Infine un convegno, dove saranno i ragazzi ospiti dei centri guanelliani come ‘esperti di umanità’ a salire in cattedra". Tra le testimonianze "popolari", c’è una video-clip di 30 secondi sulla figura e l’opera del Guanella che verrà trasmessa nel circuito TV della metropolitana di Roma dal 16 al 22 ottobre per 50 passaggi al giorno.

Le tante iniziative. Felicitandosi per le varie iniziative previste in occasione della canonizzazione di don Guanella, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sottolineato il "profondo legame con questa città", dove sono presenti diverse realtà guanelliane. Si tratta di tre centri di riabilitazione che accolgono 700 disabili gravi oltre ai day-hospital, una mensa per i poveri, scuola materna, casa per ferie, centro di ascolto, centinaia di volontari. "Oltre alla dimensione spirituale – ha proseguito il sindaco – c’è la dimensione sociale che emerge da figure come quella del Guanella e che attesta come, dopo la caduta delle ideologie, la dottrina sociale della Chiesa continua a produrre opere che sono vive e che si mettono al servizio degli uomini. Anzi queste opere lanciano un messaggio ‘alternativo’ – ha sottolineato – perché arrivano là dove lo ‘stato sociale’ non interviene". Durante la conferenza stampa sono intervenuti la vicaria generale delle Figlie di S. Maria della Provvidenza, suor Giustina Valicanti, che ha parlato della "scuola di carità" che è stata tutta la vita del futuro santo; suor Michelina Carrozzino e Fabrizio Fabrizi, del Centro studi guanelliani, per illustrare volumi e studi sul nuovo santo, e la direttrice del Centro S. Giuseppe all’Aurelia Antica, Simonetta Magari, che ha parlato del congresso nazionale "Le nuove frontiere della disabilità intellettiva: tra scienza e fede" (6-8 ottobre) al quale interverranno esperti da ogni parte del mondo, oltre a una mostra d’arte (www.guanelliani.org).

Le radici della santità. "Le radici di don Luigi sono in un cattolicesimo familiare e parrocchiale antico e sincero. Era un mondo laborioso in cui il lavoro era davvero centrale": lo scrive lo storico Andrea Riccardi nella prefazione ad un altro volume sul Guanella ("Le vie della Provvidenza", San Paolo Ed.). Questo impegno di laboriosa serietà e apertura alla fede vissuta, si traduce – nota ancora Riccardi – in una attenzione particolare e profonda al "mondo dei poveri" che "era particolarmente vasto nell’Italia risorgimentale e del primo Novecento". E proprio "la carità verso i poveri è un linguaggio eloquente nell’Italia liberale" che "ravviva il cuore dei cristiani che si sono ingrigiti e impigriti". Conclude lo storico: "la carità è un modo autentico e cristiano di stare nella realtà partendo dai poveri".