chiesa ed europa (5)

Il patrimonio più prezioso

Interviste con i vescovi della Comece: mons. Gianni Ambrosio (Italia)

Con l’intervista a mons. Gianni Ambrosio, vescovo di Piacenza-Bobbio e rappresentante della Conferenza episcopale italiana presso la Comece, prosegue lo speciale di SIR Europa dedicato alle riflessioni dei vescovi europei sul processo di integrazione europea e sul pensiero della Chiesa sulla casa comune europea (cfr SIR Europa 62-63-64/2011).Mons. Ambrosio, qual è oggi, nell’era globale, il valore della costruzione comunitaria? “L’Europa unita è nata come progetto di alcuni grandi politici cattolici, come Robert Schuman, Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer. Non dimentichiamo che furono molti a opporsi a questo progetto: oggi il sogno è diventato realtà. Se grandi sono stati i risultati ottenuti, è pur vero che il progetto Europa non può realizzarsi in una sola volta, ma deve realizzarsi concretamente con una vera solidarietà di fatto. Questa nostra Europa è ancora fragile, come dimostrano le difficoltà di una visione comune su problemi concreti che riguardano tutti gli europei. Non si può pensare che i successi raggiunti assicurino la capacità di affrontare in modo unitario le grandi sfide. Deve sempre essere ripreso il grande progetto dei padri fondatori per rendere l’Unione europea più coesa al suo interno e più influente sullo scenario mondiale. Proprio a questo livello l’Ue è un esempio quanto mai significativo”. Cosa si aspetta la Chiesa dalla “casa comune” europea?“Forse parecchi hanno pensato – e pensano tuttora – che la Chiesa, in particolare con il magistero dei Papi, chiedesse all’Europa di guardare semplicemente al passato, ad esempio con il riferimento alle radici cristiane. Per alcune élites europee l’Europa unita può e deve fare a meno di questo ‘vecchiume’, perché essa vuole essere nuova e protesa verso il futuro. Ma proprio perché vuole guardare al futuro, l’Europa non può negare le sue origini, la sua identità. La memoria del passato è decisiva per avere un ideale trainante nella progettazione dell’oggi e del domani. Una comunità di valori – è il progetto europeo – che trascura i suoi valori fondanti, rischia l’apostasia da se stessa prima ancora che da Dio: è il saggio e sofferto monito che Benedetto XVI ha rivolto all’Europa. Non dimentichiamo che ciò che sembra appartenere al lontano passato è di fatto il patrimonio più prezioso dell’Europa di oggi. Il cristianesimo non è solo una realtà che è iscritta nelle pietre di molte cattedrali e di tanti edifici, oltre che in tante pagine di letteratura e di arte: è anche iscritto nel cuore di molti europei. Speriamo che i responsabili politici dell’Europa, aiutati dagli uomini della cultura, siano lungimiranti e consapevoli dell’unità ideale dell’Europa e del proprio compito storico, come lo sono stati i padri fondatori dell’Europa unita”. C’è bisogno – a suo avviso – di una maggiore informazione sulla politica, la cultura e la vita ecclesiale europea?“L’immagine prevalente dell’Unione europea – giusta o sbagliata che sia – è quella di un gigante economico-commerciale, non sempre capace di esprimere una volontà politica efficace e intelligibile, piuttosto impacciato nei suoi movimenti dagli enormi apparati burocratici. Questa immagine si riflette sul giudizio dei cittadini comunitari nei confronti dell’Ue e della sua azione. Manca spesso una precisa e diffusa consapevolezza dei valori che l’Unione europea ha contribuito ad affermare e a conseguire. Molti giovani non hanno il ricordo degli eventi che spinsero all’unificazione europea. Quell’immagine del gigante burocratico e la perdita della memoria dei valori che sono all’origine del progetto europeo rendono debole l’identità europea tra i cittadini. E la cittadinanza europea non ha innescato processi d’identificazione forte. Anche se, occorre pure dirlo, l’Unione europea genera notevoli aspettative. Ad esempio, presso gli studenti universitari come anche in coloro che ricercano spazi professionali vi è la richiesta di ‘più Europa’. Ma ciò che si constata all’interno delle università, si può constatare anche in altri contesti. A fronte di questa richiesta di più Europa, le carenze dell’informazione sull’Unione europea, sulle sue politiche e sui suoi processi decisionali, sono notevoli. Questo non è tollerabile, anche in considerazione della crescente incidenza dell’Unione sulla vita dei cittadini. Per cui si richiede una maggiore informazione. E soprattutto un’informazione di buona qualità, per un vero sviluppo dell’Ue, fedele alla sua storia e a quei grandi valori dei suoi padri fondatori. In questa linea è preziosa l’informazione di SIR Europa”.