CHIESE IN BREVE
Slovacchia: i Munk verso la beatificazione È iniziata a Bratislava la fase diocesana del processo di beatificazione dei Servi di Dio Tomas Munk, novizio gesuita, e di suo padre Frantisek Munk, entrambi convertiti alla fede cattolica e uccisi durante la Seconda guerra mondiale. L’atto solenne è stato presieduto il 27 settembre dall’arcivescovo di Bratislava, mons. Stanislav Zvolensky. Sono stati costituiti un tribunale e una squadra di esperti in scienze storiche per l’esame e la verifica di tutte le prove relative al martirio. “La loro profonda testimonianza di fede, che è diventata un luminoso esempio di amore cristiano sulla strada del martirio per molti contemporanei, è la prova di un pieno sacrificio per Cristo e l’assimilazione alla Sua sofferenza”, ha detto il vice-postulatore della causa, il gesuita Ondrej Gabris, che ha presentato l’elenco dei 14 testimoni viventi. Alla metà degli anni Trenta, i Munk, slovacchi di origine ebrea che prima si dichiaravano “senza confessione”, furono protagonisti di una profonda conversione alla fede cattolica. Ricevettero il battesimo nel 1939 e, quattro anni più tardi, Tomas entrò nel noviziato gesuita a Ruzomberok. Nel dicembre 1944, la famiglia Munk fu arrestata dalle forze naziste dopo la promulgazione delle leggi razziali. Tomas e suo padre Frantisek furono tutti e due uccisi a colpi di pistola il 22 aprile 1945 dai nazisti durante la marcia della morte nei pressi di Sachsenhausen.Regno Unito: Cafod, un digiuno per i più poveriUn digiuno al tempo del raccolto per condividere la ricchezza che abbiamo. Questo il significato del “Cafod fast day”, la giornata dedicata al digiuno e alla raccolta di fondi dalla più importante charity cattolica per gli aiuti al Terzo Mondo. In tutte le scuole e le parrocchie del Regno Unito venerdì 7 ottobre migliaia di persone rinunceranno al pranzo, per sostenere il lavoro fatto da Cafod. “L’anno scorso abbiamo raccolto 1,3 milioni di sterline”, spiega un portavoce della charity, “grazie al contributo di oltre 2.400 parrocchie, quasi tutte quelle di Inghilterra e Galles, e di circa 2.300 scuole”. “Quest’anno i soldi per l”Harvest fast day’ andranno ai bambini dei Paesi più poveri. Vogliamo migliorare le condizioni dei piccoli più indigenti, sottrarli alla fame e alla malattia, nutrirli, farli fiorire”. Con il digiuno scuole e parrocchie proporranno, per raccogliere fondi, anche concerti, camminate, gare sportive, feste in maschera, passeggiate in bicicletta. Sul sito di Cafod (www.cafod.org.uk), come ogni anno, sono presenti risorse per scuole e parrocchie che organizzeranno attività legate all’Harvest fast day.Repubblica Ceca: concordato con le ChieseIl governo ceco ha approvato i parametri del concordato sui beni tra Stato e Chiese alla fine di settembre (alla Chiesa cattolica appartiene il 26.8% degli abitanti). I persistenti problemi in merito sono retaggio del regime comunista, che è durato nel Paese fino al 1989. Secondo l’accordo definitivo, lo Stato pagherà 59 miliardi di corone cecoslovacche alle Chiese nel corso dei prossimi 30 anni. Il 56% dell’esborso sarà restituito sotto forma di beni (terreni, foreste e immobili). È stato raggiunto un accordo anche sulla questione del periodo di transizione, durante il quale il sostegno finanziario statale alle Chiese dovrebbe essere gradualmente ridotto a zero. I rappresentanti della commissione congiunta Stato-Chiesa hanno concordato una durata di 17 anni invece dei 20 inizialmente proposti. Devono essere ancora conclusi gli accordi parziali con le rispettive Chiese. Nei primi tre anni, lo Stato pagherà al clero le tariffe vigenti mentre per i prossimi 14 anni i contributi diminuiranno del 5% all’anno.Italia: rapporto-proposta Cei sul futuro del PaeseOffrire “elementi di consapevolezza e spunti di riflessione per mantenere vivo il dibattito” sulla crisi demografica che sta segnando il nostro Paese, “con l’auspicio” di vedere finalmente tradotte in fatti concreti le “iniziative di contrasto ai risvolti negativi delle tendenze in atto che da tanto, forse troppo, tempo vengono inutilmente richieste”. È l’obiettivo de “Il cambiamento demografico. Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia” (Laterza, Bari-Roma 2011) che, curato dal Comitato per il progetto culturale della Conferenza episcopale italiana (www.progettoculturale.it), è stato presentato a Roma il 5 ottobre. Ad illustrarlo sono stati gli stessi curatori, per i quali da anni in Italia nascono ogni anno meno di 600mila bambini (561.944 nel 2010, secondo l’Istat), 150mila in meno di quanto sarebbe necessario “solo per garantire” nel tempo “l’attuale dimensione demografica”, mentre la fecondità “si è attestata attorno alla media di 1,4 figli per donna”. Il volume presenta dati e analisi delle trasformazioni sociali degli ultimi anni, riflessioni, sfide e proposte; sottolinea il ruolo centrale della famiglia e, soprattutto, la necessità di “una maggiore consapevolezza” del “profondo significato simbolico-culturale collegato alla messa al mondo dei figli. Ogni bambino che nasce è infatti un segno di speranza, di fiducia nei riguardi del mondo e della vita”.